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Reina: "La Champions deve una coppa alla mia famiglia. Sognare non costa nulla"

| News calcio | Autore: Redazione

È arrivato in estate e si è conquistato un posto da titolare. Non solo portiere, a volte anche regista: Pepe Reina è diventato un elemento fondamentale per la Lazio di Simone Inzaghi. L'esperienza del portiere spagnolo sarà importante anche in partite come quelle di stasera, nell'andata degli ottavi di finale di Champions League contro il Bayern Monaco. Reina conta infatti solo dieci partite europee in meno rispetto a Iker Casillas, e solo sette nei confronti di Cristiano Ronaldo: "Voglio raggiungere Iker, anche se lui le ha praticamente giocate tutte in Champions, mentre io ne ho disputate tante anche in Europa League. Sono comunque fiero di questi numeri", ha detto il portiere della Lazio al quotidiano francese L'Equipe

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Stasera, un'altra notte speciale per lui e la Lazio: "In Champions si respira il profumo delle grandi serate". Come speciale è il suo inno: "A Napoli si sente più forte che da ogni altra parte al mondo". Una coppa che, comunque, in casa Reina è stata solo sfiorata: "Mio padre Miguel giocò una finale andata e ritorno quando era all'Atletico Madrid nel '74. E l'ha persa". L'attuale portiere della Lazio, invece, fu sconfitto nel 2007, quando portava la maglia del Liverpool, in finale contro il Milan: 2-1 con doppietta di Filippo Inzaghi: "Quando l'ho incontrato quest'anno contro il Benevento ci abbiamo scherzato sopra. Gli ho detto che aveva avuto fortuna". Sconfitte che in casa Reina hanno alimentato la voglia di alzare la coppa dalle grandi orecchie. A 38 anni ci si crede ancora: "La Champions League deve una coppa alla famiglia Reina. Spero che la vinca mio figlio, se non dovessi vincerla io. Solitamente c'è sempre una rivincita, per ora io non l'ho avuta. Se sarà quest'anno? Sognare non costa nulla". 

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Nonostante non sia più giovanissimo, Reina continua a giocare e a divertirsi. Oggi forse ancora di più rispetto ai suoi primi anni di carriera. Il portiere della Lazio ne spiega i motivi, sempre a L'Equipe: "Il fatto che i portieri giochino sempre più con la palla al piede è un vantaggio per me". Una filosofia di calcio che ha trovato soprattutto in Italia: "Anche con Sarri avevo conosciuto questo tipo di gioco e mi ero trovato molto bene. Lo stesso vale adesso con Simone Inzaghi: è in Italia che ho potuto mettere meglio in mostra tutte le mie caratteristiche". 

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Stasera una sfida importante per lui e per la sua Lazio. Pepe Reina è abituato a partite di un certo calibro come quelle di stasera, e darà una mano importante alla sua squadra. Che sentirà la fame di successo del suo portiere e avrà una spinta ulteriore per cercare l'impresa

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