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Data: 02/03/2019 -

Napoli, Ancelotti: "Juve? Nessuno imbattibile. Vorrei chiudere la carriera qui"

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La conferenza stampa di Carlo Ancelotti alla vigilia del match tra Napoli e Juventus. Scontro tra la prima e la seconda del campionato valido per la 26a giornata di Serie A. Le sue parole.
La conferenza stampa di Carlo Ancelotti alla vigilia del match tra Napoli e Juventus. Scontro tra la prima e la seconda del campionato valido per la 26a giornata di Serie A. Le sue parole.

Tredici punti di distacco dalla Juventus capolista e il desiderio di provare a vincere per tenere vivo il campionato e non lasciare scappare i bianconeri che volano verso l'ottavo Scudetto consecutivo. Il Napoli e Carlo Ancelotti sanno che quella di domani sera al San Paolo sarà una sfida da vincere per tanti motivi e che servirà anche, e soprattutto, per il morale di una squadra che ha come grande obiettivo anche l'Europa League. Nella conferenza stampa pre gara Ancelotti ha parlato dell'importanza della sifda di domani, della condizione generale della squadra e non solo. Ecco le sue parole:


Ci giochiamo una partita di campionato, probabilmente la più importante perché giochiamo contro i più forti. Vogliamo giocare al meglio per provare a vincere e dimostrare di essere competitivi contro una squadra molto forte. La Juve troverà una squadra che ha più sicurezza. All'andata era l’inizio di un nuovo modulo e un nuovo stile. Stiamo molto bene, fisicamente e mentalmente, quindi non c’è momento migliore di questo per affrontarli. Cristiano Ronaldo? Ho sempre piacere a rincontrarlo, il fatto che no giochi per noi è un problema in più. Però va bene così, è uno stimolo confrontarsi contro i migliori.

Pensione? Non ci ho mai pensato, ma chiudere la carriera qui è un’ipotesi che posso considerare. Mi trovo molto bene in questa società, quando c’è sintonia si può continuare. Allegri? E' un allenatore pratico, che sa leggere partite e situazioni. È più focalizzato sulle caratteristiche dei giocatori che sui sistemi di gioco e io la penso come lui.

Nessuno è imbattibile perché ha fisicità, qualità, personalità ed esperienza. Noi non le abbiamo tutte, la partita la dobbiamo mettere sul gioco e sull'intensità. La Juventus vince perché ha investito molto a livello tecnico, ha una storia, cultura, tradizione, strutture che permettono di avere fatturati elevati. Bisogna essere realisti come tante partite le abbiamo sciupate, altre le abbiamo vinte all'ultimo. C’è la consapevolezza che stiamo bene, ci confrontiamo con la capolista e vorrei conferma di queste buone sensazioni domani”.









Una partita speciale quella contro la Juventus vissuta in modo speciale anche dall'ambiente: "Domani lo stadio ci aiuterà, ne siamo consapevoli. La vigilia è stata tranquilla ma si sente un’atmosfera speciale tra i calciatori. Vogliamo fare bella figura e siamo in condizioni ottimali per poter vincere.

Milik attaccante da 30 gol? Sì, sia lui che Mertens hanno nelle corde un rendimento di questo tipo. Possono fare di più entrambi, ma sono soddisfatto. Mario Rui sta bene, è totalmente recuperato ed è disponibile. Allo stesso modo Chiriches, da questo punto di vista abbiamo solo Albiol che sta recuperando. Formazione? Tutto è possibile, ma indipendentemente di come giocheremo, sarà una gara offensiva.

Scudetto? Vincere ci mantiene viva la possibilità di restare in lotta. Un altro risultato indirizza il pensiero su altre cose, invece bisogna tenere alta la motivazione e l’autostima. Vorrei che venisse confermato ciò che di buono abbiamo fatto finora contro squadre però tecnicamente inferiori. A livello sportivo il sud sta soffrendo, che sia il Napoli in rappresentanza ci può far piacere. Mi auguro che presto Reggina, Palermo, Bari e le altre possano tornare su livelli importanti. A me piacerebbe vincere qui. Il Napoli gioca un calcio che attualmente mi soddisfa e voglio vedere cosa succederà domani. Non mi interessa che sia il gioco migliore.

Icardi? E' un giocatore fortissimo, andrebbe bene in qualsiasi squadra. È un grande attaccante. È da Juve o da Napoli? Per il momento è all’Inter... Finale di Europa League a Baku? Non sono mai stato in Azerbaigian ma ci mandai un mio osservatore, perché dovevamo affrontare una squadra polacca nel 1995 quando ero al Parma".





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