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Calabresi, dal sogno giallorosso all'esordio in A contro la 'sua' Roma

| Storie | Autore: Alberto Trovamala

Arturo Calabresi sognava di esordire in Serie A con la sua Roma, invece l’ha fatto contro.

Oggi, in Bologna-Roma alla sua primissima in A. Storia di un figlio d’arte – ma non calcistica – che alla carriera di attore e ‘iena’ come papà Paolo, ha sempre preferito quella da calciatore.

Eppure una piccola comparsa da attore Arturo l’ha anche fatta: era il 2010 e, appena quattordicenne, è apparso nella serie tv ‘Boris’ trasmessa su Cielo e Fox Tv nella quale il padre ricopriva il ruolo dell’elettricista Augusto Biascica.

Si trattò solo di un episodio perché per il resto il classe ’96 ha sempre avuto in mente sempre e solo il calcio. Fin da quando proprio con papà Paolo andava a vedere i giallorossi di Totti, Montella e Batistuta all’Olimpico.

Quella maglia della Roma Arturo l’ha anche vissuta durante il settore giovanile fino alla prima squadra nel periodo di Rudia Garcia.

È sceso in campo nella tournée americana partendo titolare addirittura contro il Manchester Utd nel 2014 quando la Roma perse per 3-2. Gli sembrava davvero di sognare durante gli allenamenti insieme ai giocatori che fino a poco tempo prima ammirava dagli spalti dell’Olimpico, tanto che per sua stessa ammissione di fronte a un mostro sacro come Totti spesso non affondava il tackle quasi ‘per rispetto’.

De Rossi – suo idolo fin da bambino, affrontato oggi da avversario in campo – su tutti prese sotto la sua ala protettiva Arturo dispensandogli consigli e pacche sulle spalle.

Tra i giovani che si affacciavano alla prima squadra in quel periodo c’era anche Lorenzo Pellegrini, coetaneo e miglior amico di Calabresi, che insieme a capitan De Rossi oggi ha composto i due terzi del centrocampo di Di Francesco al Dall’Ara.

A differenza dell’amico Pellegrini, per Calabresi l’esordio ufficiale in giallorosso non arrivò mai. Il difensore dal 2015 iniziò a collezionare esperienza in prestito in Serie B tra Livorno, Brescia, Spezia e Foggia, prima che la Roma decidesse di lasciarlo partire definitivamente, col Bologna che invece ne ha approfittato facendogli firmare con un contratto fino al 2022.

Il resto è storia contemporanea. Con la prima presenza di sempre in Serie A oggi, nel giorno che sognava fin da piccolino ammirando Batistuta, Totti e Montella. Proprio con la ‘sua’ Roma in campo, ma dalla parte opposta.

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