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Zidane, cinque mesi per entrare nella storia: Champions sia in campo che in panchina

| News calcio | Autore: Matteo D'Aquila

Sabato 28 maggio 2016, stadio Giuseppe Meazza in San Siro, Milano. Italia. E dove altrimenti? Filo sottile e quasi indissolubile con il Belpaese, per entrare nell'Olimpo del calcio Zinedine Zidane non poteva scegliere posto diverso. Dalle 'ruletas' sul tappeto verde di gioco al successo massimo alla guida di una squadra galactica. Ganador, siempre. Bruciando ogni tappa, così in campo come in panchina. Predestinato. Dal 5-0 al Deportivo La Coruna dello scorso gennaio al rigore decisivo di Cristiano Ronaldo contro l'Atletico ieri sera, cinque mesi per imprimere il proprio nome nella storia. Tanto è bastato a Zizou per far parte di quella ristretta cerchia che rappresenta una vera elìte del mondo del calcio. Grazie alla conquista della Undecima Champions League, il francese è diventato il settimo personaggio in grado di compiere l'impresa sia da calciatore che da allenatore.

"Per noi Zizou è stato fondamentale. Il suo lavoro? Fenomenale", musica e parole di Cristiano Ronaldo. Alla guida dei Blancos un cammino eccezionale per l'ex fuoriclasse francese, capace di risollevare il morale e tirar fuori il carattere a una squadra che con Rafa Benitez sembrava smarrita. Secondo posto in Liga dopo una lunga rincorsa al Barcellona e il capolavoro in Champions League al primo tentativo. 100%. Mani di nuovo su quella coppa dopo la perla del 2002, per un feeling che non conosce limiti di tempo. E che gioia vedere il proprio nome accostato a quello di altre sei leggende capaci di realizzare il doblete campo-panchina.

In principio fu Miguel Mu√Īoz, il primo a compiere l'impresa di vincere la Champions League (allora Coppa dei Campioni) prima da giocatore, poi da allenatore. Protagonista in campo della storica Primera e della Segunda del Real Madrid (1955-56, 1956-57), Mu√Īoz biss√≤ i successi guidando la Casa Blanca in panchina nelle vittorie delle stagioni 1959-60 e 1965-66. Il secondo a scrivere la storia fu un italiano, Giovanni Trapattoni. Vittorie s√¨ sia in veste di calciatore che nel ruolo di allenatore, ma con squadre diverse: ai successi in campo con la maglia del Milan nelle stagioni 1962-63 e 1968-68, il Trap riusc√¨ a dare seguito conquistando il trofeo sulla panchina della Juventus nella tragica notte dell'Heysel (1984-85). Terzo nome, terza leggenda: √® Johan Cruijff, campione con il numero 14 sulle spalle con il suo Ajax per tre stagioni consecutive (dal 1970-71 al 1972-73) e alla guida del Barcellona ai danni della Sampdoria nella finale di Wembley della stagione 1991-92.

Un altro italiano ad entrare nella storia, Carlo Ancelotti. Pilastro nel centrocampo del Milan nelle vittorie del 1988-89 e 1989-90, Carletto è riuscito a compiere l'impresa ancora con i rossoneri, prima nella finale di Manchester contro la Juventus nel 2003-04, poi contro il Liverpool nel 2006-07. Finita qui? Eh no, Ancelotti verrà ricordato sempre per essere stato l'uomo della Decima con il Real Madrid nella stagione 2013-14. Ancora Milan, Ajax e Barcellona a fare da collante, anche Frank Rijkaard è riuscito a fare il double. Tre Champions da giocatore tra l'Italia e l'Olanda per l'ex centrocampista (1988-89, 1989-90, 1994-95), una da allenatore in blaugrana nel 2005-06. L'ultimo a vincere sia in campo che da allenatore prima di Zizou? Pep Guardiola, campione d'Europa con il Barcellona nella stagione 1991-92 e protagonista sulla panchina catalana del Triplete del 2008-09 e della vittoria della stagione 2010-11. Adesso c'è lui, Zinedine Zidane. Dalla perla in campo con indosso la maglia del suo Real Madrid contro il Bayer Leverkusen nella stagione 2001-02, al capolavoro alla guida merengue nella notte di San Siro. Soltanto cinque mesi, è bastato tanto per fare la storia. Perchè è così per un Ganador. Siempre!

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