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Dal nerazzurro all’albiceleste: Maurito segna e sogna, sfumature di un Icardi letale

| Storie | Autore: Edoardo Colombo

Oltre le aspettative. ‘Sempre avanti’, Maurito: titolo di una biografia, la sua, attimi di una stagione iniziata a tutto gas. Dannatamente centravanti. Da Nazionale. Sfumature albicelesti in un mondo tutto nerazzurro. Sbiadendo in una notte di fine agosto il giallorosso della Roma. Rimontando. Da solo. Doppietta spacca cuore e via. Sfruttando la propulsione di Candreva e Perisic. Perché questa, oggi, è davvero un Inter come si deve. Bella sul pezzo, forte. E con un Icardi meraviglioso.


Tanta qualità a disposizione per Spalletti. Uomini veri, pronti a riconquistare i proprio tifosi. In più, c’è lui: ‘Manny tutto fare. Tranquilli, è sempre lui: Icardi. Soprannominato così da Wanda Nara. Il motivo? Mauro in casa fa tutto, come il simpatico personaggio del cartone animato. Niente elettricista, nessun idraulico: sullo smartphone basta digitare il 9. Ed è subito fatta. Perché se c’è un problema, ci pensa lui: MI9. Dalla famiglia al campo. Da San Siro, con la doppietta alla Fiorentina, all’Olimpico: quella contro la Roma. Show. Segnali per il titolo da capocannoniere e per Sampaoli. Sognando un mondiale da protagonista. Inter, Argentina, famiglia, gol e una vita da colorare sempre più di nerazzurro.

Letale


Protetto dalla sana rigidità di papà Juan Carlos, che da bambino, per farlo segnare, gli prometteva un pancho con cola. Tradotto: un hot-dog con una bibita ghiacciata. E da quelle promesse Maurito non si è più fermato. Un gol dietro l’altro. Comprandosi con il primo stipendio l’Hammer e maturando sempre più: capitanissimo. A volte contestato. Ma oggi poco importa quella lite al Mapei Stadium, ora contano i fatti. Stupendi. Facendo tesoro degli errori. “Questi gol sono un segnale per tutti. Stiamo facendo davvero bene. Sono pronto ad affrontare tutti”. Già, mentalità. Indole da trascinatore, perché “questa è un Inter più affamata. Nel primo tempo eravamo molli, poi abbiamo pressato alto”. Chiamatela la forza del “gruppo, oggi giochiamo da squadra. E anche la società sta facendo un gran lavoro”. Diplomazia? Macché, verità. Parole e musica di un vero numero 9. Con movimenti da centravanti puro, due reti da vero asso. Coefficienti di difficoltà vertiginosi: tagli, controlli, ricerca del primo palo e finalizzazione. Talento. Anche all’Olimpico, dove il suo bottino fin qui non era stato di certo positivo. Altra storia, ora. Dalla profondità alla sua ‘Fuerza Aerea’: stacchi, controlli e palle in sacco. Scatenato. Con due gol in due presenze consecutive in Serie A per la prima volta dal 2014. "Come individua la preda gli mette le mani al collo e la strozza", segreti da Spalletti. Sempre più tecnico, indole argentina: senza mai dimenticarsi la cartolina che gli spedì Messi per convincerlo a trasferirsi al Barcellona. Quanti colori, Mauro. In origine blaugrana, ora nerazzurro fino al midollo. Oltre le aspettative, insomma. ‘Sempre avanti’, Maurito: titolo di una biografia, la sua, attimi di una stagione iniziata a tutto gas.


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Serie A, Inter

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