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Rosso a Kalulu, l’arbitro in campo: “Non c’è niente”. Poi l’intervento VAR

Pierre Kalulu espulso in Lazio-Juventus

Nella nuova puntata di Open VAR, focus sul cartellino rosso a Pierre Kalulu. 

Nell’appuntamento della domenica sera su Dazn, è stata analizzata l’espulsione diretta del difensore francese in Lazio-Juventus.

Una decisione presa dall’arbitro Massa al monitor, dopo consulto col VAR Mazzoleni. Il motivo è una manata a pallone lontano di Kalulu a Castellanos.

Ospite in studio, Antonio Damato, componente CAN, ha spiegato l’accaduto.

Arbitro AIA (Imago)

Open VAR, spiegato il rosso a Kalulu

Negli audio fatti ascoltare in diretta, si sente come l’arbitro inizialmente sottovaluti l’accaduto: “Non c’è nulla dai, basta“, dice ai calciatori della Lazio. Anche in sala VAR concordano, sui primi replay: “Allarga le braccia ma sembra naturale“. Poi a Lissone sorge un dubbio: “Aspetta un attimo, vedi se gli dà il colpo“. Nel frattempo, Massa conferma la sua valutazione iniziale in campo: “Taty (Castellanos, ndr), hai fatto fallo tu e poi ti ha toccato il viso. Non chiamo per sta roba qua. Ho fermato il gioco solo perché è in terra“. Il VAR analizza altre immagini: “Un movimento lo fa eh. Allora ti consiglio un’OFR per una possibile condotta violenta“. Ecco dunque il consulto al monitor e l’overturn della decisione di campo.

Il giudizio di Damato è che il “colpo repentino alla nuca” è effettivamente riconducibile alla condotta violenta: “L’espulsione è la decisione corretta“. Poi il confronto con un episodio analogo, quello di Douglas Luiz e Patric, all’andata: “Non sanzionarlo fu un errore dell’arbitro e del VAR. In un girone, i ragazzi sono cresciuti e migliorati“.

Andrea Monforte

Classe 2000, monzese (d’adozione), studio Lettere a Milano. Un’indomita ed ereditaria passione per lo sport (calcio, ovviamente, ma anche ciclismo), declinata in “narrazione” tecnica e sentimentale: la critica della complessità come antidoto alla semplificazione. La vaghezza del ricordo personale ha reso l’azzurro del cielo di Berlino 2006 un’indelebile traccia mitologica. Sono nato lo stesso giorno di Ryan Giggs e di Manuel Lazzari, ma resto umile.

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