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Samuel e l'Inter, storia senza fine: 'The Wall' è di nuovo in piedi

| News calcio | Autore: Matteo D'Aquila

Palla a centrocampo, arbitro col fischietto in bocca. Calcio d'inizio: "Speriamo di là non ci sia Samuel...". Chissà quante volte schiere di attaccanti avranno pensato più o meno questo. Sì, perchè non importava chi si avvicinasse per la prima volta alla 'sua' area, per chiunque ecco che arrivava puntuale la sentenza. 'Sbam', colpo secco, anche dopo soli trenta secondi di gioco. Così, tanto per far capire chi comandasse in quella zona. Adesso lo impareranno anche i difensori dell'Inter: l'argentino torna a casa ed entra ufficialmente nello staff tecnico di Stefano Pioli. Un solo mantra: "Qui non si passa". Parola di Walter Samuel. Chiaro chi? 'The Wall', il muro.

Assonanza con il nome sì, ma difficilmente nel mondo del calcio un soprannome è stato più azzeccato. Perchè Samuel è stato proprio questo, un vero 'Wall', muro invalicabile. Sempre e comunque. Dal Boca Juniors alla Roma, fino all'Albiceleste e all'Inter, la sua storia più bella. La sua storia senza fine, quella che oggi è pronta a ricominciare. Crepe? Quasi nessuna, anche se forse a Madrid sponda Real non sono troppo d'accordo. Impossibile da buttar giù, nemmeno i gravi infortuni alle ginocchia sono stati in grado di farlo vacillare. Incubo per gli avversari, sicurezza per i compagni. Decisivo sempre, leader per natura. Campione imperturbabile. Esempio da seguire. E' per questo che Pioli adesso ha scelto di affidargli la cura della retroguardia nerazzurra. Occhi di ghiaccio ad impaurire chi pensava di poterlo superare, carisma da comandante al centro della difesa, Samuel ha assunto il ruolo di pedina fondamentale in ogni formazione in cui è stato schierato. Da giovane promessa è diventato protagonista assoluto nell'anno dello storico scudetto della Roma di Capello, con l'Inter di Mancini si è rilanciato ai massimi livelli dopo l'annata Real, con quella di Mourinho è diventato leggenda. E da leggenda - come è stato definito proprio dalla società nerazzurra quest'oggi - eccolo rientrare. Per guidare quelli che adesso saranno i suoi uomini.

Eroe Samuel. Non solo difensore centrale, ma anche centravanti puro, come in occasione di Inter-Siena 4-3 del gennaio 2009. Poi le sfide - stravinte - con Drogba, Ibrahimovic, Messi. Il cuore nel 3-1 di San Siro contro il Barcellona e la grinta nella notte del Camp Nou. Infine la gioia, con quella Champions League tanto inseguita e finalmente conquistata. Triplete e lacrime. Sì, perchè anche i muri possono emozionarsi. E' successo anche al momento di dire basta, con addosso la maglia del Basilea. Chissà che non sia successo anche oggi, quando con i colori del cuore ha diretto il primo allenamento nel nuovo ruolo. E chissà che non succeda anche domenica prossima, giorno del nuovo debutto a San Siro. Non più in campo, ma in panchina. Niente maglia numero 25 a strisce nerazzurre, ma abito o tuta di rappresentanza. Non una partita normale, ma il derby di Milano. Quel derby che evoca ricordi amari (la rottura del crociato nel dicembre 2007) e dolcissimi (il gol vittoria nell'ottobre 2012). Quel derby che, con Samuel in campo, l'Inter ha vinto 10 volte su 11. Amuleto.

Adesso si ricomincia. Due anni di distanza sono bastati. Legame inscindibile, storia senza fine. Walter Samuel e l'Inter, di nuovo insieme: 'The Wall' è ancora in piedi. Fischietto in bocca, indicazioni ai suoi. E dopo trenta secondi da ogni fischio d'inizio? Magari 'Sbam', colpo secco. "Qui non si passa". Parola di Samuel.

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