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Data: 14/02/2017 -

Fantacalcio e San Valentino | I luoghi del batticuore di ogni fantallenatore

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Dicono che durante la nostra vita abbiamo due grandi amori. Uno con il quale ti sposerai o vivrai per sempre e un altro con… la squadra del cuore. In realtà Paulo Coelho non diceva proprio così, ma, nel giorno di San Valentino, ci piace pensare che la metà del cuore di ogni fantallenatore sia riservato alla propria creatura. 25 giocatori scelti accuratamente, acquistati, schierati ogni sabato e padroni assoluti dei nostri pensieri la domenica pomeriggio. Ma ogni amore che si rispetti ha bisogno di una fase di innamoramento che precede quel sentimento forte, vissuto ogni weekend, per 38 settimane consecutive. Ammiccamenti, primi sguardi, ricerche compulsive sul recente passato. Gesti che poi mutano e diventano contatti reali, conoscenza più approfondita e si trasformano definitivamente con le prime uscite insieme. Da lì in poi scatta l’amore e per il primo anno “è tutto bellissimo”. Vita reale o fantacalcistica? Le sovrapposizioni tra le due sono molteplici, per questo abbiamo raccolto i 5 luoghi del batticuore dove nasce, cresce ed esplode il sentimento tra voi e la vostra squadra.

Il mare (o la montagna). I luoghi estivi per eccellenza. Ombrellone, lettino e Gazzetta dello Sport. Tabellini delle amichevoli imparati a memoria e note del cellulare pronte ad esplodere per i troppi nomi che si aggiungono. La lista di sudamericani in tripletta contro i boscaioli si allunga a velocità disarmante. Un grande classico, non negatelo. In vacanza nascono gli amori folli per quei giocatori che “cascasse il mondo, all’asta deve essere mio”. Per gli Icardi, gli Higuain o i Dzeko, non ci si innamora. Lì si usa il raziocinio, si spulciano le statistiche. L’amore è un’altra cosa. È il video su YouTube del trick in allenamento, è scoprire la partitella in famiglia terminata con quattro assist, sperando nessuno dei tuoi amici l’abbia notata. E tutto questo lo si fa al mare (o in montagna), il luogo del primo batticuore.

L’asta. Dopo l’estate arriva il giorno della verità, quello più importante dell’anno (o almeno della prima parte). E proprio all’asta iniziano i primi problemi di cuore. Comprare 25 amori estivi o usare un po’ di lucidità e capire che con Penaranda, Nagy, Gerson e Gabigol non si va da nessuna parte? Di norma si cerca la giusta via di mezzo: blocco sicuro di 15-18 giocatori e qualche amore. Gli altri? Automaticamente, se non li acquistate, diventano i nemici numero uno. Così come i vostri pupilli si trasformano in pepite preziose da difendere fino al mercato di gennaio. E se poi non giocano, non rispondo alle aspettative? Che importa, perché lo sappiamo tutti che “l’amore non è bello se non è litigarello”.

La consegna delle formazioni. Un gesto ripetuto 38 volte ogni anno. Che suscita ogni volta le stesse emozioni, anche se avviene in luoghi ovviamente diversi. Man mano che il tempo passa l’amore per i vostri pupilli si estende a tutta la rosa. I 25 calciatori scelti all’asta sono i più forti di tutti. Il tifo per un attimo lo si mette da parte e vedere milanisti sperare in Icardi titolare, romanisti increduli di fronte a Immobile in panchina o tifosi granata imprecare per l’infortunio di Higuain… beh è la normalità. Il batticuore dell’asta, sabato dopo sabato, si può trasformare in amore folle o in odio totale. La differenza è sottile e si articola tra bonus e malus.

Il divano. Il luogo per eccellenza dove guardare tutte le partite. Chi non ha mai esultato o si è disperato davanti a “Diretta gol”? Ognuno di noi, almeno una volta, ha passato la domenica pomeriggio davanti alla televisione guardando in maniera compulsiva tutte le partite della Serie A, aspettando il gol (o l’assist) del proprio giocatore. Amori che si completano davanti a un +6 e che si infrangono rabbiosi dopo un -3 figlio di un rigore sbagliato. Odi et amo, non c’è via d’uscita. Il fantacalcio è la rappresentazione reale del più famoso epigramma catulliano.

La consegna dei premi finali. Il momento cardine di un amore lungo un anno. La differenza è che non sempre culmina con il fidanzamento, anzi, per tutti (tranne il vincitore), l’idillio si rompe. Senza Scudetto, il tutto, finisce sempre con il divorzio. Magari rimane una cotta, da coltivare nella stagione successiva. Ma il sentimento di inizio anno ormai è andato perduto. A giugno ci sono i nuovi acquisti e con loro tornano le prime cotte, in un circolo amoroso che non conosce fine.

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