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Data: 09/11/2017 -

Roma, a tutto Di Francesco: "Mi ispiro a Sarri e Guardiola e mi rivedo in Pellegrini. Voglio sempre Totti vicino sul pullman"

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Un grande inizio di campionato ed una Girone di Champions da protagonista, la Roma di Eusebio Di Francesco. Rispetto all’inizio della stagione, il numero degli scettici sembrerebbe diminuito alla stragrande. Proprio l’allenatore giallorosso ha raccontato questi suoi primi mesi sulla panchina della Roma in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport. Partendo dai… “primi contatti, che risalgono all’inizio di maggio. L’ufficializzazione poi è arrivata...a casa di Sacchi in un ristorante di Fusignano con tutta la squadra. Mi arriva una telefonata e un dirigente della Roma mi dice che è fatta. Dalla felicità sono riuscito a rispondere solo: ok, ci vediamo. Ho avvisato subito mia moglie e i miei figli, a cominciare da Federico che tifa Roma”.

Su Schick e sull’intervista del ceco che ha suscitato non poche polemiche: “Non ho ancora avuto modo di parlargli direttamente ma ho saputo che è stato male interpretato. Purtroppo non è stato bene fisicamente e l’ho potuto ma vi assicuro che ha dei mezzi tecnici impressionanti. Vuole e deve dimostrare di essere da Roma. Spero di convocarlo già per il derby”.

Su una Roma da scudetto: “Noi dobbiamo lavorare tanto per essere da scudetto. C’è il Napoli davanti che gioca un gran bel calcio ma io sono convinto che resti la Juve la squadra da battere: la novità di questo campionato magari è che ci siamo tutti avvicinati di più a loro. E conta che noi siamo lì, pronti”.

Sul derby: “Non ci snatureremo. Sappiamo che la Lazio è brava a sfruttare le ripartenze, ma noi metteremo in atto la nostra strategia per vincere la partita”.

Sui tanti infortuni, in particolare ai legamenti crociati: “Non credo alla casualità. Ci stiamo impegnando con i professionisti del settore per risolvere il problema, facciamo molte riunioni. Lavoriamo di più sulla prevenzione in palestra e aumentiamo i carichi di allenamento”.

Ma Di Francesco a chi si ispira? “Un po’ a tutti. Mi colpiscono Guardiola, Sarri. Amo gli allenatori che trasmettono il loro pensiero senza specchiarsi negli avversari. Ma mi piace anche imparare da me stesso. Poi, tra gli allenatori che ho avuto ho imparato molto da Capello gruppo e da Zeman”.

Invece, come calciatore, si rivede in Pellegrini, che ho conosciuto bene a Sassuolo. Lui però è più tecnico di me. Io avevo più corsa”.

Sul rapporto con Totti: “A Francesco ho consigliato solo di rubare le qualità di tutti, imparare il più possibile. E lui, che è intelligente, lo sta già facendo. Ovviamente non entra nelle questioni tecniche né mi fa domande sulle formazioni. Del resto io quelle non le dico neppure ai miei collaboratori. Ma mi sta aiutando nella gestione ordinaria come ad esempio quando andiamo allo stadio lo voglio sempre vicino sul pullman perché con il suo modo di fare stempera le tensioni del prepartita. E conosce bene i giocatori che no a pochi mesi fa sono stati suoi compagni”. L’intervista integrale sul Corriere dello Sport.



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