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Frara, capitano e memoria storica del Frosinone all’ultimo assalto al cielo: “Non vediamo l’ora che arrivi venerdì”

| News calcio | Autore: Claudio Giambene

Sette stagioni in Ciociaria, 185 presenze in giallazzurro. Capitano, spesso non giocatore quest’anno. Ma non importa. Perché al di là delle dieci partite in cui è andato in campo, Alessandro Frara è sempre stato fondamentale nello spogliatoio del Frosinone.

Venerdì il club del presidente Stirpe si gioca la promozione contro il Foggia. Basta una vittoria. Come quella ottenuta esattamente tre anni fa contro il Crotone. Quel 16 maggio, Alessandro Frara era in campo. Con la maglia avversaria c’erano Raffaele Maiello e Camillo Ciano. Oggi sono tutti uniti per l’ultima battaglia. “Nel 2015 fu una cavalcata inaspettata. Venivamo dalla Lega Pro, fu un miracolo. Stavolta siamo partiti con i favori del pronostico e dopo tanti alti e bassi, ora siamo qui col destino in mano”.

Giocare o meno, per lui cambia poco. “Oggi come ieri, è dura addormentarsi la sera. Stiamo preparando la partita con tranquillità ed entusiasmo. Non dobbiamo fare l’errore di pensare che il Foggia venga qui tranquillo. Ci siamo dovuti conquistare tutto sul campo. Lo faremo anche venerdì”.

La serie A è a un passo. Mancano poco più di 48 ore e tre punti. “Gli ultimi risultati ci hanno dato una grande spinta psicologica. Abbiamo fatto tre vittorie di fila, ci manca la quarta. Quella più importante”. Fondamentale, per festeggiare la sua terza promozione a Frosinone. La prima la ottenne contro il Lecce nel 2014, segnando il gol decisivo, dedicato al padre morto pochi giorni prima. La seconda arrivò dodici mesi dopo contro i calabresi. Una cavalcata iniziata grazie a un suo gol segnato a Terni. Reti pesanti, cartoline dal passato, post-it della memoria. “Guardo indietro e vedo quanti sforzi ha fatto la società per arrivare a questo punto. Sarebbe un traguardo storico per tutta la città. Faremo di tutto per ottenerlo, non vediamo l’ora”.

Significherebbe tornare a sfidare le grandi del calcio. Anche quella Juventus in cui Alessandro ha cominciato tanti anni fa. Oggi è in scadenza di contratto. Chissà se avrà modo di affrontarla ancora con la maglia del Frosinone. “Adesso non ci penso. Ho sempre messo davanti il bene della squadra, figuriamoci se non lo faccio adesso. Ora penso solo al Foggia e alla determinazione feroce con cui andremo in campo. Da stasera andremo in ritiro. Per noi è la partita della vita”.

La terza in Ciociaria per Alessandro. Lecce, Crotone e Foggia. Resta da fare un ultimo passo. “Con la testa e con le gambe. Stiamo bene, ma se non dovessimo arrivarci fisicamente, state certi che ci arriveremo mentalmente”.

Parola di capitano, due promozioni al Matusa e una a 90 minuti da lui allo Stirpe.

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