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Milan, tra rammarico… e il sorriso Gigio. Tornato prodigio

| Storie | Autore: Simone Nobilini

Reazione a caldo: la serata dell’occasione buttata, della possibilità di portarsi a un punto dal terzo posto gettata al vento, il mancato +4 sulla diretta concorrente per un posto in Champions League. Nella testa del mondo Milan, dopo lo 0-0 contro il Torino, c’è soprattutto tanto rammarico: sprecare invece di cogliere, pur restando al 4º posto; recriminare per un’occasione colossale divorata, nel volto di Cutrone, per trovare tre punti fondamentali nella rincorsa all’obiettivo stagionale.

Eppure, a vederli da un punto di vista differente, i 96 minuti di ieri hanno contemporaneamente restituito al Milan un pizzico di certezza in più. Concetto incastonato nelle due prodezze firmate Gigio Donnarumma, mai così determinante in questa stagione, tornato prepotentemente prodigio in grado di salvare i suoi: sul colpo di testa di Iago Falque prima, miracoloso e da distanza ravvicinata; distendendosi con la punta delle dita poi, togliendo dall’angolino un sinistro a giro preciso di Belotti, amico già ipnotizzato dal dischetto (e non solo) in più di un precedente a San Siro.

Trovare il miglior aspetto possibile: anche in una serata dove il risultato, come sempre, tende a pesare più di ogni cosa. E non è un caso che anche grazie a Gigio, solamente per la terza volta in questa stagione, il Milan sia riuscito a non subire gol: clean sheet registrato solamente in Lussemburgo (con Reina e nello 0-1 sul Dudelange) e ad Udine che, a maggior ragione con la solita, piena emergenza in difesa, è finito per valere ancor di più. Scommettendo su un Abate centrale, impeccabile come in occasione della sfida contro il Parma, poggiando su uno Zapata che risponde sempre presente quando chiamato in causa: il tutto, di fronte ad un avversario che sinora, in trasferta, non ha mai perso, imbattuto per due volte in stagione a San Siro.

Toro da trasferta che per un attimo, davanti a quelle due grandi palle gol, ha pensato anche a portare a casa qualche punto in più: davanti, però, si è ritrovato un ragazzo dalle “qualità incredibili”, autore di due interventi “da campione”. Parola degli avversari, tra Sirigu e Iago Falque: futuro (da tempo) proiettato anche verso il presente, tornato brillante e capace di decidere. Con il periodo più complesso alle spalle, tra un rinnovo a rischio e le contestazioni del suo pubblico, tornando a ciò che sa fare meglio: parare. E in maniera decisiva.

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