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Data: 18/12/2016 -

Di Natale: "A Udine ho fatto la storia e mi vogliono bene tutti: ma in società non c'è posto per gli ex"

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Trecento reti in carriera, di cui più di duecento in serie A. Totò Di Natale a Udine è leggenda, eppure nessuno gli ha offerto un ruolo in società e lui c'è rimasto male... Ma non porta rancore. Di recente è stato allo stadio Friuli (attualmente Dacia Arena) per la festa dei 120 anni:

"Bello, bella serata, ho rivisto il patron Pozzo, i dirigenti, il sindaco che è una gran bella persona, soprattutto i tifosi" - si legge nelle pagine de La Gazzetta dello Sport - "Qui ho fatto la storia e loro mi vogliono bene. Posto per me in società? A parte Carnevale, non ho maivisto altri grandi ex bianconeri avere un posto in società all’Udinese. Nessuno lavora lì. I protagonisti sono loro. E forse non c’è spazio per gli ex che, invece, in altri club lo trovano. A me piace scoprire i giovani, ho quel fiuto, capisco se uno ha talento o può diventare giocatore. E’ quel che già faccio con la mia Donatello, dove vinciamo e cerchiamo di mandare in alto qualche ragazzo. Uno, Brik, fa bene alla Fiorentina, abbiamo una buona collaborazione con l’Inter. Ma non è l’unica cosa che voglio fare: penso di essere utile come uomo spogliatoio, vedo che nei club c’è bisogno di gente come noi che al calcio ha dato tanto".

Tornare a Empoli? Ieri era al Castellani ad assistere a Empoli-Cagliari, ma la decisione sul futuro è già stata presa: "No, grazie. Se c’è una bella partita benefica vado, ma non ho più giocato, neppure con gli amici. Preferisco tennis e, semmai, golf. Non ne ho avuto voglia, e non ne sento mai lo stimolo, neppure guardando le partite. E spero che Gila rimanga. Con L’Empoli potremmo parlare, ma di altro, io ormai vivo lì. Martusciello? Certo che resta, è un amico caro. E si merita questa panchina. La difenderà. E’ arrivato preparato a questo salto. Conosce tutto e tutti". Giornata tipo di Antonio Di Natale in pensione? "Mi sveglio alle 7 e mezzo. Seguo le mie attività immobiliari e seguo tanto calcio, anche quello di mio figlio Filippo, con un po’ più di attenzione: gioca nell'Empoli. Si diverte, è appassionato, mi dice che tifa per il Crotone... E’ un 2003, gioca attaccante, ma è presto".

Attaccanti italiani più promettenti? "Belotti è il migliore in questo momento. Ha voglia, cattiveria, fame, ricorda un po’ Vieri per come si butta. Non mi dispiace questo ragazzo dell’Atalanta, Petagna e come attaccante esterno dico sempre Insigne. Non sono tanti quelli bravi, i numeri dei grandi vecchi sono ancora lì. In guardo tutto.Tanta Premier, ma anche serie B. Sono andato a trovare gli amici, Fusco a La Spezia, ho visto la Roma, andrò da Marino a Frosinone e da Giaretta ad Ascoli. Ma guardo sempre l’Udinese in tv. Delneri è bravo, stanno facendo benino, Thereau è ancora in palla. Mi dispiace per Lodi, ma a gennaio ripartirà. Montella? E’ da un po’ che non lo sento. Ha qualità, sa tenere lo spogliatoio, lavora bene con gli italiani e Caccia è un buon secondo".

Chi vincerà il campionato? "La Juventus resta favorita ma dovrà stare molto attenta alla Roma. Spalletti è ansioso, ma molto bravo. Mi ha lanciato qui a Udine, credo che reggerà fino alla fine. Allegri? L'ho avuto con Galeone. Ha una qualità: dà tranquillità. E vince, alla fine è quello che conta". Futuro? "Sto parlando con Sky, è un’altra cosa che si può vedere, un contatto c’è stato. Ma io mi vedo più dirigente e osservatore".



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