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Data: 20/10/2018 -

Milan, Gattuso: "Con l'Inter senza paura. Solo rispetto per Berlusconi”

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Rientro dalla sosta con la partita più impegnativa dell'anno: è una vigilia speciale, per il Milan, che domani sera affronterà l'Inter nel derby di Milano. “Ha ragione Suso quando dice che queste partite si preparano da sole, a livello di mentalità dobbiamo essere bravi a non sentirla troppo e a non perdere troppe energie in campo” ha detto Gennaro Gattuso in conferenza stampa.

"L’Inter è una squadra forte, non solo sulla carta, e lo sta dimostrando anche in Champions. È una grande squadra con grandi valori e tanta qualità, non dobbiamo commettere errori e non aver paura: nell’ultimo derby ci è venuto il braccino, dobbiamo giocare come sappiamo e non avere paura, dimostrando che su questo aspetto siamo migliorati. Serve attenzione dove loro sono bravi, sui calci piazzati, hanno fisicità e due come Icardi e Perisic”.

“La serenità alla squadra la dà l’allenatore: in tanti mesi mi sono sforzato a dare calma e tranquillità, in questa settimana non mi sono sforzato. Non ho dato pressione, i ragazzi si sono allenati con grande voglia, c’è stato qualche problemino a livello fisico ma ho visto un ambiente che ha lavorato nel migliore dei modi. Ieri abbiamo avuto un piccolo problemino, l’altro ieri uguale a livello di distorsioni alle caviglie, vediamo. La grinta non si trasmette, si trasmette la mentalità. Come ho detto tante volte in questa sala, tante volte dobbiamo capire con chi parli, se i giocatori reggono le pressioni o meno. All’inizio ho commesso questo errore, ora dobbiamo preparare bene la partita: se poi vedi qualche giocatore non concentrato puoi intervenire, ma questo non l’ho notato, preparando la partita con tranquillità”.

“Le parole dei giocatori nei miei confronti? C’è qualcuno che mi ama, forse qualcuno che mi odia…sanno che quando inizia l’allenamento voglio grande professionalità, poi si lascia spazio al resto. Sono aperto a tutto: quando mi fido delle persone mi strappo il cuore e lo metto in mezzo allo spogliatoio e ci possono palleggiare, penso che a qualcuno piaccia, ad altri meno. Non ho peli sulla lingua, mi hanno fatto piacere le parole di Suso e degli altri. Non penso però non ci sia nessuno che parla male di me”.

“La nostra è una squadra in crescita, dobbiamo saper far bene ambo le fasi: dobbiamo soffrire, saper tenere botta e fare attenzione alle loro caratteristiche. La squadra in quest’ultimo mese è migliorata molto dal punto di vista mentale. I derby si vincono con grandi giocate, con fortuna: l’anno scorso siamo stati fortunati nell’ultimo giocato, meritavano incredibilmente loro. Ricordo la tensione che avevo da giocatore, ora la vivo meglio da allenatore. Da giocatore non passava mai la giornata, ora devi preparare tutto e sei impegnato, ed è diverso".

“Sentire dire che l’Inter è più forte non mi dà fastidio, loro hanno caratteristiche singolarmente differenti dalle nostre: abbinano grandi qualità fisiche a quelle tecniche, ma a livello tecnico non siamo inferiori, forse abbiamo qualcosina anche in più. Penso alla partita, a prepararla bene, a una grande prestazione, poi vediamo il risultato: non sto a pensare ai punti di svantaggio o meno”.

"Penso che il derby sia importante per le tifoserie, ma i punti sono quelli: non si esce con le ossa rotte se perdi, normale che se vinci ti gasi di più. È una partita speciale sicuramente: in questo momento vedendo come si allenano i miei giocatori ho la consapevolezza che la squadra si sente più forte dell’anno scorso".

“Higuain? Mi affido al collettivo: o si inventa una roba alla Weah dove ne dribbla 10, o lo serviamo come si deve”.

“Paquetà? Quando ne arriverà ne parleremo, ora parlo di chi ho e di chi gli assomiglia a livello di caratteristiche”.

“Ho giocato con tantissimi campioni, non potrei sceglierne uno per il derby: mi tengo quello che ho, pensiamo al futuro”.

“Dobbiamo riuscire a giocare bene con le catene, fare un calcio corale: dobbiamo avere coraggio e non pensare di affrontare l’Inter nello stesso modo. Caldara? Ha ancora un po’ di fastidio al pube, ma è tornato a disposizione”.

“Spero di vedere il Calhanoglu che ho visto in questi due giorni in Nazionale. Con Hakan ci parlo sempre, spero sempre di metterlo in condizione: forse ora ha più di tutti bisogno di lavorare e parlare a livello mentale per qualche problema familiare, ha bisogno di un po’ di affetto e qualche chiacchiera in più rispetto agli altri. Gli siamo vicini”.

“Abate-Calabria? Ho scelto chi giocherà, ora dobbiamo vedere chi sta meglio, al di là dell’esperienza: dobbiamo fare una gara di personalità, stando attenti a quando ci attaccano. Calabria quando gioca non sembra un U21, ma più maturo: non ha paura di crossare, difendere. Ignazio lo conoscete tutti, ci sta dando tanto”.

“Berlusconi? Secondo voi posso convincere quello che è stato il mio presidente per anni? Non c’è nulla di nuovo, non sono arrabbiato per le sue parole: sono due mesi che non lo sento, ma per 4 mesi ogni settimana mi ha sempre contestato il fatto di non giocare a due punte. Ho un grandissimo rispetto, lo ringrazio per quello che mi ha dato e può dire tutto ciò che vuole: gli ho dato le mie spiegazioni, ma il rispetto e l’amore che ho per lui è immenso. Poi delle mie spiegazioni se ne fotte, ma io ci provo sempre”.

“Spalletti? E' un allenatore che riesce sempre a trovare soluzioni tattiche importanti, è un punto di riferimento per un allenatore giovane come me. Ha una mente molto aperta, quando uno fa questo lavoro non conta l'età. E' sempre bravo a capire quando fare i cambiamenti, è aperto di testa e riesce a cambiare fisionomia alle sue squadre”.

“Conti? Sono due settimane piene che riesce a lavorare con noi sul 50-60% di carico ogni giorno, dobbiamo portarlo un po’ di più sui contrasti. Vediamo: tra due settimane la primavera giocherà in casa, speriamo di farlo giocare lì, ma questa è una decisione che va presa prima dai medici, poi dal giocatore e poi da me. Se c’è l’ok, sicuramente per noi è giusto dargli spazio”.

“Nel mio cuore vorrei vincerlo il derby, non so come finirà. Spero vada così”.

“Montolivo si allena con la squadra, le poche volte che non lo fa è perché facciamo le contrapposizioni 11 contro 11. Contro Montolivo e tutte le persone che stanno fuori non ho nulla, faccio scelte tecniche: è con noi in spogliatoio, viene con noi in sala video”.

“Chi toglierei all’Inter? Sono tutti forti, gli toglierei tutti gli 11 titolari: è il collettivo che fa paura, non i singoli giocatori”.

“Noi quest’anno difendiamo molto meglio dell’anno scorso: l’abbiamo combinata grossa in 4-5 occasioni, l’errore con il Chievo è relativo ad un errore di impostazione. La preoccupazione arriva se prendi gol a difesa schierata, ma metà dei gol l’abbiamo presa facendoceli da soli. Non dobbiamo essere superficiali, ma non sono preoccupato: lo sarei stato di più per concetti sbagliati a livello difensivo”.



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