"Quella di domani è una finale". Zinedine Zidane, nella conferenza stampa di presentazione della delicata sfida con l’Inter (martedì ore 21), lo ripete non una, ma ben due volte. Se nella Liga il suo Real Madrid viaggia spedito dopo la vittoria nel Clasico, in Champions League i margini di errore sono al minimo. Colpa della sconfitta interna con lo Shakhtar e il pareggio rimediato in extremis a Monchengladbach.
“Qui ogni partita è una finale. È stato così sabato con l’Huesca e sarà così domani con l’Inter. Lo sappiamo”. L’allenatore dei Blancos è costantemente sotto esame: "Se la gara può condizionare il mio futuro? Io non ci penso, penso solo che siamo fortunati perché domani ci tocca una gran partita di Champions League e vogliamo vincerla. Il resto è inevitabile, non possiamo farci nulla, solo preparare la sfida con l’Inter".
E a chi parla di un calo risponde così: “Non so se siamo calati rispetto alla mia prima tappa qui, ognuno è libero di pensare ciò che vuole. Io vedo un gruppo che vuol far sempre bene, che vuole vincere sempre, anche in allenamento. Un gruppo che vuole lottare e che aspira a vincere tutto, Champions compresa. Domani ci sono in palio tre punti, e vogliamo prenderceli, come sempre".
Conte e Zidane, ex compagni e ora avversari: "Non ci sentiamo da un po’. Lo ricordo alla Juve, era il nostro capitano ed era un leader, qualità che si è portato dietro in panchina. Normale che sia diventato allenatore, non mi sorprende. Andai a Torino a vedere la sua Juve quando dovetti preparare la mia tesi per il corso di allenatore, ma non ci vediamo da 4-5 anni e non ci sentiamo per telefono". La sua Inter gli piace: "Una squadra forte, fisica ma che sa giocare anche bene la palla. Un rivale duro, completo".
In difesa non ci sarà Militao, risultato positivo al Coronavirus: “Perdiamo qualcosa di importante, ma tutti daranno il massimo. I giocatori del Madrid devono dare tutto e dimostrare perché giocano per questo club".
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