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Data: 18/10/2021 -

De Zerbi sfida il Real: "In campo siamo tutti uguali, non ricchi contro poveri"

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L'allenatore italiano dello Shakhtar Donetsk alla vigilia del match contro il Real Madrid: "Ancelotti è un punto di riferimento, devo essergli grato"
L'allenatore italiano dello Shakhtar Donetsk alla vigilia del match contro il Real Madrid: "Ancelotti è un punto di riferimento, devo essergli grato"

Dopo il weekend dedicato ai campionati, torna la Champions League con la terza giornata delle sfide a gironi. Lo Shakhtar Donetsk di Roberto De Zerbi martedì 19 ottobre scenderà in campo contro il Real Madrid. Proprio l’allenatore italiano ha parlato alla vigilia del match: “Ancelotti è una figura importante, non solo perché è un vincente. È sempre stato avanti. Ha sempre premiato la qualità dei giocatori. Da allenatore italiano gli devo essere grato, è davvero un riferimento”, ha detto ai microfoni di Marca.

 

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A proposito di Ancelotti, De Zerbi ricorda il grande Milan con cui è cresciuto da ragazzo: “II Milan vinse contro il Real 5-0 a San Siro con il gol di Ancelotti. È stato il momento in cui una squadra italiana si è imposta con più autorità. Il Milan di Sacchi è stato il più grande splendore di una squadra italiana”.

Il più grande di tutti, però, è “Guardiola, l'unico 'scienziato', l'unico premio Nobel. È stato un rivoluzionario, ha allenato la squadra più bella della storia del calcio: è andato in Germania e ha cambiato la cultura calcistica di tutto il Paese. Lo sta facendo anche in Premier - prosegue De Zerbi - perché ha più coraggio di chiunque altro”. De Zerbi ha spiegato la scelta di andare in Ucraina: “Lo Shakhtar è un grande club. Mi è piaciuto il modo in cui sono venuti a trovarmi e poi ci sono dei giocatori che mi piacciono molto. Mi sento bene in un club con i giocatori e i dirigenti giusti. Era quello che stavo cercando. Sto bene e mi diverto”.

 

 

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"Puoi cambiare la strategia, ma non la mentalità"

Domani la sua difesa dovrà stare attenta alle azioni di Benzema. Per l’allenatore italiano è lui il favorito per il Pallone d’Oro: “È stato per anni il centravanti più forte di tutti”. Ma la mentalità del suo Shakhtar deve essere sempre la stessa: Puoi cambiare la strategia, ma non la mentalità. Non puoi essere una persona un giorno e un'altra il giorno dopo".

L’allenatore dello Shakhtar continua parlando della sua idea di calcio considerata da molti innovativa e rivoluzionaria:Non mi sento un punto di riferimento. Mi sento un allenatore che si fa sempre mille domande, che cerca soluzioni agli errori, ma che è convinto di quello che fa. Sono italiano e ne vado fiero. C'è una tradizione di tecnici con un'idea diversa dalla mia. Il calcio è bello perché ognuno lo vede a modo suo. Chi dice che la tradizione non sia migliore del mio modo di vedere le cose?”.

 

 

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"In campo siamo tutti uguali"

A proposito di Real Madrid, Perez è stato uno dei promotori della Super Lega. De Zerbi si è schierato apertamente contro tale progetto. A distanza di tempo l’allenatore italiano ribadisce il suo pensiero: “Il calcio è grande perché non si tratta del fatto che in campo ci sono i figli dei ricchi, i figli dei principi e degli operai. In campo siamo tutti uguali e per vincere devi segnare un goal in più del tuo avversario. Ci sono nazioni che non vinceranno mai il Mondiale, squadre che non vinceranno mai la Champions League. Ma togliere direttamente il diritto di giocare quelle competizioni non riguardava soltanto il calcio, ma un modo di intendere la vita. Il calcio rappresenta più di uno sport a livello sociale”, conclude De Zerbi.

 



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