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"Non pensava nemmeno di giocare!", la favola di Spinazzola raccontata dalla famiglia

| Interviste | Autore: Alberto Trovamala

Curiosità e aneddoti su Leonardo Spinazzola raccontati dalla sorella Elisabetta dopo il super esordio in Champions League del numero 37 della Juventus. “Ha realizzato il sogno della vita. E pensare che non siamo andati a Torino perché pensavamo non giocasse…”. La nostra intervista

L’esordio in Champions League. Emozione. Ma anche tensione. Soprattutto quando il protagonista è qualcuno a cui si vuole bene. Un bene infinito. Il proprio fratello. Il 12 marzo 2019 sarà una data che la famiglia Spinazzola non dimenticherà mai: il giorno in cui Leonardo per la prima volta ha messo piede da protagonista con la sua Juventus nella competizione più importante di tutte. Nella vittoria per 3-0 contro l’Atletico. Lo sa bene la sorella Elisabetta – di 11 anni più grande di lui – che ancora oggi è positivamente scossa dopo la serata di Champions: “Sembra che abbia giocato io, ho i dolori ovunque – ride, raccontando in esclusiva per GianlucaDiMarzio.com -!”. Che tensione per il suo ‘fratellino’, che poi tanto ‘fratellino’ non è visto il metro e 90 d’altezza.

Elisabetta nella vita di tutti i giorni lavora in un’agenzia assicurativa e durante l’infanzia di Leonardo è stata più di una sorella. Un’amica. Compagna di balli e di partite alla Play. Quando il giocatore della Juventus in adolescenza viveva periodi no durante gli anni nel settore giovanile del Siena lontano da casa, lei prendeva e insieme a mamma Simonetta andava a trovarlo: come per magia tutto si sistemava. “Dopo ieri sera sono ancora confusa. Sono in ufficio ma praticamente è impossibile lavorare, chiamano tutti per fare i complimenti. L’avevo detto io che sarebbe stato un giorno di ferie – ride di nuovo -!”. Smartphone incandescente: “Anche ieri a casa abbiamo ricevuto un sacco di telefonate, tante da gente che non sentiamo mai. Invece, durante la partita, telefoni silenziati. E al bar stamattina non vi dico…”.

Le tradizioni di casa Spinazzola





Come da tradizione, nella casa degli Spinazzola a Foligno, le partite di Leonardo si guardano sul divano davanti alla tv in totale intimità. Infatti… sono ammessi solo i famigliari.“La tradizione dice che la partita si guarda nella casa dei miei: solo io, mamma, papà e Valentina, la sorella maggiore. Il solito rito. Durante le partite di Leonardo siamo sempre tra di noi”.Eccezion fatta per… nessuno! “Anche Francesco, il mio compagno, non è ammesso. Ieri gli è toccato vedersela da solo”, continua con una risata. Le più scatenate davanti alla tv erano le donne di casa: “Agitatissime. Papà invece era tranquillo. O almeno, mascherava la sua tensione. A dir la verità l’abbiamo visto più agitato in occasione della partita contro l’Udinese rispetto a ieri”.

Rimpianto per non aver presenziato allo Stadium in un match così? “Ma no dai… Alla fine sul divano davanti alla tv tra interviste, pre e post partita te la godi ugualmente. Purtroppo fino a qualche giorno fa, quando era il momento di chiedere i biglietti, non credevamo giocasse quindi non ci siamo organizzati per tempo”. E invece… che prestazione da parte di Leonardo: “Me l’aspettavo: so bene chi è mio fratello. Poi ieri tutta la Juve ha giocato davvero alla grande ed è stata una vittoria stra meritata”.

Leonardo e il sogno che si avvera

Prima della partita però guai a sentire il fratello, anche solo per un rapido in bocca al lupo. “Nessuno di noi ha sentito Leonardo, come sempre prima delle partite. Il giorno prima di qualsiasi match il gruppo di Whatsapp di famiglia svanisce. È una scaramanzia più nostra che di Leonardo. Silenzio stampa!”.Poi, invece, dopo il 3-0 secco all’Atletico“l’abbiamo sentito ed era felicissimo: il suo sogno di giocare in Champions con questa maglia si è avverato. Basta guardare il suo sorriso nella foto dei festeggiamenti nello spogliatoio”.









Finalmente il 37 bianconero “si è lasciato andare. Ultimamente lo vedevo un po’ preoccupato visto che non stava trovando tanto spazio nonostante a inizio stagione se lo aspettasse anche e soprattutto a causa dell’infortunio dello scorso anno. Ma so che ha sempre lavorato alla grande e a testa bassa: ora raccoglie i frutti”. Nel giro di un anno Leonardo è diventato papà del piccolo Mattia, ha esordito nella Juve e in Champions League. Cosa chiedere di più? “Siamo felici per lui e lo supportiamo in tutto e per tutto, poi la nostra vita continua normalmente ma logicamente non capita tutti i giorni di avere un fratello che gioca in Champions in una partita così”.

E che gioca con CR7. Ma degli affari in casa Juventus Leonardo non parla mai. “Da questo punto di vista è molto riservato. Pensa solo a lavorare e migliorare. Da quando è a Torino rientra a Foligno molto meno rispetto a prima, sta dedicando tutto se stesso alla Juve e alla famiglia”. Pochi grilli per la testa, insomma. “Fuori dal campo è un papà a tempo pieno e il piccolo Mattia calcia già il pallone”. Foto del figlioletto in maglia Juve prontamente postata su Instagram il giorno dopo l’impresa.“Questione di DNA…”.Il DNA di chi ha esordito in Champions in una serata tutt’altro che banale. E che ora non vuole certo fermarsi.

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