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Iago Aspas: il figlio di Vigo si lega al Celta

| News calcio | Autore: Simone Gamberini

Un rinnovo che sa di promessa: Iago Aspas e il Celta Vigo, assieme fino al 2023 o forse per sempre. In molti sono convinti che sia lui il giocatore più forte della storia del Celta, ma non c’è alcun dubbio che sia il più rappresentativo. Perché figlio di quella terra e tifoso di quella maglia come nessuno nel passato di Balaídos. Un celtista da sempre e per sempre, simbolo autentico di un sentimento che non si è macchiato neanche con qualche parentesi al di fuori della sua Galizia.

“Voglio giocare con il Celta e segnare bei gol” diceva in gallego in un vecchio reportage in cui venne chiesto a un piccolo Aspas di 8 anni quale fosse il suo sogno. Idee già chiare così come il suo obiettivo di vestire la maglia celeste con la Cruz de Santiago sul petto.

 

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E per farlo era davvero disposto a tutto, al punto di dire una piccola grande bugia pur di entrare nella squadra del suo cuore. Il Celta Vigo non accettava bambini con meno di 9 anni per la propria scuola calcio, ma lui vi entrò a 8 mentendo sulla sua età. Quando se ne accorsero era già troppo tardi: il talento cresciuto nella piazzetta del piccolo paesino di Moaña faceva già la differenza, e al Celta decisero di tenerlo ugualmente. Importante anche la buona parola del fratello Jonathan, fratello e figura guida di Iago.

Il cuore davanti a tutto, anche la ragione a volte. Perché il suo carattere non è mai stato facile: in partita perdeva facilmente la testa e per questo fu mandato un anno in prestito punitivo al Rápido de Bouzas, con la minaccia di non farlo tornare qualora non avesse cambiato testa.

Risultati soddisfacenti, o quasi, visto che il suo impeto non si è mai del tutto pacato. Soprattutto nei derby contro il Deportivo La Coruña, la squadra che ha sempre giurato di odiare: “Sono un tifoso del Celta e per questo sono contro il Depor, non potrei mai essere felice di un loro successo”. In particolare in un’edizione decisamente calda de O Noso Derbi (il nome gallego per Celta-Depor) colpì con una testata Carlos Marchena rimediando sia il rosso che l’esclusione dalla nazionale di Del Bosque.

Per vestire la Roja dovette aspettare dunque l’arrivo di Lopetegui, finendo tra i convocati per via di un infortunio dell’ultimo minuto di Diego Costa. Curioso intreccio questo, visto che Aspas esordì in prima squadra nel Celta Vigo proprio per colpa di un’espulsione di Diego Costa, al tempo a Balaídos in prestito dall’Atlético.

Tra quell’esordio e i giorni d’oggi ci sono delle parentesi dimenticabili tra Liverpool e Siviglia che sì, gli hanno dato una dimensione internazionale, ma che non l’hanno mai fatto sentire centrale come lo è a casa sua. Per questo alla fine ha scelto di tornare e di legarsi per sempre al suo Celta, pur avendo i numeri e i colpi, come il gol di tacco segnato al Mondiale contro il Marocco, per giocare in squadre di alta classifica.

Quest’anno in particolare si è capita la sua importanza, e non solo perché è di nuovo il miglior marcatore spagnolo della Liga. È stato a lungo infortunato e nel periodo in cui non ha potuto giocare il suo Celta è finito in piena zona retrocessione; poi ha messo di nuovo piede in campo, segnando 5 gol in 3 partite che sono valsi la fuga dagli ultimi tre posti. “Aspas’s on fire, o partido imos gañar” cantano a Vigo ogni partita le persone che Iago Aspas lo hanno prima cresciuto e poi idolatrato. E che dopo questo rinnovo sperano di poter cantare per il figlio della loro terra ancora a lungo.

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