Aleesami: “Vi racconto il mio Bodø/Glimt. Siamo pronti alla sfida con l’Inter”

Il difensore norvegese a Gianlucadimarzio.com verso la doppia sfida di Champions League: “Due anni fa facevo il giocatore-allenatore, oggi mi ritrovo a segnare al Westfalenstadion contro il Dortmund. Il calcio italiano? Il più bello di tutti”
“In questi giorni fa parecchio freddo e nonostante tutto, ogni tanto, lo soffro ancora”. Haitam Aleesami sorride mentre racconta la sua vita a Bodø. L’accento italo-marocchino lo tradisce, così come la naturalezza con cui passa a parlare dalla Norvegia all’Italia. Il 18 e il 24 febbraio il suo Bodø/Glimt sfiderà l’Inter nella doppia sfida playoff di Champions League, e lui sa bene cosa servirà. “Siamo pronti – dice ai microfoni di Gianlucadimarzio.com – . Servirà grande attenzione. Mi aspetto una bella sfida contro una squadra che conosce bene questa competizione”.
Il Bodø/Glimt non è più una sorpresa del calcio europeo. Il clima rigido, la neve che rende l’atmosfera quasi magica e il campo sintetico dell’Aspmyra Stadion sono dettagli noti a tutti. Ma Aleesami chiarisce subito a chi pensa che giocare lì sia troppo difficile: “Andiamo in campo con -10 o -16 gradi? È vero. Il campo sintetico rende la partita più particolare? Anche. Ma lo sport che praticano le due squadre è lo stesso”, dice con un sorriso.
E parlando di freddo inevitabilmente si torna alla sua storia personale. “Sto molto bene qui. In questo periodo siamo sui -12 o -15 gradi. Sono norvegese ma ho origini marocchine, quindi il freddo lo sento comunque”. Poi ride: “Preferisco Mondello a una località fredda come questa”. I tre anni al Palermo – dal 2016 al 2019 – non li ha dimenticati. “Mi manca l’Italia, ma ora sto davvero bene. Qui la vita è tranquilla: si pensa solo al calcio e a lavorare bene”.
Proprio questa tranquillità è uno dei segreti della crescita del club. Negli ultimi anni, a Bodø, sono passate Roma, Lazio, Juventus e a breve l’Inter. “Giocare qui è diverso rispetto ad altri Paesi. Ricordo la Lazio (Quarti d’andata di Europa League, 10/04/25, ndr): i giocatori durante il riscaldamento guardavano il campo un po’ scettici. La Juventus? Arrivò qui con l’atteggiamento giusto, con la mentalità corretta. Da quella partita (Fase a gironi di Champions League, 25/11/25, ndr) abbiamo imparato tanto”.
Bodø/Glimt, Aleesami: “La prestazione viene prima del risultato. Gol al Dortmund? Emozionante”
Ma qual è stato il salto che ha portato il Bodø/Glimt a confrontarsi in Champions League contro squadre come Atletico Madrid o Manchester City? Aleesami non ha dubbi: “Abbiamo idee chiare. Scendiamo in campo convinti e motivati. Per noi la cosa più importante è la prestazione. È la priorità”. Una mentalità nuova anche per lui, che in carriera ha vissuto contesti molto differenti. “Quando sono arrivato qui non ho mai sentito l’allenatore (Kjetil Knutsen, ndr) dire: ‘Dobbiamo vincere’. Ovviamente giochiamo per ottenere il successo, ma l’importante è lavorare con qualità e intensità. Per me è stato un concetto nuovo: ho sempre sentito dire che vincere è fondamentale. Qui conta prima come giochi”.
Ed è proprio questa filosofia ad aver accompagnato una delle storie più particolari della sua carriera: “Due anni fa ero al KFUM Oslo. Giocavo e facevo il terzo allenatore, perché nel frattempo avevo preso il diploma UEFA B. Poi è arrivata la chiamata del Bodø/Glimt: ho accettato, ho ricominciato a giocare con continuità e pochi mesi dopo ho segnato al Westfalenstadion contro il Borussia Dortmund. È stato il gol più emozionante della mia carriera. Non sai mai dove può portarti il calcio”.

“Bodø/Glimt realtà in crescita. Non è più obbligata a vendere i suoi talenti”
Oggi Aleesami è uno degli elementi più esperti nella rosa del Bodø/Glimt. Il club è cresciuto e non è più costretto a vendere i suoi talenti come in passato. “Se un giovane, anche non norvegese, vuole crescere lavorando con serenità, questo è l’ambiente giusto. Non c’è la pressione che trovi altrove. Qui viene prima la prestazione. Oggi il Bodø può far crescere i suoi giocatori senza l’obbligo di venderli. Poi certo, se arriva un’offerta molto alta dalla Premier League… è un altro discorso. Ma siamo una realtà in forte crescita”.
Una crescita che passa anche dalla capacità di convivere con il Mørketid – in italiano ‘il tempo del buio’ – ovvero il periodo invernale in cui il sole non supera l’orizzonte. “È una sensazione strana, mi sento sempre un po’ stanco in quel periodo”, ammette sorridendo. “Ma per noi cambia poco: campo, allenamento e riposo. Però sì, il Mørketid si sente”. E proprio parlando di sensazioni che il pensiero torna ancora una volta all’Italia: “Mi manca tutto. Anche la pressione del ‘dover vincere a tutti i costi’. Non è semplice viverla, ma ti aiuta a crescere come uomo. Il calcio italiano resta il più bello di tutti. Da juventino ci sono cresciuto. Allenare in Serie A? È un sogno. Ma ora vivo step by step”. Per ora la concentrazione è tutta sull’Inter, mentre in Norvegia, tra freddo e Mørketid, la vita continua, e il resto del futuro lo affronterà passo dopo passo.