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Everton, Wazza gol dopo 4869 giorni: il Goodison Park è sempre più Blue, e Rooney segna subito

Foto: profilo ufficiale Twitter @Everton

| Storie | Autore: Edoardo Colombo

That’s never changed’, mai. Perché “I’ve always been a Blue”. Nessuna traduzione, solo un sentimento: amore. Quello tra l’Everton e Rooney. Storia eterna, iniziata e finita assieme. Nel mezzo la separazione, dolorosa, ma obbligatoria. Questione di carriera, di un percorso da scrivere. Andando solo avanti ma sperando di tornare indietro. In mezzo date, gol, trofei, sbronze, trapianti dei capelli e dichiarazioni di una passione sempre accesa. Viva.

Racconti di colori, tifoserie e destini. Dalle Premier League con Ferguson alle rovesciate spacca gravità. Entrando nella leggenda del Manchester United e aggiornando i libri di storia: eguagliando il record di gol di un Dio Red Devils, Sir Bobby Charlton. Fino al coming back, il gran ritorno. ‘Oh my dear Everton’, yes. Prendendo il posto di Lukaku, uno dal percorso inverso. Trame di calciatori in due fermate differenti, uno all’inizio l’altro alla fine. Una epilogo che però sembra lontanissimo, perché non può smettere uno così. E allora via di gol nel giorno del ritorno in Premier League, al Goodison Park. Palla in rete al 45’ del primo tempo. Bolgia. Stoke City battuto e Toffees in paradiso.

Cantando Rooney, sempre. Che torna al gol in Blue dopo 4869 giorni l'ultima realizzazione. Un gap da record in Premier League, una distanza annullata dal suo amore incondizionato. Wazza gol, da protagonista. Di testa, esultando strisciando l'erba: mangiandosela. Che spettacolo, quanta eccitazione in questa Premier. In un mercato pazzesco, con un Everton pronto a sognare. Assieme a Wayne, perché ‘That’s never changed’, mai.

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