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De Feo & Forte, i 'gemelli del gol' della Lucchese: "Scuola Milan e Inter, tra aneddoti e i consigli di Robinho e Milito"

| News calcio | Autore: Lorenzo Buconi

Scherzano, ridono, si prendono anche un po’ in giro. Imbarazzati? Macché, sembra di vederli in area di rigore: decisi e impavidi. I nuovi ‘gemelli del gol’ della Lucchese, Gianmarco De Feo e Francesco Forte.C’è bisogno di assist”, esclama subito il primo…ma Forte ha la risposta pronta: “Allora facciamo una sfida, dai. Vediamo se faccio più gol io o più assist tu”. Dura per De Feo, parte leggermente svantaggiato, Forte ha già segnato 6 gol (capocannoniere del girone A di Lega Pro), “però accetto la sfida, anche se il vero bomber sei tu e lo sai..." Tra coincidenze e strani intrecci del destino, ‘questi due qua mica scherzano, vanno forte!’ ce lo assicura chi lo conosce bene. E quella coincidenza che non t’aspetti: De Feo scuola Milan e Forte scuola Inter. Si sono sfidati tante volte, ma qui tocchiamo un tasto ‘dolente’ per la seconda punta di proprietà del Siena. Che è costretto ad ammettere, “lui e Terrani che pure è scuola Inter mi hanno sempre battuto. Io ho fatto tutta la trafila delle giovanili del Milan, ma contro di loro non c’è mai stato verso di vincere. In rossonero sono stati anni bellissimi – racconta De Feo ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com specialmente quel gol a San Siro nell’amichevole contro il Sion di Gattuso. Poi segnare di testa per uno come me che è alto 1.70…”. Pizzico di malinconia per il talento di Eboli (“A Siena mi chiamavano così per prendermi in giro”), ma tranquillo siamo ad ottobre quindi è azzeccata (in memoria di Lucio): “Milanello è stato un sogno. Poi per me che sono tifosissimo del Milan ha avuto un sapore davvero particolare, considerate che io fino a poco tempo fa piangevo quando il Milan perdeva”. Si ispira a Cassano, De Feo: per dribbling, visione di gioco e quella ricerca – sana – del virtuosismo di matrice proprio rossonera… Robinho mi diceva sempre ‘tenta la giocata, provaci quasi in ogni situazione perché sennò sei un giocatore come un altro’. Lui e Nocerino mi davano un sacco di consigli”. E ora lui la giocata la tenta sempre, soprattutto per Forte: “Gli ho già fatto due, tre assist quindi ora…deve ricambiare il favore!”. Eccolo che arriva... “Ringrazio De Feo per gli assist ma non prometto nulla”. Sul paragone con la coppia gol Cerci-Immobile invece, De Feo si fa un’altra bella risata: “Magari…Cerci lo seguo da tempo”. Seconda punta rapida, di gambe e di pensiero. Tenace, combattivo, ci ricordi qualcuno… “Non so se pensiamo alla stessa persona. Diciamo che io mi rivedo, o almeno ci provo, in Peter Pan. Mi hanno detto che gli assomiglio un po’ e poi il suo essere ribelle e quel senso di non voler crescere mai sono aspetti bellissimi per me”. Il biondo (o rosso?) De Feo ci sta per salutare…dai che Forte scalpita! “Chiudo con una curiosità. L’anno scorso contro la Lucchese ho preso tre giornate di squalifica. Quest’anno farò il bravo…”. Un altro assist per Forte. Francesco, gli crediamo: “Sì sì, Gianmarco è un grande. Io sui paragoni ci vado molto cauto, per esperienza. Già quando ero a Teramo dicevano che ero il ‘nuovo Lapadula’ e so quanto possano pesare queste cose. Poi sul fatto che con il Milan non mi abbia mai battuto…io mi ricordo solo che con l’Inter Primavera di Stramaccioni ho vinto scudetto e Youth League. Eravamo uno squadrone con Livaja, Longo, Bessa, Garritano. E poi con Strama c’era un rapporto bellissimo, sarà perché forse siamo tutti e due romani…”. Tifosissimo della Roma, Forte. Idolo Totti, scontato. E proprio contro i giallorossi l’esordio con l’Inter ‘dei grandi’: “Sì in Coppa Italia. Quando Stramaccioni mi disse che sarei entrato io avevo i brividi, quel giorno non lo scorderò mai. Per un romano giocare contro Totti e De Rossi è qualcosa di unico e irripetibile”. Irripetibile speriamo di no, dai. Molto umile Forte, non vuole né paragoni né troppi complimenti: pensa solo a segnare. Un consiglio specifico questo, che arriva direttamente da… Diego Milito. Mi ha aiutato tanto, ogni giorno mi diceva come dovevo comportarmi davanti al portiere avversario”. L’Inter ora è lontana, ma non troppo. Il suo cartellino è ancora di proprietà nerazzurra e i sogni, si sa, sono affascinanti proprio perché imprevedibili. Simpatici, loquaci, non perdono occasione per qualche battuta. De Feo all’attacco: “Ora vediamo a Fifa, ti batto sicuro preparati…” e Forte in versione portiere: “Ok, ok. Ma ride bene chi ride ultimo…”. Sfide e risate, i gemelli del gol (sussurriamolo sottovoce). Diversi ma uguali, almeno nelle intenzioni: “Vogliamo migliorarci e fare qualcosa di importante per Lucchese. Questo è un grande gruppo con caratteristiche tecniche elevate. Non poniamoci limiti e puntiamo ai play-off…”. Lo ripetono quasi insieme. Come in area di rigore: dribbling di De Feo, finta contro-finta e palla a Forte che ha l’obbligo di segnare (scommessa, un po’ iniqua, docet). Ora accendono la play, pronti per l’altra sfida… Foto Gazzetta lucchese Foto Gazzetta lucchese
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