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"Balla ancora" Gaetano: il calcio e la danza, Castrovilli ha conquistato Firenze

| Storie | Autore: Valentino Della Casa

Quindi ti piace ballare?”. “Sì, tanto. Pensa, quando ero piccolo mi ero iscritto anche a una scuola di danza classica, ma è durata meno di un anno”. Ora Gaetano pensa solo al calcio. Ma qualcosa della musica gli è sempre rimasto. Ah, Gaetano è quel Castrovilli che ha segnato il suo primo gol in Serie A contro il Milan e che la Firenze calcistica si coccola ogni giorno di più. Lui, in effetti, quando è in campo sembra sempre elegante: lo sport è, a suo modo, una danza. E lui cerca di interpretarlo nel migliore dei modi.

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Per conoscere la sua storia ci vuole poco. Non perché sia noioso, ma perché ha mantenuto una semplicità che per un ragazzo di soli 22 anni non è cosa così scontata. Da piccolo si era iscritto alla scuola calcio del Bari, quando era mancato suo nonno Gaetano senior. “Amava questo sport, era un grande tifoso del Bari. Glielo dovevo” ha sempre detto. Si era presentato con la maglia di Ronaldinho del Barcellona: “Pensavano volessi fare il fenomeno. Non era così. Tra l’altro il mio idolo era Kakà”. Da lì è nato tutto. È socievole, al calcio abbina la passione per la musica, per il reggaeton e i balli di gruppo in particolare. La sua carriera per lui è tutto: lo zio Nimbo per quella passione lo portava avanti e indietro tutti i giorni, 200 kilometri per allenarsi. È cresciuto, non ha smesso di impegnarsi. Lo sta dimostrando volta per volta.

In estate non pensava nemmeno di restare a Firenze. Montella e il suo staff dopo un paio di giorni gli dicono: “Sai? Ci stai piacendo molto. Continua così”. Lui, che veniva da un prestito di due anni alla Cremonese, non ci può credere. Sorride e si carica ancora di più. Vuole farcela. E chissà cosa avrà pensato quando alla prima di campionato contro il Napoli, non proprio una squadra qualsiasi, gli è stato detto: “Il posto a centrocampo è tuo”.

Castrovilli famiglia GDM.jpeg

Ora si balla, sul serio. Quello che poteva essere un sogno di mezza estate nelle alture di Moena è diventato realtà. Ama i balli di gruppo, ama stare in gruppo. Amici in squadra? Tanti, ma con Celofolini (portiere ex Primavera, che ha ritrovato con i più grandi) forse qualcosa di più. Gli amici sono come la famiglia, che dalla Puglia ha sempre continuato a sostenerlo passo dopo passo. Padre falegname, mamma ausiliare in ospedale: lo hanno incoraggiato con il pallone, lo hanno sostenuto quando non è arrivata proprio nei mesi scorsi la convocazione in Under 21 per un problema al ginocchio che ha costretto Di Biagio a escluderlo. Il più dispiaciuto era l’allora ct, che per Castrovilli ha sempre lasciato parole di elogio.

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Ora Gaetano spera che a farlo sia anche Mancini, dopo che Montella lo ha paragonato ad Antognoni. Un confronto scomodo, difficile, soprattutto in quella piazza. Ma dimostra quanto in lui tutta la Fiorentina creda. Non a caso, con l’agente Michelangelo Minieri (nella foto), che della rinascita dei viola ha preso parte da subito (è stato difensore dell’allora Florentia Viola, rinata dalle ceneri della vecchia Fiorentina di Cecchi Gori), sta per firmare il rinnovo di contratto.

Un inizio così non poteva aspettarselo. Ma, appunto, è solo l’inizio. E quando la musica c’è, si può cominciare a ballare...

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