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Il Napoli non “ringhia”

| Storie | Autore: Salvatore Malfitano

L’allenatore è diverso, i problemi del Napoli invece sembrano sempre gli stessi. Poco tempo, naturalmente, per vedere la mano di Gennaro Gattuso che ha avuto solo qualche giorno dopo la gara di Champions League col Genk per cominciare a preparare la partita col Parma. Ma quella scossa, quella vitalità che ci si aspettava dopo il cambio in panchina non c’è stata.

Il problema è nella testa, l’ha riconosciuto anche l’allenatore al termine della gara, e su quello bisognerà lavorare dal momento che da un punto di vista tecnico le qualità non sembrano essere in discussione. Senza quella fiducia che manca, difficile raggiungere i risultati e gli obiettivi sperati. 

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Le idee sembrano poche e confuse in campo, i giocatori danno l’idea di essere talvolta disorientati. Probabilmente non è stato ancora metabolizzato l’inizio di un nuovo corso. Perlomeno il San Paolo è tornato ad accendersi, anche se per brevi fiammate. Ma l’entusiasmo della gente non ha mai avuto modo di manifestarsi appieno, per il gol subito a bruciapelo e le poche occasioni in cui effettivamente il Napoli è andato vicino a ribaltare la gara.

Solo qualche lampo sconnesso: troppo poco, per i napoletani e per avere la meglio di una squadra organizzata e che conosce i propri punti di forza. D’Aversa non ha avuto paura a cambiare più volte l’assetto, sia per necessità che per la lettura della partita che si è dimostrata giusta in ogni situazione.
La densità creata al centro e sugli esterni ha disinnescato gli esterni del Napoli, privati così dello spazio vitale per attaccare in uno contro uno gli avversari. Rino ha provato a scuotere i suoi, ne guidava ogni movimento, in particolare lo scivolamento degli esterni sui cambi di lato, ma è servito a poco. La coesistenza di quattro attaccanti ha soltanto finito per squilibrare ulteriormente la squadra, infilata nel finale dalla formazione probabilmente più esperta nel gioco di ripartenza. 

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Tanto da registrare, dunque, e pochi spunti positivi. I prossimi giorni saranno i più intensi: il Napoli non può perdere più tempo, infatti l’allenatore ha annullato il giorno di riposo e ha convocato tutti i giocatori domani. La sosta verrà in aiuto, per creare l’amalgama necessaria. Ma Gattuso vuole vedere la sua squadra già dal prossimo impegno. Ogni giustificazione del caso, per quanto buona, non servirà più ad alleviare una ferita sempre più grande.

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