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Data: 28/05/2017 -

"Per tanti anni è stato un lusso e un vanto". Riva, Albertosi, Oliveira e Festa: l'ultimo saluto al Sant'Elia

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"The last match". Una storia lunga 47 anni per lo stadio Sant'Elia, che oggi chiude il sipario, almeno per quanto riguarda le gare ufficiali. La prima? Era il 12 settembre 1970 e gli attori erano campionissimi come Gigi Riva e Enrico Albertosi. "Il Sant'Elia è stato per tanti anni il nostro 'lusso', perché uno stadio da 70.000 posti in pochi potevano permetterselo" - racconta Riva ai microfoni di GianlucaDiMarzio.com - "Era tra i primissimi in Italia per capienza, un orgoglio per tutta la Sardegna. Un ricordo? La Coppa dei Campioni, l'esordio con il netto 3 a 0 al Sant'Etienne e la partita contro l'Atletico Madrid, vinte per 2 a 1. Accetto a malincuore l'abbattimento del Sant'Elia (lungo sospiro) Gol? Ne ho segnati veramente tanti, molto difficile per me sceglierne uno in particolare. Quello che mi rimane più nella mente è l'entusiasmo della gente, giocare davanti a 70 mila persone non è come giocare negli 'stadietti' da 20-30 mila. Il rapporto con il pubblico era fantastico, era il miglior momento della mia carriera. Purtroppo poi mi infortunai in Austria e se magari non fosse arrivato quell'incidente avremmo vinto un altro scudetto proprio al Sant'Elia. Da quel momento lì non ha vinto più nessuno".

Per sei anni Ricky Albertosi ha difeso la porta dei rossoblù, conquistando anche lo storico scudetto. Poi il passaggio al Sant'Elia e 4 anni non meno intensi: "I ricordi sono tantissimi, il primo è sicuramente la prima partita di Coppa dei Campioni vinta per 3 a 0 sul Sant'Etienne, con settanta mila spettatori, stadio pieno. Poi purtroppo raramente si è verificato di nuovo, perché Cagliari non poteva permettersi di riempiere una struttura così grande. Adesso è giusto che il Sant'Elia chiuda e che i rossoblù abbiano uno stadio più adatto alle esigenze attuali, cosa che stanno facendo tanti club di medio livello: il pubblico vicino può aiutare tanto. Ricordi? Una partita con il Milan vinta per 1 a 0 con un calcio di rigore di Riva contestatissimo da Rivera che gli costò una squalifica per diverse partite. A livello personale un match contro il Napoli, quando parai di tutto al centravanti dell'epoca, Mariani. A un certo punto mi disse: 'Basta, mi arrendo, non ne posso più...'. Ricordi che non è facile dimenticare. Nome del nuovo stadio? Se la scelta toccasse a me lo dedicherei ai vincitori dello scudetto in blocco. Ma se dovessi fare un solo nome, beh, non avrei dubbi "Stadio Luigi Riva". Sarebbe veramente incredibile per tutto quello che ha dato Riva al Cagliari".


Nella stagione 1986-1987 il Sant'Elia e il Cagliari retrocessero in serie C1. Protagonista della risalita fino alla qualificazione in Coppa Uefa del 1993 fu il cagliaritano doc Gianluca Festa, che poi ha anche avuto la fortuna di guidare i rossoblù in panchina due stagioni fa. "Tante battaglie e tanti traguardi raggiunti: promozioni, salvezze sofferte, la qualificazione alla Coppa Uefa. E' uno stadio che ha dato molte soddisfazioni al Cagliari e ai sardi. Una struttura costruita con i vecchi criteri, con la pista tra la tribuna e il campo. Già quello ridotto ha assicurato un altro tipo di sostegno alla squadra. Le esigenze attuali richiedono uno stadio più moderno e la Sardegna e il Cagliari lo meritano. Io ho giocato in Inghilterra, il contatto con il pubblico è un'altra cosa. Hai presente i gol? Dare la mano ai tifosi esultanti è bellissimo. Io però negli anni di Mazzone e Ranieri ho avuto la fortuna di vedere quasi 50 mila persone. Tutte le partite giocate sono state speciali e se proprio devo citarne una ti parlo del mio ritorno da allenatore: la prima è stata veramente emozionante. Io che facevo il raccattapalle sono riuscito a diventare protagonista in quel teatro, fantastico. Ricordo ancora un Cagliari- Juventus, ero dietro la porta di Dino Zoff e a fine partita ci fu un'invasione di campo pacifica: scene incredibili. Nome per il nuovo impianto? "Gigi Riva Stadium". Adesso che è ancora in vita sarebbe un omaggio fantastico. E' il giocatore più amato ed è quello che ha permesso al Cagliari di essere conosciuto anche fuori dalla Sardegna. Oppure "Stadio campioni d'Italia". Visto? Ti ho dato già due nomi".


Del Cagliari chesi regalò una splendida cavalcata in Coppa Uefa, fino alle semifinali, faceva parte anche il bomber Luis Oliveira, che non ha certo dimenticato il "suo" teatro."Il ricordo più bello è la mia prima partita in Coppa Italia contro l'Udinese: segnai il primo gol con il Cagliari. Chiaramente a livello personale è indimenticabile. In quegli anni il Sant'Elia era una bolgia, disputammo grandi campionati, guadagnando anche un posto in Uefa: per i tifosi e per noi giocatori delle gioie grandissime. Partite belle ne ho fatte tante. Ricordo la tripletta contro il Bari e uno dei gol più belli con la maglia rossoblù, quello segnato alla Juventus al mio ritorno da Firenze. Un tiro dai 30 metri annullato ingiustamente per un fuorigioco inesistente. Adesso è giusto costruire un nuovo stadio viste le condizioni in cui si trovava il Sant'Elia: me ne sono accorto di persone un giorno che andai a commentare una partita per Sky. Abbiamo visto tutti con la Juventus che vantaggi può dare uno stadio moderno. Sono epoche diverse e se negli anni '90 era bellissimo vedere le strutture con la pista d'atletica oggi è altrettanto bello vedere i tifosi a pochi metri dal campo e dai calciatori: sono molto contento che questo avverrà a Cagliari. Ho visto il progetto dello stadio nuovo, è stupendo. Nome? Per me dovrebbe essere tenuto quello del vecchio stadio, perché cambiare? Ma è una questione nel quale non voglio entrare. Mi piacerebbe invece che il Cagliari tornasse protagonista anche in Europa con il nuovo stadio: è un sogno di tutti noi sardi".


Quattro gli incontri disputati dalla Nazionale italiana. Tanti anche gli avversari che hanno reso celebre il Sant'Elia nel mondo. Da Pelè e Maradona, a Mazzola e Rivera, senza dimenticare Platini, Baggio, Del Piero e Totti. Ma Cagliari-Milan non sarà l'ultimo atto. Il primo giugno è in programma la partita d'addio, il last match con tanti campioni rossoblù in campo, il modo migliore per salutare il glorioso Sant'Elia, che nel 2020 risorgerà dalle sue ceneri.



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