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Data: 02/04/2018 -

Rivali sempre, nemici mai. Buffon e Zidane, una lunga storia di incroci

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“Il più forte di tutti? Dico un giocatore con cui non ho mai giocato, Zinedine Zidane. È stato lui il migliore e purtroppo è andato via quando io sono arrivato a Torino”. Nella lunga e vincente carriera di Gianluigi Buffon c’è un piccolo rimpianto, quello di non aver mai condiviso un’esperienza con il giocatore che - secondo lui - è stato il più forte di tutti. Nel 2001 Buffon arriva a Torino e subito la Juventus incassa i soldi della vendita del francese, clamorosa per cifre e modalità. I bianconeri volevano riaprire un ciclo vincente e avevano richiamato in panchina Marcello Lippi a cui subito avevano dato la notizia: “Marcello, dobbiamo vendere Zizou”. Il Zidane e signora - soprattutto -volevano provare un’esperienza nuova in Spagna, la Juventus non potevano dire di no al club che offriva 150 miliardi di lire per avere un altro galactico da aggiungere alla collezione. Le strade si sono separate così.

Nei quarti di finale di questa Champions League, Gigi e Zizou si rivedranno. Uno da una parte e l’altro dall’altra, come sempre. I due sono pronti a scrivere una nuova pagina della loro lunghissima rivalità, iniziata in campo e proseguita con il francese in panchina. Classe 1978 Buffon, sei anni in più per l’ex centrocampista che nel 2006 ha detto addio al calcio per iniziare l’avventura da allenatore. E anche quella sera il portiere bianconero c’era. In principio fu il 1997, Gigi stava per compiere 19 anni mentre Zinedine era già uno dei centrocampisti più apprezzati d’Europa. Chissà se la ricorda quella giornata, Zizou: la sua Juve perse 1-0 e lui finì la partita espulso per un fallo su Enrico Chiesa a metà campo. Rosso diretto, nel primo dei tanti incroci tra i due (non l’ultimo, verrebbe da dire).

Anno 2001, a giugno Buffon firma per la Juve e poco più di un mese dopo Zidane saluta e vola a Madrid, squadra in cui - da calciatore - ha rivisto Buffon nel 2003, in Champions League. Un anno prima Zinedine aveva vinto la Coppa, la novena, Gigi l’avrebbe persa a Manchester poche settimane dopo contro il Milan, dopo aver disputato insieme all’allora squadra di Lippi una prestazione straordinaria a Torino eliminando proprio il Real di Del Bosque. Ancora contro l’anno dopo, ancora la Juve avanti ai quarti e Zidane nuovamente eliminato nella competizione che fino al 2014 per i Blancos sarebbe stata stregata. Poi una pausa negli incroci tra i due club, il grande confronto arriva nella finale dei Mondiali del 2006.

Italia-Francia, Berlino, il rigore per la squadra di Domenich dopo cinque minuti, il cucchiaio. Gol e pareggio, una parata fantascientifica del portiere su colpo di testa del numero 10 francese (forse l’intervento più bello di tutta la carriera di Gigi), la testata a Materazzi, il cartellino rosso. Un altro. Italia vittoriosa ai rigori e Zidane che malinconicamente scende le scale dell’Olympiastadion dando le spalle alla coppa. Una serata incredibile, un duello vinto ancora da Gigi. Per rivedere il suo amico-nemico Zinedine, Buffon ha dovuto poi aspettare otto anni. 2013, girone eliminatorio di Champions League. Zidane nel frattempo è diventato il vice di Carlo Ancelotti. Il portiere della Juve è sempre lo stesso.

Non c’era invece l’ex centrocampista nella stagione successiva, quando la Juventus eliminava in semifinale Real Madrid (sempre di Ancelotti). Zidane aveva iniziato la sua carriera da primo allenatore, che nel gennaio del 2016 lo ha portato dov’è ora. Benítez esonerato, l’ex numero 5 blanco in panchina per portare il club del suo cuore a vincere la Champions a Milano. Un anno dopo la finale di Cardiff e il trofeo che va a Zizou. L’uno toglie all’altro la possibilità di vincere l’unico grande trofeo che gli manca. Dejà vu. Nonostante la sconfitta Gigi va avanti, non pensa di smettere come aveva fatto 11 anni prima il francese. Così la sorte fissa in calendario un altro incrocio. Doppio. “Peggio che a Cardiff non può andare”, ha dichiarato Gigi in una intervista delle scorse ore ad AS.

Se siano le ultime due puntate di una storia fatta di ammirazione, rivalità, rispetto e colpi di scena non si sa. Nessuno conosce il futuro di Buffon, lui stesso però una (pazza) idea ha detto di averla: “Chissà, magari nella mia ultima partita darò una capocciata a qualcuno come fece Zidane”... Il rammarico di non aver potuto giocare insieme, le continue manifestazioni di stima a distanza, la Juve e Real Madrid, due carriere, due personalità e due storie che spesso si sono incrociate. Dal campo alla panchina. Non è finita qui.



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