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Arrivato in silenzio, ora vola anche in Europa: Strakosha è sempre più decisivo

| Storie | Autore: Giacomo Chiuchiolo

Portiere di campionato e pure di coppa, Thomas Strakosha è in versione totale, non fa distinzioni. Se la partita conta lui c’è. E’ un giovane veterano, Inzaghi non lo toglie mai, nemmeno quando le logiche del turnover suggerirebbero di schierare il portiere designato alle competizioni europee. Proto capirà, per lui ci sarà spazio più avanti. Il portiere albanese è ancora decisivo: sempre al 90’. Prima con l’Empoli, stasera con una parata d’istinto sulla deviazione di Marusic.

La Lazio formato europeo non teme rivali: 2-1 al Marsiglia e qualificazione conquistata con due turni d’anticipo. Correa segna, Strakosha ci mette il piedone allo scadere. Così la squadra di Inzaghi ha superato in scioltezza un girone di ferro. L’allenatore biancoceleste viaggia ad una media 1,87 punti in Europa, con l’Eintracht si giocherà il primo posto del raggruppamento.

Merito anche di quel portierone timido e taciturno che col tempo si è preso la Lazio. Strakosha è così: alle parole ha sempre preferito il lavoro. In Primavera arrivava prima di tutti, anche dei magazzinieri. Ore e ore sul campo, tra tuffi e respinte. Non si stufava mai, tanto che alla fine hanno deciso di affidargli le chiavi del campo per potersi allenare a qualsiasi ora.

Il suo arrivo a Roma è stato visto quasi con sospetto, si è dovuto fare largo a forza di grandi prestazioni. Fino all’ultimo è stato in bilico tra Roma e Lazio, alla fine ha deciso per il biancoceleste. In Primavera Inzaghi lo ha promosso subito titolare, il loro rapporto speciale è nato da lì.

A cinque anni già sapeva che avrebbe fatto il portiere. Merito di papà Fotaq, uno che in Albania è considerato quasi una leggenda. Sempre tra i pali, si intende. Il sogno di Thomas è nato così: guardava il papà e si immaginava portiere. Col tempo ha raggiunto l’obiettivo. La Lazio lo ha pescato dalla Grecia, ora non lo molla più.

Il suo idolo è Buffon, quando può si isola con le cuffie alle orecchie e sogna di vincere trofei con la Lazio e in nazionale. Ambizioso e meticoloso. Il lavoro lo ha portato lontano, ora spera di raggiungere il massimo, magari a partire da quest’anno: “L’obiettivo in Europa è fare meglio della passata stagione, quindi puntiamo alla semifinale. Questa squadra è forte, può arrivare fino in fondo”. Un po’ come lui, arrivato in silenzio e ora pronto a prendersi tutto.

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