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1-4 alla Cruijff. Ajax, chi sono i ragazzi ‘mata Real’

Jong, eigenwijs, ambitieus: giovani, testardi, ambiziosi. Lo abbiamo letto qualche mese fa al centro sportivo dell’Almere, Serie B olandese, ma poco importa. Tutti da queste parti vogliono essere ad immagine e somiglianza dell’Ajax, ed è facile capire il perché. Accademia del calcio dai tempi di Cruijff, dove divertimento e valorizzazione dei giovani vengono prima dei risultati. E quindi miniera di talenti portati via dalle big d’Europa. Fino a ieri e da domani, forse. Oggi invece i Lancieri di Amsterdam si riprendono la scena, la Champions si stropiccia gli occhi.

Ci voleva la sana sfrontatezza della gioventù, per fare lo sgambetto agli dei. Gli anni d’oro del grande Real sono finiti, snap, in 90 minuti. Dal 4-1 di Cardiff all’1-4 del Bernabeu, sempre nel segno di Asensio oggi si chiude un ciclo. Quasi una beffa per ricordare che sì, la squadra scesa in campo stasera è la stessa della duodécima (e penultima) Champions per sei undicesimi. Potevano essere sette, ma Ramos ha preferito i calcoli alla battaglia.

Errore diabolico, davanti alla furia dei ragazzi di Ten Hag. Trascinati da Dusan Tadic, il 10 dell’Ajax che tra rulete, assist e gol all’incrocio ha riportato a Madrid il fantasma di Messi. Imprendibile, se si accende, già ai tempi del Southampton quando metteva in porta Pellè. Destro e sinistro, destro e sinistro: lui da una parte e Hakim Ziyech dall’altra hanno messo ko i galacticos come un pugile. Chissà cosa starà pensando la Roma, che invece del marocchino in estate aveva preso Kluivert e Pastore.

‘Scartati’ da Premier e Serie A, Tadic e Ziyech si sono presi la rivincita sul grande calcio. Loro e tutto l’Ajax. E’ stato così per Blind e Tagliafico, che tra Manchester United e Argentina (vedi Russia 2018) non avevano sempre retto la pressione dei palcoscenici da star. E per tutta la nuova generazione oranje, che dopo il vuoto post Robben e Sneijder urla di nuovo “Ci sono anch’io!”.

A partire da De Ligt e De Jong. Difesa e mediana milionarie, il capitano del ’99 e il cognome che è l’essenza di questa squadra. Già in mano al Barcellona, il numero 21: stasera ha stravinto il suo primo Clásico. Sognando il Camp Nou, onorando Cruijff e quella 14 che lampeggia perfetta sul tabellone del Bernabeu.

Francesco Gottardi

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