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Iachini: “Grazie Sassuolo, qui ho lasciato il segno”

| Interviste | Autore: Nino Caracciolo

Dopo l’ufficialità del divorzio con il Sassuolo, Beppe Iachini ha voluto raccontare la sua avventura alla guida del club neroverde

La fine di una storia breve ma decisamente intensa e ricca di soddisfazioni nonostante il poco tempo trascorso insieme: Beppe Iachini non è più l’allenatore del Sassuolo, divorzio ormai ufficiale. “Sono soddisfatto di quanto ho fatto in questi mesi a Sassuolo e voglio ringraziare tutti per questo tempo trascorso insieme. Adesso le nostre strade si sono separate, ma insieme ai ragazzi, alla società e allo staff abbiamo fatto qualcosa di importante”, racconta in esclusiva a GianlucaDiMarzio.com lo stesso Iachini.

Subentrato a stagione in corso sulla panchina neroverde ma capace ugualmente di raggiungere tutti gli obiettivi della società, andando oltre la ‘semplice’ salvezza. “Abbiamo chiuso la stagione all’undicesimo posto in classifica, il secondo miglior piazzamento di sempre nella storia del Sassuolo, migliorando anche il risultato ottenuto lo scorso anno dalla squadra con Di Francesco in panchina (12esima posizione, ndr)”, prosegue Iachini.



Uno degli obiettivi del club – prosegue l’ormai ex allenatore neroverde – era quello di valorizzare i giovani e così, da Adjapong a Dell’Orco passando per Sensi e Mazzitelli, è stato fatto; senza dimenticare la soddisfazione di vedere oggi in Nazionale ragazzi come Politano e Berardi”, rimessi a lucido proprio dalla gestione Iachini.

Non tutto però è andato come doveva andare e Iachini, nonostante la soddisfazione per i risultati ottenuti, non nasconde un filo di amarezza per la fine dell’avventura con il Sassuolo. “Un po’ di rammarico c’è non lo nascondo, mi sarebbe piaciuto proseguire il mio lavoro. Le tante riflessioni sul mio conto nonostante quanto fatto dalla squadra, la lunga attesa da parte della società, qualche incomprensione tattica: tutti segnali di un feeling che andava scemando. E che ha portato a questa decisione”, ha concluso Iachini.

Che nelle sue idee avrebbe voluto continuare a giocare con il 3-5-2, mentre la società (che ha individuato De Zerbi come futuro allenatore) insisteva per il ritorno al collaudato 4-3-3. Tanti piccoli segnali che hanno portato al divorzio odierno. Ma che non cancellano 6 mesi vissuti insieme e un ‘segno’, quello lasciato da Iachini a Sassuolo, che va ben oltre la salvezza.

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