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“Carattere, telento e umiltà”, viaggio nella Turchia del pallone: da Ünder ai suoi fratelli

| Interviste | Autore: Edoardo Colombo

Lì il pallone è un fenomeno sociale. La gente respira, mangia, dorme e vive calcio. Significa libertà. Dare aria alla propria aspirazione. Perché il GPS di questo sport disegna percorsi e viaggi infiniti, soprattutto in Turchia: tra campi caldissimi, atmosfere magiche e talenti tutti da scoprire. E magari da portare in Italia, ragazzi forti e pieni di voglia di emergere: calciatori alla Cengiz Ünder, per intenderci. Già un predestinato per i tifosi della Roma, molto di più per chi lo conosce in ogni suo tratto. "Good person, good citizen, good player". Niente traduzione, messaggio chiaro: parola di Omer Karay UZUN, suo agente e scopritore. Lui e Ünder, assieme da circa quattro anni. Da quando il ragazzo firmò il suo primo contratto professionistico: questione di crescita e ambizione. E ora, grazie al lavoro della sua agenzia - la Footalent - la Serie A si gode un'altra grande promessa turca. "Cengiz ha tanto carattere, sì, ma nel suo cuore batte un sacco di umiltà", rivela Omer in esclusiva a GianlucaDiMarzio.com.


In una chiacchierata diretta, alla mano. Righe e parole per conoscere l'indole di questo futuro crac della Serie A. Ma non solo, di più: perché a Omer affidiamo tutta la nostra curiosità, un intreccio di Italia e Turchia. Con tante sfumature di calciomercato, ovviamente. Insomma, il calcio turco quest'anno è tornato a colorarsi di azzurro: una moda di nuovo forte, un'asse calda e piena di talento. Un po' rossonera, con Calhanoglu, magari nerazzurra: con Emre Mor. Ma soprattutto giallorossa, piena di Cengiz Ünder: "Oggi la Serie A è uno delle realtà più appetibili. È un campionato pieno di allenatori preparati, sotto oggi aspetto", verità tattiche, già. Ragioni puramente di campo. E di scrivania, anche: "Perché in Italia ci sono direttori sportivi fenomenali, intelligenti e bravi a scoprire i migliori talenti del calcio mondiale". Roma docet, sì. Vedi alla voce fattore Monchi, "È un mago. Seguiva Ünder da quando lavorava nel Siviglia. Poi, dopo la sua esplosione al Başakşehir, ha deciso di portarlo in Italia". E per il momento la scelta pare azzeccata. Intuizione da re delle plusvalenze. Vero intenditore. "Monchi è stata una delle ragioni per cui abbiamo detto 'Sì' al progetto Roma". Anzi, 'Evet', che in turco significa proprio Sì.


Mercato comune

Dal Bosforo a conquistare il tricolore. Storie di talenti, ma anche di promesse non mantenute. Perché l'approdo dei giocatori turchi in Italia si divide in due ere calcistiche: la prima negli anni Cinquanta e Sessanta, la seconda a inizio nuovo millennio. In origine fu Bulent Eken - alla Salernitana nel 1950-51 - capostipite di quest'ondata 'migratoria'. Fino ad Hakan Sukur, Okan Buruk ed Emre Belozoglu. Ah, ora siamo entrati ufficialmente nella terza era: quella di un calciomercato a braccetto, dal Bosforo al Tevere. "Per fortuna siamo solo all'inizio, è pieno di giovani talenti turchi in giro per l'Europa: non mi sorprende affatto che questi ragazzi scelgano di venire in Italia. E ce ne saranno sempre più da seguire e portare in Serie A".

