La voglia di tornare in campo, la corte dell'Inter ed il futuro. Sono tanti gli argomenti affrontati da Alessandro Florenzi nel corso di un'intervista a Sky Sport 24. L'ex terzino della Roma, oggi al Valencia, è in attesa di poter allacciare nuovamente gli scarpini dopo l'emergenza Covid-19 attualmente in corso.
"Sono a casa come tutti – esordisce Florenzi – Mi sto godendo la mia famiglia come mai fatto prima. Mi alleno come possibile, anche grazie agli attrezzi messi a disposizione dal Valencia. Mi trovo molto bene qui". Il Valencia è arrivato a sorpresa ("C'è la stessa passione italiana, ma si vive con maggiore libertà") nel mese di gennaio, quando Florenzi si è ritrovato ad un bivio: restare a Roma con spazio ridotto, oppure cercare un'opportunità in un'altra squadra in vista dell'Europeo.
"Nella mia testa c'è sempre stata un'idea, quella di fare un'esperienza all'estero – ammette – Non sapevo quando e come, è venuta la possibilità di Valencia dopo aver parlato con Fonseca delle sue idee. Lui mi ha espresso il suo pensiero ed abbiamo preso questa decisione che ha fatto bene a tutti. Ho chiamato anche Mancini per spiegargli questa situazione in vista dell'Europeo e lui è stato molto aperto. Mi ha detto che non gli interessava dove andassi a giocare, ma che lo facessi".
Una scelta fatta da Florenzi "mettendo davanti la Roma": "Mi sono sempre allenato al massimo senza dire una parola. Fonseca è stato molto chiaro: lui è uno dei più grandi allenatori che io abbia mai avuto calcisticamente parlando. Il problema è che ci può stare che io non fossi adatto in quel determinato ruolo. Ho un grande rapporto con lui, è venuto da me e mi ha detto "Non so quanto spazio potrai avere da qui a fine stagione".
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Eppure prima dell'opportunità a Valencia Florenzi ha avuto la corte di diverse società italiane, su tutte l'Inter: "È una storia che inizia molto tempo fa – racconta – Non ho rifiutato solo l'Inter, ma anche altre squadre italiane molto importanti. L'Inter è l'ultima in ordine temporale, quando dovevo decidere se rinnovare con la Roma o andare lì. Ho rifiutato un'offerta molto importante, ma ho fatto una scelta di cuore e le emozioni provate con la Roma difficilmente le riproverò".
Il futuro, però, resta ancora un rebus. La decisione verrà presa alla scadenza del prestito a Valencia, con ancora alcuni sogni nel cassetto da realizzare: "I sogni non finiscono mai, ma finora ho realizzato tutti quelli che avevo da bambino – aggiunge – Volevo giocare a pallone nella squadra che tifavo e diventare un giocatore importante, diventando il capitano e giocando in nazionale. Mi mancano ancora 2-3 sogni nel cassetto: vincere qualcosa di importante con il club, vincere qualcosa di importante con la nazionale e giocare il Mondiale".
Infine il rapporto con Totti e De Rossi: "Indossare la fascia da capitano è stato un grande orgoglio – conclude – Sono arrivato dopo due pezzi di storia come Totti e De Rossi, nessuno sarà mai come loro da qui fin quando esisterà la Roma. Da loro ho imparato che la Roma viene prima di tutto. De Rossi secondo me diventerà un grande allenatore. Ha qualità umane e calcistiche, ha carisma, grande dialettica e può parlare varie lingue. Lui ha una grande intelligenza calcistica che lo ha reso il giocatore che è stato".
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