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Data: 05/03/2017 -

Portiere mancato, ora uragano del gol… da record: è sempre più Harry Kane

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La stagione dei cicloni è all’apice. Pericolo uragani, l’allarme rosso scatta ancora in Premier League: allerta Kane. Anzi, ‘TheHurriKane’. Ultima vittima? L’Everton. Spazzato via, basta una mezzora. ‘One man show’, doppietta easy. Perché dopo il Chelsea, ci sono gli Spurs: un bel diversivo dopo il dominio Blues. E intanto è ancora tempesta a White Hart Lane. Di solito ai fenomeni atmosferici si danno nomi femminili. Qui, invece, è tutta un’altra musica: Harry. Maschio vero. Duro, rapace, bello e da record. Sì, di mezzo ci sono i gol. In ogni modo, ad ogni età. Tappe bruciate. E numeri: 62 esultanze nelle sue prime 99 partite di Premier League. Più veloce di ogni altro bomber. ‘Simply the best’. E non ce ne voglia George.

Ma la contabilità si aggiorna. Impazza. L’uragano, in Premier, è passato per 68 volte su 108 partite. Ambiente perfetto. Soprattutto in casa sua. Perché quest’anno, a White Hart Lane, Kane ha segnato 14 volte. Mai nessuno come lui nella storia degli Spurs in una singola stagione. Sempre più capocannoniere. Supremazia assoluta di fronte anche al collega Lukaku. Il Tottenham oggi vince 3-2. Harry più Dele Alli: che intesa. E che esultanze. Il secondo sigillo del centravanti inglese è qualcosa di meraviglioso. Slalom a rientrare e destro violento in rete. L’amico Dele gli si avvicina, via con il ‘fist bump’. Tipico saluto del mondo Hip Hop: intreccio di mani e via. Saluto tamarro? No, show. Ah, dettaglio: quest’anno Harry è diventato papà: baby daughter. Già, l’esperienza sembra avergli fatto bene. Notti insonne? Non si direbbe. Standing ovation, solito e meraviglioso coro che si alza: ‘Harry Kane, he’s one of our own’. Da paura. 19 centri totali in campionato. ‘Non leggo mai quello che i tabloid scrivono’. Dritto al sodo, Kane. Imperturbabile. Con in testa l’idolo Teddy Sheringam. Anche in cameretta, ‘poster sull’armadio’. Il suo modello, uno dal cuore Spurs. ‘Perché un giorno sarò come lui’, sognava Harry da bambino. Tranquillo, 'la strada è quella giusta'. Lo è sempre stata.

Sin dalla nascita, 28 luglio 1993. Tanto calcio, ma non solo. "Tifo New England Patriots". Football americano, già. Ma soprattutto pallone. Quello da parare. Sì, ‘era un piccolo portiere’. Di guardia nella porta dell’Arsenal. Altra storia, quella. Ma non era il suo destino: ammette Alex Welsh, osservatore che lo portò in Gunners. Ad otto anni, per una sola stagione. ‘Ah, e perché lo scartarono?’. Il commento di un incredulo Wenger quando apprese il retroscena. Perché c’è chi sbaglia e chi ci azzecca: sì, Spurs. Dal 2004, tra settore giovanile e prestiti. Gavetta vera, in up and down. Dal ricco nord di Londra alla working class. Terza divisione, ‘antipasto di professionismo’. Championship e poi Premier: col Norwich City e un metatarso rotto dopo due giornate. Su e giù, ancora in Championship:Leicester. ‘Esperienze vere. Tra vita e convivenza in panchina’. Roba che lo ha aiutato ad esplodere, dal 2013 ad oggi.

Perché Kane è l’uomo simbolo della maxi striscia degli Spurs. Sei vittorie consecutive in Premier: ‘here we go’, Blues. Grazie ad un repertorio ricchissimo. E ora il desiderio del Tottenham diventa sempre più grande. Già, ‘Desire’: come l’album di Bob Dylan datato 1976. Perché al tempo ‘Hurricane’ era solo una canzone. Un pezzo folk. Adesso, invece, l’uragano è una furia. E la stagione dei cicloni è appena cominciata.



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