Brillando di luce propria. Magari con una somiglianza fisica a Dybala, commenti e curiosità estive. Seguite dai fatti, e dai gol: giocate pure e sinistro in rete. Perché Ünder si è subito divertito a mettere le cose in chiaro contro il Tottenham. "Qui a Roma è un punto di arrivo, non un trampolino". E se Cengiz lo ammette, Omer ce lo conferma: "La sua pre season è andata benissimo, credo sarà un dei colpi più importanti di questa finestra di mercato. Certo, bisogna dargli tempo ed essere pazienti: è sbarcato in un paese totalmente diverso dal suo, per stile di vita e cultura calcistica". Ma una volta assorbito il processo di adattamento, "Cengiz sorprenderà tutti ancor di più".




E scoprire la sua indole è ancora più intrigante. Estro e classe da fantacalcio, uomo bonus. Prima, però, tanti valori. 'Always be humble'. "Cengiz è cresciuto nell'Altinordu Club, una scuola di sport e vita. Sapete qual è il motto di Mehmet Özkan (il presidente, ndr)? 'Good person, good citizens, good player'. Pallone e disciplina. Ambizione. "Ünder si è formato, è stato plasmato. Sa controllare la pressione: anche per questa sua forza è arrivato in Nazionale in poco tempo". Scalata al successo rapida, step by step. "Il calcio è la sua vita. Magari non mostra all'esterno molto emozioni, ma ha un cuore enorme". Rosso? No, giallorosso: "Ci vede lungo, è sempre ambizioso. Insomma, ha la testa giusta per arrivare al top. E soprattutto è veramente eccitato di conquistare la Roma".

Prima, però, Omer ha dovuto trattare molto. Telefonate, messaggi, corteggiamenti e retroscena. "Per Cengiz mi hanno chiamato anche da Spagna, Inghilterra, Germania e Russia". Mezza Europa incantata da Ünder, sì. E "quando la scorsa stagione firmammo col Basaksehir, la nostra idea fu quella di stare lì due anni e poi andare in Europa". Ma nel mezzo si mise il destino. Una scia luminosa, quella di Cengiz. Mettendo in fila le grandi di Turchia, arrivando terzi e sorprendendo tutta la Süper Lig . Segnando sette reti, scrivendo una piccola favola. Il tutto dopo essere nati nel 2013 dalle ceneri dell'Istanbul Buyuksehir Belediyes, dritti al soldo. Senza nessuna conferenza stampa di presentazione, semplicemente giocando. Dentro la moderna Fatih Terim Arena. Con il talento di Ünder: "La società ci ha capito, ha aperto le porte al trasferimento di Cengiz. E insieme abbiamo subito intuito che la Roma sarebbe stato il progetto ideale, perfetto".


Mica finisce qua, però. Tra scout, idee e un mercato sempre più in sinergia con l'Italia. "La mia missione, quella della Footalent, è quella di esportare i migliori giovani di Turchia in Europa". Con tanta ambizione e conoscenza: "L'obiettivo, a breve, sarà quello di avere almeno 10 giocatori nei migliori campionati. Abbiamo cominciato con Salih Ucan, dal Roma al Fenerbahce". Ora tra i ragazzi di Omer ci sono Enes Unal, classe 1997 del Villarreal, Enver Cenk Sahin (1994- St Pauli). E poi qualche pillola, prodigi da consigliare: "Vi posso suggerire Okay Yokuslu (1994 del Trabzonspor), ha molte chance di arrivare in Europa nel breve periodo. Tenetelo d'occhio". E poi tanti altri prospetti, come Kahveci e Cicek. "Anche i ragazzi dell'Altinordu, il club che lanció proprio Ünder, sono tutti molto validi". Ah, nota importante: vietato perdersi le partite della Nazionale Turca U17 al Mondiale in ottobre, in India. E non sorprendetevi di Berke Özer, che in patria è soprannominato il nuovo Donnarumma. Fino a Recap Gül, classe 2000, che dal Galatasaray arriverà presto in Europa. Perché lí il pallone è un fenomeno sociale. La gente respira, mangia, dorme e vive calcio. Soprattutto in Turchia.

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Serie A, Roma

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