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​L’Atalanta c’è. Ed è pronta a stupire ancora

| News calcio | Autore: Carlo Canavesi

Abbiamo imparato a conoscerla poco meno di due anni fa. Aveva fatto tre punti nelle prime cinque giornate di campionato, Gasperini era a rischio esonero. All’improvviso l’illuminazione. Un azzardo, a posteriori geniale. In campo vanno tutti i giovani: Petagna, Conti, Caldara, Spinazzola, Gagliardini, Freuler. Risultato? Otto vittorie nelle successive nove partite.

Quello che è successo nei mesi successivi lo conosciamo bene: il quarto posto e la qualificazione in Europa League, la vittoria del girone con Everton e Lione, le magiche notti di un sogno solo sfiorato contro il Borussia Dortmund.

Ma chi pensava che la favola dell’Atalanta fosse finita si sbagliava, al termine del campionato è arrivato il settimo posto: di nuovo Europa.

Questa volta passando dai preliminari, ma con tanta voglia di continuare a stupire. Lo ha fatto Musa Barrow: tre partite tra Sarajevo e Hapoel Haifa, quattro gol (con una tripletta) e due assist. Il gambiano - classe 1998 - è devastante. Gioca con una consapevolezza dei propri mezzi che lascia a bocca aperta: dribbling in velocità, assist incredibili. Ma, soprattutto, appena calcia in porta. E segna.

Ma quella di questa sera è stata soprattutto la serata delle prime volte. Partendo da Hateboer, che ha segnato il momentaneo 1-1, togliendosi la soddisfazione di segnare il suo primo gol con la maglia dell’Atalanta dopo più di un anno e mezzo in nerazzurro.

C’è poi Duvan Zapata, il giocatore più pagato nella storia del club bergamasco. “È ancora un po’ indietro”, aveva ammesso ieri in conferenza stampa Gasperini. E invece... palla nello spazio, diagonale nell’angolino. Imprendibile. Il primo squillo per il colombiano, che a Bergamo sperano possa diventare il bomber che mancava dai tempi di Pippo Inzaghi, capocannoniere della Serie A in nerazzurro nel 1997.

Ma esiste una prima volta migliore di quella di Mario Pasalic? Segna all’esordio, al primo tiro, entrato in campo da cinque minuti e tre secondi. Arrivato per raccogliere l’eredità di Cristante si è fatto trovare pronto. Di testa, come il suo collega passato alla Roma aveva segnato spesso nella scorsa stagione.

E Gasperini non può che sorridere. Aspetta ancora un rinforzo dal mercato (Soriano?), ma si gode un gruppo di ragazzi che non vuole porsi limiti. Partendo dalla salvezza però, come sempre. Con umiltà e voglia di stupire. Sapendo di poter fare, ancora, qualcosa di grande.

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