Inter, la redenzione di Federico Dimarco
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Data: 13/09/2021 -

Inter, la redenzione di Federico Dimarco

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Il settore giovanile, la gavetta e il tanto atteso ritorno. Dimarco chiude il cerchio con i nerazzurri
Il settore giovanile, la gavetta e il tanto atteso ritorno. Dimarco chiude il cerchio con i nerazzurri

Nel pareggio di ieri tra Sampdoria e Inter c'è la storia di un riscatto. La prima rete della partita porta la firma di Federico Dimarco: una punizione perfetta sparata sotto l'incrocio a 106 km/h. Un tracciante che ha fatto intravedere tutte le qualità dell'esterno 1997 e non solo: in quel tiro ci sono tutti i sacrifici e la forza di volontà di un ragazzino che da sempre aveva sognato di vestire e segnare con il nerazzurro addosso.

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Il settore giovanile e la gavetta

Dimarco, infatti, è nato e cresciuto interista. Quando aveva tre anni lo zio lo portava già in curva nord e a sette era subito entrato nel settore giovanile in cui è rimasto fino alla Primavera, vincendo anche la Coppa Italia di categoria e il trofeo Viareggio. Eppure, nonostante un ottimo percorso, a 18 anni la società decide di non puntare su di lui. Un duro colpo per lui, che da quel momento si allontanerà dalla "culla" per crescere altrove. A gennaio del 2016 comincia la sua avventura nel calcio dei grandi con l'Ascoli: mezza stagione in Serie B e subito 4 assist. Poi Empoli in A, senza lasciare il segno e quindi il Sion, in Svizzera.

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Forse Federico è il simbolo, in negativo, di quello che è stato il calcio italiano nell'ultimo decennio: germogliato in una delle squadre più importanti d'Italia, al momento del grande passo "non è stato abbastanza". Si preferiva andare a pescare un giovane straniero, piuttosto che premiare un ragazzo fatto in casa. A vent'anni, in Italia, non si è ancora pronti per giocare ad alti livelli, mentre all'estero, a quell'età, i calciatori sono quasi formati completamente.

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La "rabbia"

Da noi serve la gavetta e queste scelte, giuste o sbagliate che siano, l'hanno portato a sfidare per la prima volta l'Inter quando ha indossato la maglia del Parma nella 2018/19. E indovinate un po', nella gara giocata a San Siro contro l'Inter, a deciderla è stata proprio lui, con un'altra conclusione da paura che è andata a infilarsi nel sette alle spalle di Handanovic. L'esultanza è di quelle rabbiose, come a dire "Guardate cosa vi siete persi". Un sussulto che però, anche questa volta, non è stato abbastanza per riportarlo alla base.

 

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Il prestito all'Hellas Verona e il ritorno alla base

In realtà, all'inizio dell'annata successiva aveva cominciato agli ordini di Antonio Conte, ma dopo 4 presenze e 102 minuti giocati, a gennaio parte ancora in prestito, all'Hellas Verona. È l'ultima tappa prima della chiusura del cerchio. Con i gialloblù vive un anno e mezzo straordinario. Ivan Juric gli inietta quella fiducia necessaria che probabilmente fino a quel momento in carriera non aveva avuto e dopo un nono e un decimo posto maturati anche grazie ai suoi 5 gol e 9 assist, l'Inter decide definitivamente di puntare su Dimarco.

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Oggi, a 23 anni e cinque stagioni dopo aver lasciato a malincuore Appiano Gentile, può dire finalmente di aver segnato il suo primo gol con la squadra della vita. Di acqua ne è passata sotto i ponti ma ora è lui l'esempio da seguire dai giovani e dalle società italiane: anche se molte volte l'erba del vicino sembra più verde, i fiori più belli spesso nascono in casa.



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