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Data: 10/10/2016 -

Una favola da...primo posto! Il ds Pannacci: "Gubbio come un quadro, un arcobaleno con il sole"

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Sulle pendici della montagna racchiusa in un ‘verde’ tutto umbro, si apre Gubbio. Una città tranquilla, ti trasmette una calma panica, di sensibile quiete. Allegra. Come la squadra, giovane e propositiva, spensierata e coraggiosa. Addirittura prima nel girone B di Lega Pro (quello con Venezia e Parma, sì). E in città, nei bar non si parla d’altro. La terribile gioventù sorprende, riscalda i cuori degli eugubini: ambiziosi ed esigenti. Il calcio che torna al centro del villaggio… e che villaggio! Scelte oculate, risorse ben gestite: la forza delle idee. Con un deus ex machina ben preciso, il direttore sportivo Giuseppe Pannacci. In realtà siffatta definizione non gli piace, corregge subito il tiro e si rimette a vedere gli allenamenti dei ‘suoi’ ragazzi. Arriva allo stadio alle 13 e ritorna a casa alle 24, quasi ogni giorno. Osserva, scruta, pensa. “Ci godiamo questo momento positivo, ma con umiltà. La salvezza deve rimanere il primo obiettivo, poi non mettiamo limiti alla provvidenza. L’importante è che i ragazzi mantengono profilo basso e pedalino, come e più di prima. La nostra essenza è l’umiltà e se siamo lassù – rivela Pannacci ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com è proprio perché abbiamo i piedi ben piantati a terra”. Si divertono i ragazzi: corrono, scherzano. Un’aria di spensieratezza al ‘Berbetti’, la spensieratezza dei vent’anni così unica così leggera. “Siamo la seconda squadra più giovane del girone e la sesta di tutta la Lega Pro. Abbiamo confermato nove undicesimi del gruppo dello scorso anno che ha fatto la promozione dalla D e abbiamo inserito alcuni ragazzi di qualità. Nella nostra realtà non ci sono segreti. Anzi, forse uno: condividiamo tutto! Non prendo mai una decisione senza aver prima sentito mister Magi e il presidente Notari. Abbiamo anche un matto…’Rispetto di tutti, paura di nessuno’. C’è un bel clima qui, siamo una grande famiglia. Io quasi sempre vengo allo stadio a piedi…”. Ama camminare e pensare Pannacci. Tono di voce simpatico ma deciso. Umiltà la parola chiave, qui la pronunciano tutti e quasi simultaneamente: una specie di key word per accedere al mondo Gubbio. E infatti quando gli chiediamo della Serie B… “Non ha nulla a che vedere con noi ora. Pensiamo a raggiungere gli obiettivi e basta, d’altronde si vive di obiettivi”. Lo hanno capito subito i ‘nuovi’: testa bassa e correre, correre, correre nel 4-3-3 di mister Magi. Uno che lavora su concetti specifici, su un’idea di calcio. Proporre gioco, sempre e comunque. Ma nessun paragone, eh. “Conta correre più degli altri intanto…”. “Musto, Candellone, Volpe ex Juve, Lunetta, Giacomarro, Costantino e poi Valagussa che è ’93 un po’ più grandino degli altri…questa gioventù terribile può fare strada. L’importante è…”. Umiltà. Eugubino doc Pannacci, conosce tutti in città. Disponibile, si confronta spesso con i tifosi. E quella promozione dello scorso anno che definisce libidine pura. Perché effettivamente non c’è cosa più bella che vedere gli occhi di un amico o di un parente colmi di gioia. Da direttore sportivo a…pittore: “Il Gubbio è un quadro che raffigura un arcobaleno con il sole perché l’arcobaleno traccia la strada verso l’obiettivo, ma allo stesso tempo ti permette anche di esprimere un desiderio”. Quindi nessun riferimento ai grandi del passato? “No, no Monet e Van Gogh non sono roba per noi”. E la Gioconda? “Sinceramente in questo girone ancora non la vedo, ma non credo che sarà né Parma né Venezia. Per me la promozione diretta se la giocheranno Reggiana e Pordenone”. Pannacci e Magi (il mister), una simbiosi di quelle autentiche. Sempre al telefono, sempre insieme. “E’ un grande allenatore, ha fatto due promozioni di fila, prima con la Maceratese e poi con noi. Ricordo quando lo abbiamo preso, ci incontrammo a metà strada a Sant’Ippolito, nelle Marche. E in tutto il paese c’era un ristorante che tanto bene quel giorno era chiuso. Allora optammo per un incontro atipico: panino e coca cola in un bar. Mica male come primo incontro…”. Non conta il posto, conta la scintilla d’altronde. A Gubbio la scintilla sembra essere scoccata. Con quelle pendici montane così belle da inebriarti la mente e quel clima, ‘caldo’ e rassicurante, del borgo medievale. Lo scenario è pronto e un pezzettino del primo capitolo è stato già scritto. Verde di speranza..e d’umiltà.
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Tags: Lega Pro



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