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Bayern Monaco 'Beep beep', veloce come Alphonso Davies

| Storie | Autore: Guendalina Galdi

Prima del Klassiker si parlava di Lewandowski e Haaland. La gara l'ha decisa un gol di Kimmich. Ma alla fine la scena l'ha presa tutta Alphonso Davies. 

Borussia Dortmund-Bayern Monaco 0-1, gol e highlights

alphonso davies GETTY

Sicuramente per la caratteristica che l'ha messo più in luce in un Signal Iduna Park senza tifosi e con i cori finti: la velocità. Impossibile non notare le sue accelerazioni. Quasi da 'Beep Beep' dei Looney Tunes, che detto da Thomas Muller diventa 'Meep meep' con tanto di espressione sbalordita e gesto per rendere ancora meglio l'idea come a dire: "Avete visto come sfreccia!"

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Anche Lukaku l'ha notato e apprezzato a modo suo, un po' colorito però efficace. 

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Dribbla e si smarca come se il calcio non si fosse mai interrotto. E la sua rapidità è forse la più vistosa vittoria nel Klassiker in un calcio che a volte sembra in slow-motion, un po' per il silenzio assordante di uno stadio vuoto, un po' per la cautela dettata da quella precauzione legittima per evitare altri stop (questa volta fisici). 

Viva i terzini veloci, i 42 sprint e la velocità massima raggiunta da Davies nel Klassiker: 35,3 km/h per riprendere Haaland e strappargli via il pallone in area. "The roadrunner", copyright sempre Muller. Il corridore che ruba palla. 

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Diciannove anni (20 a novembre), nazionale canadese, di origini liberiane, nato a Buduburam (Ghana). Un anno prima della sua nascita i suoi genitori, Debeah e Victoria Davies, sono scappati dalla guerra civile della Liberia; un viaggio di centinaia di chilometri attraversando l'Africa occidentale fino a raggiungere un campo profughi in Ghana che per loro significava sopravvivenza. 

Lì è dove Alphonso è nato e ha trascorsi i primi 5 anni di vita. Ma la vita nel campo profughi era come "essere chiusi in un container senza possibilità di uscita". Intanto la famiglia Davies si stava allargando, Alphonso era il maggiore di tre fratelli e il Canada diventava la nuova meta per provare a lasciarsi alle spalle guerra e povertà. 

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Un nuovo continente, una nuova vita. E all'inizio niente di facile come al solito. Però il calcio iniziava a fare capolino tra le passioni di Alphonso che comunque, seppur giovanissimo, continuava a passare la maggior parte delle sue giornate a fare da baby-sitter ai fratelli minori mentre i genitori erano a lavoro. 

Ma la vita è fatta anche di occasioni, create e offerte. Come quella della St. Nicholas Soccer Academy che ha accolto il giovane Davies perché "c'era qualcosa di speciale in quel ragazzino, così veloce con i piedi e col pallone". Rieccola, la velocità. Quella non gli è mai mancata. Anche quando a 16 anni fece trascorrere appena una settimana tra l'ottenere della cittadinanza canadese e la prima presenza in nazionale.

Il suo arrivo al Bayern nel gennaio del 2019 non è certo stato di quelli in pompa magna. Comunque era tutto fatto già dall'estate prima, quando la squadra di Kovac era in tournèe negli States ma il ds Salihamidzic decise di 'salire' in Canada per far firmare quel ragazzino che due anni prima era arrivato in MLS, al Vancouver. "In lui vedevamo uno dei migliori giocatori della sua generazione". 

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Sì, ma in quale ruolo? Davies nasce ala poi diventa terzino sinistro. Ed è lì che Kovac lo schiera il 26 ottobre scorso contro l'Union Berlino, dopo l'infortunio di Lucas Hernandez. Nemmeno Flick l'ha più spostato da quella porzione di campo: da ottobre ad oggi, 20 presenze in 20 gare di Bundesliga. Inamovibile

'Phonzie' ha fatto sua quella corsia e forse anche un altro titolo di campione di Germania. Puntuale come un suo recupero su Haaland e non come un aereo che gli costò 20mila euro di multa per essere arrivato tardi ad un allenamento dopo una 'fuga d'amore' dalla sua Jordyn Huitema (calciatrice del PSG femminile).

"Se penso da dove siamo partiti e mi vedo oggi qui, sul divano, a guardarlo giocare mi sembra di sognare". Le parole e l'orgoglio di mamma Victoria all'inizio di una storia che ha poco dell'ordinario. "Quando giochi a pallone sai che puoi perdere ma alla fine della partita torni a casa. Quando vivi la guerra e un proiettile ti raggiunge, non sei sicuro che accada la stessa cosa", i ricordi di papà Debeah che ha cercato e trovato un futuro migliore per la sua famiglia. 

Con quel coraggio ritrovato nelle parole di un bambino, con l'incoscienza di un sogno da coltivare: "Papà, non preoccuparti. Un giorno mi vedrai in tv". Prima che Phonzie diventasse 'solo' Alphonso Davies, uno dei terzini più forti della sua generazione. 

alphonso davies famiglia SCREEN

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