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Milan, Gattuso: “Higuaín non mi ha deluso e non era un peso. Piatek? Penso a domani"

| News calcio | Autore: Simone Nobilini

Alla vigilia del match del Ferraris contro il Genoa, Rino Gattuso ha parlato in conferenza stampa. Con il successo della Roma - ora a +2 - contro il Torino e la possibilità della Lazio di allungare, benché impegnata contro un avversario difficile come il Napoli, portare a casa i tre punti domani sarà fondamentale, per i rossoneri, al fine di restare in corsa per il quarto posto e la conseguente qualificazione alla prossima Champions League. Dai commenti sulla partita di Genova a quelli sulle operazioni di mercato, sia in uscita (non convocato Higuain) che in entrata (Piatek è vicinissimo), ecco le dichiarazioni dell'allenatore del Milan:

“La squadra dev’essere accompagnata da condizione fisica, non mi sembra che stiamo male: ho visto grandissimo spirito in Supercoppa ma non siamo riusciti a fare gol. La Juventus ha sempre avuto un qualcosa di più a livello di agonismo rispetto a noi: ora viene il bello, voglio vedere lo stesso spirito e non tornare indietro. Voglio fare la stessa partita domani, giochiamo contro una squadra che a livello fisico ci può mettere in difficoltà”.

Higuain? La squadra in questo momento, e voglio essere onesto, ha avuto uno dei più brutti allenamenti avuti in questa gestione: c’è una squadra preoccupata. Ho parlato con Higuain nel mio ufficio, ancora non c’è nulla di fatto, parlerà Leonardo a riguardo: voglio gente pronta, ed è giusto che Higuaín non ci sia in questo momento perché non era mentalmente pronto. Deluso da Higuain? No, si è sempre comportato molto bene con me. Rimane il rispetto, come con Bonucci: poteva fare qualcosa in più lui e potevamo fare qualcosa in più noi per farlo esprimere meglio"

"Piatek? Ha caratteristiche ben precise. Devo pensare alla partita di domani. Se andrà via Higuain, perderemo un giocatore importante, che ha avuto delle difficoltà. Gonzalo non era un peso, ma ora dobbiamo lavorare con tranquillità”

“Dobbiamo andare alla ricerca di tranquillità e gioco, contro il Genoa ci mancheranno 4 giocatori e la preoccupazione c’è: ciò che mi preoccupa è quando non vedo l’entusiasmo. Domani dobbiamo guardare la classifica, così capiamo cosa ci giochiamo domani. Il Genoa è una squadra che corre tanto, dobbiamo giocare con qualità e non sparire dal campo al primo errore”

“Difficoltà di inserirsi nello spogliatoio? Mi era successo qualcosa di simile a Sion, dopo 14 anni di Milan: devi cominciare ad adattarti a nuove realtà, pensare che le cose non siano perfette”.

Dopo la Supercoppa mi son comportato da dilettante, ero incazzato nero: la mia espulsione è stata meritata, non dovevo dire ciò che pensavo. Contesto solo una cosa: se c’è il VAR, si usa”

Biglia? Ci siamo, sta correndo: penso che tra 2 settimane sarà in gruppo, sta facendo una corsa importante. Suso non è al 100%, ha ancora un po’ di fastidio, si è messo a disposizione: vediamo domani. Conti ancora non ha i 90’ nelle gambe, è importante per noi. Abbiamo giocatori di grande affidabilità. Da parte mia l’orgoglio ce lo possiamo infilare…per il resto finite voi. La coppa è nella bacheca della Juve, non dobbiamo accontentarci ma ripartire da quella voglia”

“Io mi aspetto regali da mia moglie quando compio gli anni, non mi aspetto nulla. Abbiamo preso un giocatore importante come Paquetà, vedremo cosa succederà. Abbiamo dei parametri da rispettare, c'è Leonardo. Parlo spesso con i miei dirigenti. Non è vero che c'è una guerriglia in atto. Faccio l'allenatore, Leonardo e Maldini fanno i direttori. Le linee guida ce le dà la società. Vedremo se sarà possibile fare qualcosa"

“Metterei una firma grande quanto questa sala stampa per tornare alle prime gare giocate, dove giocavamo un calcio tra i più belli d’Italia e mettevamo in difficoltà gli avversari. Vorrei rivedere quel Milan

“Mercato? Mettiamo che non arriva nessuno… Dura? Ma bisogna mettere i giocatori al posto giusto e avere fiducia, dobbiamo fare di necessità virtù. Ci sono tante squadre forti, l’Atalanta fa paura, la Roma sta crescendo, c’è la Lazio…la crescita dobbiamo farla noi”.

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