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Inter, Spalletti: "Questione Icardi? Non si risolve con i like, ma come si faceva una volta"

| News calcio | Autore: Simone Nobilini

Le parole dell'allenatore nerazzurro alla vigilia dell'impegno di Europa League contro il Rapid Vienna, tra il momento della squadra e la questione Icardi

Forte dello 0-1 ottenuto all'andata all'Allianz Stadion, firmato da un rigore di Lautaro Martinez, l'Inter di Luciano Spalletti è pronta ad affrontare il Rapid Vienna nella gara di ritorno dei sedicesimi di Europa League. Intervenuto in conferenza stampa per presentare l'impegno di domani, insieme ad Antonio Candreva, l'allenatore nerazzurro ha parlato così del match, con il caso Icardi destinato, sullo sfondo, a tenere ancora banco:

"Sicuramente non dovremo avere l'atteggiamento del secondo tempo dell'andata, loro hanno dimostrato di avere qualità. Quando siamo riusciti a fare gol loro poi hanno giocato in maniera più libera: il risultato dice che loro devono fare la partita, senza tattiche o ragionamenti, e questo mette noi nelle condizioni di dover stare attenti. Loro hanno vinto a Mosca contro lo Spartak e so che se non hai personalità su quei campi lì non vai a vincere, noi dobbiamo ancora qualificarci".

"Lautaro e Icardi sono molto simili, sono due punte centrali, ma come tutti i calciatori forti loro possono coesistere: uno è più bravo dentro l'area, l'altro è disinvolto anche a venire fuori. Lautaro deve far vedere che anche a contatto con la porta ha la stessa eccezionale bravura dell'altro, noi quando fino a poco tempo fa eravamo senza Icardi dicevamo che era un'assenza pesante per noi. Come sforzo a livello di accompagnamento della manovra a Mauro abbiamo chiesto qualcosa in più".

"Quando tornerà in gruppo Icardi? Va fatto un programma di lavoro in base alla riunione dei medici e che abbiano messo a puntino questo programma perchè lui sia a disposizione. I nostri calciatori vogliono sempre tentare di fare qualcosa di migliore e diverso, e da questo punto di vista per un allenatore è grandioso lavorare con ragazzi con questo cervello e questa mentalità".

"L'Inter favorita per questa competizione? Lo è come altre 5 o 6, non c'è una favorita ma c'è un pacchetto: dobbiamo ambire ad andare il più in là possibile. Sarà lo scorrimento delle partite per capire se abbiamo avuto un percorso di livello per la nostra società, si faranno valutazioni in questo senso. Di diverso si è visto che la squadra vuol correggere gli errori fatti precedentemente: ha messo attenzione a dei particolari che hanno fatto un po' di differenza, le due vittorie che abbiamo ottenuto in Serie A hanno difeso il nostro terzo posto. Dovessimo passare il turno e accedere agli ottavi, questo dovrà mettere in evidenza la qualità del lavoro di questi ragazzi: i ragazzi hanno fatto cose molto buone".

"Uscita dalla Champions? Quanto "mi girano"? Un po' di più di un po'...secondo me se non abbiamo fatto tutto per passare, poco ci manca. I clienti che avevamo erano veramente scomodi, per come si era messa la situazione è chiaro che poi bisogna andarci a guardare in profondità: quel centimetrino in più forse lo potevamo fare per qualificarci. Poi però va accettato il verdetto e bisogna farne tesoro di un'esperienza importante nel percorso che abbiamo fatto insieme.

"Come si fa a non perdere la testa con queste situazioni extra campo? Queste situazioni non si risolvono con le chat, con i video o con i like: si risolvono stando in un contatto molto reale, se ci si ricorda come si faceva una volta diventa tutto più facile. Il mondo è andato avanti e va bene, ma sentire il contatto è fondamentale: si dicono e si fanno le cose che ci sembrano giuste, poi quello di essere giusti è la cosa che viene recepita meglio dalle persone. È meglio mandare un messaggio che riguarda tutti e che arriva a tutti: per quel che si è visto, la squadra sa ragionare e prendere notizie da quelle che sono queste competenze e queste regole che si danno per essere corretti nei loro confronti, per lavorare in maniera totale per il bene della squadra, del club e dei tifosi. Tutti dobbiamo rendere conto professionalmente all'Inter e ai nostri tifosi. Creare casino non è un'opinione: dobbiamo dimostrare di lavorare per il club".

"Keita? Non possiamo parlare di tempistiche per il suo rientro: eravamo quasi convinti di averlo a disposizione per domani, dobbiamo avere ancora un po' di pazienza. Keita è un'altra assenza importante come quella di Mauro. Icardi titolare nel lungo periodo? Bisogna rafforzare quello che stiamo facendo in questo periodo, ragionando in modo semplice. La logica dice che al 100% tornerà tra i titolari”.

Parola poi a Candreva: "È importante passare il turno per noi, vogliamo arrivare il più avanti possibile in questa competizione perchè ci teniamo: siamo l'Inter. Lautaro e Icardi sono due attaccanti diversi: Mauro è un attaccante d'area, velenoso, che ha caratteristiche come l'andare più sul primo palo con palle forti e tagliate. Lautaro il gol te lo può inventare, se la va a cercare in tutta l'area la situazione per far male agli avversari".

"Di questa situazione di Icardi si è parlato tantissimo, ne hanno parlato anche i direttori e il mister: Mauro è dispiaciuto quanto è dispiaciuto a noi, sappiamo che Mauro tiene a questa squadra e a noi, lo aspettiamo a braccia aperte quando sarà recuperato al 100%. Icardi come si pone con noi? Penso che su questa storia non vorrei essere ripetitivo o antipatico, ma domani affrontiamo una partita importante: chi gioca poco vuole dimostrare di esserci e far bene. Mauro è stato sempre sorridente da quando gli hanno comunicato la decisione della fascia, sta recuperando da un infortunio e ci tiene: lo aspettiamo a braccia aperte quando sarà recuperato al 100%. Cosa cambierei della mia esperienza? L'anno scorso ho fatto 0 gol, tornerei indietro per fare qualche gol in più per la mia squadra".

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