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Data: 03/12/2022 -

Il gol e poi l'abbraccio con papà: Daley Blind, dai problemi al cuore ai quarti di finale dei Mondiali

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Daley Blind è diventato il secondo marcatore più anziano nella storia dei Mondiali
Daley Blind è diventato il secondo marcatore più anziano nella storia dei Mondiali

Neanche il tempo di vedere entrare il pallone in rete che è subito corso verso la panchina. Prima l'abbraccio con i compagni, poi con suo padre Danny (che dal 2021 è il vice di Van Gaal). Nella corsa di Daley c'è tutto: una scarica di adrenalina che mancava dal 12 novembre 2014, quando Blind segnò il suo ultimo gol in maglia Oranje. Oggi, il classe 1990, è diventato il secondo marcatore più anziano nella storia dei Mondiali. Di padre in figlio: nelle vene dei Blind scorre sangue arancione.

 

Dal problema al cuore all'amore per l'Ajax

 

Arancione ma anche biancorosso. In casa Blind non si conosce altra fede che quella per l'Ajax. Danny ha indossato la maglia dei lancieri per tredici anni, dal 1986 al 1999. Neanche il tempo di mettere da parte gli scarpini che ha fatto subito ritorno nel club. Questa volta non da calciatore, bensì da allenatore. E' partito dalle giovanili e poi è passato sulla panchina della prima squadra. Da vice o da primo allenatore, la sostanza non è mai cambiata: l'amore per l'Ajax è sempre andato oltre.

 

 

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A differenza di papà, Daley ha provato a lasciare Amsterdam. Perché dopo sedici anni tra giovanili e prima squadra, nel 2014 Blind ha ricevuto la chiamata del Manchester United. Una scelta pesante, una di quelle opportunità che sogni per tutta la vita ma che poi, quando si presenta, ti mette davanti a un bivio. Lui ha scelto la strada per l'Inghilterra, promettendo a se stesso di tornare un giorno nella sua Amsterdam.

 

Una promessa mantenuta, perché dopo quattro anni, una Coppa d'Inghilterra, una Community Shield, una Coppa di Lega Inglese e un'Europa League, Daley non ha più resistito, Il richiamo di casa è stato troppo forte. Ha spinto per tornare, trovando la porta dell'Ajax già aperta. Così nel 2018 Blind saluta Manchester e vola di nuovo in Olanda. 

 

 

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Era partito per l'Inghilterra come un ragazzo, è tornato qualche anno dopo come un uomo. Una valigia riempita di esperienze, fatte di momenti difficili ma anche felici. Tanti scogli superati, dall'ambientamento alle tante pressioni del calcio inglese. Ma la sfida più importante della sua vita l'ha affrontata nel 2019. E' dicembre e Daley è in campo con il suo Ajax per la partita di Champions League contro il Valencia. All'improvviso qualcosa sembra non andare. Blind si accascia a terra e chiede il cambio per delle vertigini. Il vero incubo lo vivrà qualche ora dopo, quando in ospedale gli verrà rilevata una miocardite. La soluzione è installargli un defibrillatore sottocutaneo. Bisogna lasciare da parte il pallone per un po', per Daley è iniziata una partita più importante.

 

 

Prima di tornare in campo deve attraversare un periodo di recupero, Da dicembre si arriva a febbraio: il 12 di quel mese l'Ajax fa visita al Vitesse. Daley scende in campo tra gli applausi di tutti i tifosi. I suoi occhi parlano al suo posto: le emozioni vengono fuori da lì, passando da uno sguardo di ghiaccio che racconta la paura dei mesi passati. Una paura riaffiorata nel 2020, quando il defibrillatore sottocutaneo si spegne all'improvviso. Blind si allunga di nuovo sul prato della Johan Crujiff Arena tenendosi il petto con una mano. I fantasmi del passato tornano a spaventarlo, ma alla fine il classe 1990 torna ad allenarsi dopo due settimane.

 

 

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Carisma, carattere, leadership. Capitano dell'Ajax, vice nell'Olanda. Per molti avrebbe dovuto avere una carriera più importante, ma a Daley in fondo non è mai importato. A lui è sempre bastato indossare la maglia dei lancieri. Come papà Danny.



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