Ranieri non ci sta: "Il Leicester confermò Pearson dopo 6 sconfitte di...
Close menu
Chiudi
Logo gdm
Logo gdm
logo
Ciao! Disabilita l'adblock per poter navigare correttamente e seguire tutte le novità di Gianluca Di Marzio
logo
Chiudi

Data: 11/04/2017 -

Ranieri non ci sta: "Il Leicester confermò Pearson dopo 6 sconfitte di fila ed hanno cacciato me dopo 5. Mourinho è un grande"

profile picture
profile picture

Un break tra Roma, Londra e Leicester per cercare di smaltire la delusione dell’esonero, ma ora Claudio Ranieri è tornato a parlare raccontandosi nell’intervista rilasciata a ‘SKY UK’. “Non mi era mai capitata una situazione come quella di Leicester. È stato uno shock e se anche i miei colleghi sono rimasti sorpresi, penso di non dire qualcosa fuori dalla realtà. Dopo aver vinto il campionato inglese con una squadra mai arrivata così in alto e aver regalato al mondo una splendida favola, ti aspetti che nei momenti di difficoltà ti venga almeno concesso un bonus. Era prevedibile che dopo quell’impresa straordinaria, i festeggiamenti, i contratti quadruplicati se non quintuplicati, ci fosse qualche problema a ripartire. La stagione è andata a sprazzi fino a febbraio. I successi in Champions e le prestazioni contro Arsenal, Everton e Manchester City avevano mostrato lampi del miglior Leicester. La gara di Siviglia era il segnale che il Leicester stava tornando. Io ero tranquillo dopo quella partita. Invece...”. Giusto il tempo di tornare in Inghilterra e subito dopo l’atterraggio arriva il messaggio con la convocazione immediata nella sede del club: “Le solite cose: serve una scossa, la squadra è in difficoltà, ci dispiace ma il calcio funziona così”. Ma… “Sono sicuro al 100% che i giocatori non mi abbiano voltato le spalle, con loro non ho avuto problemi e la favola Leicester ha permesso a molti di loro di quadruplicare i contratti. Stessa cosa per Shakespeare: con me si è sempre comportato in modo leale, è stato un buon secondo. Non mi interessa di chi sia la colpa. Sono sempre i dirigenti e i presidenti che decidono le sorti di un club. Non vado dietro a gelosie, invidie, giochi di potere. Posso solo dire che la scorsa stagione già c’erano stati dei problemi all’interno del club ma il Leicester nel 2014­15 confermò il mio predecessore, Pearson, dopo 6 k.o. di fila; mentre io, dopo 5, ma anche dopo la conquista del 1° titolo inglese e con la squadra vicina alla qualificazione ai quarti di Champions, sono stato esonerato”.

Come si spiega le 6 vittorie di fila delle Foxes post esonero? “Ribadisco quello che ho detto: la trasferta di Siviglia aveva certificato che il peggio era passato e le 6 vittorie sono state una logica conseguenza di quella prestazione. Il mio licenziamento ha messo con le spalle al muro i giocatori, come sempre accade in questi casi. Il fatto poi che il modulo e la formazione­base non siano cambiati conferma che il mio lavoro stava andando verso la direzione giusta. Per quanto riguarda la Champions, sette partite su 8 in Europa sono state sotto la mia gestione: è naturale che mi riconosca i meriti di questo exploit”.

Conforta l’affetto dei tifosi, sempre dalla parte di King Claudio: “Non potrò mai smettere di ringraziare la gente di Leicester: sono stati straordinari nei miei confronti, persino commoventi. Ora mi sto guardando intorno. Ho ricevuto varie offerte, anche da nazionali, europee e non solo. Voglio pensare bene e scegliere ciò che mi appassiona di più. Se è vera la chiamata della federazione algerina? Sì, si vede che Mahrez e Slimani hanno parlato bene di me. Sarei contento però di lavorare ancora in Inghilterra. Per quanto riguarda la Premier di quest’anno il Chelsea è una squadra compatta, in cui è impressionante la mano del suo tecnico. Può vincere il titolo, anche se la partita all’Old Trafford contro lo United di Mourinho non sarà una passeggiata”.

Sul gesto di Mourinho di presentarsi in conferenza stampa con la maglietta con le iniziali di Ranieri dopo l’esonero dell’italiano: “Un’idea splendida. José è un grande”. Infine, sulla sfida di Champions della Juve e sulla Serie A: “La sfida parte alla pari: la Juventus è una potenza del calcio mondiale. Il Napoli gioca benissimo, ma mi piacciono anche la Roma di Spalletti, la Lazio di Inzaghi, l’Atalanta di Gasperini, la Samp di Giampaolo e il Sassuolo di Di Francesco. La A ha ripreso quota, bisogna continuare a percorrere questa strada e avere fiducia”.



Newsletter

Collegati alla nostra newsletter per ricevere sempre tutte le ultime novità!