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La favola Gent raccontata da Danijel Milicevic: "Io, con Savicevic e Boban come idoli. E la passione per la cucina... italiana!"

| News calcio | Autore: Redazione

Qualche mese fa avevamo raccontato la cavalcata del Gent che pur non essendo una grande tradizionale del calcio belga si sta affermando come fiore all’occhiello del movimento calcistico nazionale. Attualmente i Buffalos comandano la Pro League (in condivisione con il Brugge) e si apprestano ad affrontare il Wolfsburg in un ottavo di finale di Champions che si prospetta molto combattuto. Uno degli idoli dei tifosi è il trequartista ticinese Danijel Milicevic che ci ha svelato i segreti della squadra che ha stupito tutti prima in Belgio e poi anche in Europa. Un 2015 esaltante. La vittoria del campionato ma non solo: una supercoppa e pure la conquista degli ottavi di Champions League contro il Wolfsburg. Danijel, com'è è iniziata la cavalcata del Gent? "Con l’arrivo - estate 2014 - del nuovo allenatore, Hein Vanhaezebrouck. Noi giocatori abbiamo colto subito la sua grande competenza: è un manager con le idee chiare e un sistema di gioco ben preciso, già collaudato nel passato. Al suo arrivo ha pure integrato la rosa con diversi giocatori compatibili con il suo schema; ci siamo adattati tutti alla perfezione. Giocatori come Depoitre, Sels o Asare sono stati davvero esaltati da questo stile di gioco: ora sono dei pilastri della nostra formazione. Il nostro 3-4-2-1 ha dimostrato di poter mettere in difficoltà qualsiasi avversario in quanto ognuno di noi sa esattamente cosa fare in campo durante ogni fase. Ogni giocatore ha il suo compito preciso sul quale lavora duro durante la settimana". Quali sono le tue caratteristiche principali? Descriviti come giocatore... "A me è sempre piaciuto giocare in mezzo ma viste le mie qualità fisiche non straordinarie - risata e commento in sottofondo 'tutti dicono che sono leggerino' - mi sono spesso adattato a giocare come esterno in un centrocampo a quattro sia a sinistra che a destra. È soltanto allo Charleroi che ho ricominciato a giocare da numero 10 come quando ho iniziato. Quella è sempre stata la mia posizione preferita ed è quella in cui penso di rendere al massimo". A quale calciatori ti ispiri? "Ho sempre guardato il calcio italiano. Da piccolo ero grande tifoso del Milan quindi ti rispondo citandoti due grandi fantasisti di quella generazione: Dejan Savicevic o Zvonimir Boban. Loro due sono sempre stati degli idoli per me. Quando c'è da battere un calcio di punizione invece... (ne ha segnato uno magnifico in Champions contro il Lione) mi ispiro a David Beckham e Gianfranco Zola". Il campionato belga è spesso il trampolino di lancio verso altre competizioni, quali sono le tue ambizioni per il futuro e in quale campionato ti piacerebbe giocare? "È vero il campionato belga è un’ottima scuola, ho visto tanti giocatori partire dalla Pro League e poi fare grandi cose altrove. Penso che questo torneo esprima un calcio completo: tatticamente - pur non essendo al livello dell’Italia - le squadre sono messe bene in campo, ci sono tante formazioni che giocano un buon calcio. Le partite sono sempre intense, si corre davvero tanto. Se dovessi scegliere un campionato in cui giocare mi vedrei bene in Spagna o in Italia. Quello italiano è un campionato che seguo tutt’ora con grande frequenza". Hai mai avuto la possibilità di venire a giocare in Italia? "Non ho mai ricevuto alcuna offerta concreta da parte di società italiane. Quest’estate si era parlato tanto di un interessamento del Palermo e del Genoa ma non ho mai parlato con i dirigenti di queste situzioni. Penso fossero soltanto voci di mercato ma di concreto non c’è mai stato nulla". In quale club sogni di giocare? "Se dovessi scegliere direi Milan essendo sempre stato tifoso rossonero sin da bambino". Che tipo sei fuori dal campo, quali sono le tue passioni? "Questo forse dovrebbe dirlo chi mi conosce bene". E ride. Così prende la parola Mijat Maric, amico del cuore e difensore centrale del Lokeren con un passato al Bari. "Danijel è un ragazzo molto positivo e con piedi per terra nonostante la fama e i gol in Champions League. Il suo segreto è essere stato cresciuto da una famiglia eccezionale che gli ha trasmesso i giusti valori!". Poi, riprende la parola Mili. "Nel tempo libero mi interesso di molte cose… Mijat ed io per esempio abbiamo la passione per gli orologi o i vini oppure anche l'ottima cucina, soprattutto italiana".   Articolo di Jacopo Grassi. Twitter: @jgrassi87        
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