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Data: 24/07/2024 -

Xavier: "Milan, Fonseca è un top. Anche io sogno di allenare in Serie A, so tutto sul calcio"

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Abel Xavier, ex difensore di Roma e Bari, si racconta ai microfoni di Gianlucadimarzio.com
Abel Xavier, ex difensore di Roma e Bari, si racconta ai microfoni di Gianlucadimarzio.com

"Sono un leader, ho le capacità per impormi nel grande calcio". In Italia ha giocato con le maglie di Bari e Roma, ma in carriera ha giocato anche con Liverpool, Benfica ed Everton. Ora l'ex difensore portoghese Abel Xavier è però pronto a tornare nel grande calcio da allenatore. Lo ha raccontato lui stesso ai microfoni di Gianlucadimarzio.com.  

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Nonostante la sua ultima avventura da allenatore risalga al 2019, quando era alla guida del Mozambico, Xavier è determinato e desideroso di emergere nel grande calcio: "Continuerò a focalizzarmi sulla mia crescita professionale. La mia ultima tappa in panchina è stata con il Mozambico. Nel 2018 il presidente del Paese mi chiese di dargli una mano per alzare il livello di competitività della nazione, dalle giovanili alla prima squadra passando per l'under 17. E grazie al nostro lavoro e la metodologia che abbiamo fondato, il Mozambico è riuscito a qualificarsi per la Coppa d'Africa. Da calciatore ho avuto la fortuna di giocare in otto Paesi e in grandi club a livelli top. Ho preso spunti da ogni allenatore che ho avuto in carriera e aggiungerò queste alla mia leadership e alle mie emozioni. Continuerò ad aggiornarmi ma il mio vantaggio è che so tutto sul calcio. Sono aperto a ogni tipo di sfida perché penso che ho le capacità per impormi". 

"Allenare in Italia è un obiettivo, la pressione da voi è unica"

L'ex difensore portoghese ha poi raccontato che spera di tornare in Serie A da allenatore: "L'Italia è un'opzione che prenderei in considerazione. All'inizio della mia carriera internazionale giocavo nel Bari in prestito dal Benfica. Ai tempi il Bari era in Serie A e lottava per andare in Coppa Uefa. Ma bisogna capire le differenze territoriali che esistono nel calcio italiano. Il Napoli è riuscito a rompere il dominio del Nord, vincendo lo Scudetto e disputando una grande Champions nel 2023. Questa è stata una prova di grande competitività del calcio italiano. Seguo molto la Serie A e sono ancora in contatto con tanti amici con cui giocavo. Ho apprezzato molto il lavoro del mio amico ed ex compagno giallorosso Montella con la Turchia. E sono molto contento anche per De Rossi che allena la Roma. Il suo caso dimostra che il mercato italiano è sempre 'aperto' per potenziali nuovi allenatori". 

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Poi, ha proseguito: "Allenare in Italia è sempre un obiettivo, il vostro campionato è speciale. Ogni partita viene preparata nel minimo dettaglio e poi c'è una pressione esterna che non esiste in altri campionati come la Premier, La Ligue 1 e la Liga. La pressione da voi è unica, mentalmente devi essere preparato".

Xavier ha poi ribadito di sentirsi più che pronto per allenare in Serie A: "Penso che non ho nulla da invidiare a nessuno per quanto riguarda le idee e il modus operandi. Grazie al mio background ho tutto per accettare una sfida del genere, perché ho giocato sia in squadre in zona retrocessione che in club che lottavano per lo Scudetto. E grazie a queste esperienze in entrambi i casi penso di sapermela cavare. Ma innanzitutto è importante saper comunicare e avere la leadership giusta perché spesso hai a che fare con ego importanti. Devi saper convincerli perché l'idea comune è proporre un tipo di calcio che i tifosi amino e che allo stesso tempo alzino il livello della squadra. E in Italia c'è tutto per far bene. E poi i tecnici portoghesi che hanno allenato da voi hanno lasciato ricordi positivi...".

"Fonseca un grande, con lui Leao farà il salto di qualità"

Da portoghese, Xavier ha commentato il ritorno in Serie A di Paulo Fonseca, arrivato sulla panchina del Milan: "Ammiro molto Paulo per la sua filosofia e il suo stile di gioco. Fece un grandissimo lavoro al Paços de Ferreira a inizio carriera in Portogallo, scalando le gerarchie per poi andare al Braga, dove giocò le coppe europee. E da lì la scalata verso lo Shakthar Donetsk, la Roma, la Ligue 1 e adesso è al Milan, che è uno dei più grandi club al mondo. Sono sicuro che lascerà il segno anche in rossonero, perché ha questa cultura del lavoro e questo stile che a me piacciono tantissimo e in cui mi rivedo. Per lui il collettivo viene prima di tutto e adesso sta lavorando su una nuova identità tattica. Poi avrà la fortuna di allenare uno dei più grandi calciatori come Leao, che è stato uno dei migliori nella passata stagione in Serie A. Sono sicuro che con Paulo farà il prossimo salto di qualità".  

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Infine, l'ex difensore si è soffermato proprio su Leao: "Contro la Slovenia, all'Europeo, ha giocato una partita fantastica. Però un conto è giocare con il tuo club e un altro rappresentare la nazionale, perché hai meno tempo per creare un'identità. E ciò rende impossibile fare certi paragoni sulle prestazioni. L'allenatore deve trarre il massimo dalle caratteristiche dei calciatori per farli andare al massimo". 

Intervista a cura di Alessandro Schiavone



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