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Chiellini: “Ibrahimovic è il miglior nemico della mia carriera”

Per vincere i duelli con gli attaccanti bisogna essere pessimisti e prevedere il peggio”. Parola di Giorgio Chiellini, che in quanto a duelli in difesa se ne intende parecchio. Il numero 3 della Juventus è tornato a giocare con continuità dopo i diversi problemi fisici avuti negli ultimi mesi, confermandosi un calciatore di assoluta affidabilità nonostante i 36 anni.

Il capitano bianconero si confida al mensile francese So Foot, tra ricordi e presente. Chiellini parte dai consueti duelli con gli attaccanti che ha in ogni partita. “Ho bisogno di trovare un rivale per esprimermi al meglio. La rivalità sportiva ti aiuta a superare i tuoi limiti. Quando vinco i duelli sono contentissimo, stoppare un tiro pericoloso o evitare un gol mi dà una botta di adrenalina”.

E non c’è da stupirsi se per Chiellini segnare un gol è meno importante che impedirne uno alla squadra avversaria. “Quando ho segnato al Barcellona nei quarti di finale di Champions League nel 2017, ho provato meno soddisfazione rispetto a quando ho impedito a Kane di segnare all’89’ in un Tottenham-Juve del 2018”.

Tornando ai rivali, Chiellini ne indica uno in particolare come “Miglior nemico della carriera”: “Il mio miglior nemico è sicuramente Ibrahimovic. Stimo molto Zlatan, ci rispettiamo ed eravamo compagni di squadra nella Juve. Non ho mai avuto paura di affrontarlo, mai fatto un passo indietro davanti a lui. Quando passò all’Inter divenne il nemico assoluto, poi semplice avversario al Milan o in Nazionale”.

Il difensore bianconero chiude con un’ultima battuta sul calcio moderno e sul suo futuro. “Per sostenere i guadagni dei calciatori il calcio attuale deve arricchire sempre la sua offerta. Ho vissuto l’ingresso delle telecamere negli spogliatoi come una violazione della mia intimità, non vorrei essere visto in mutande ma capisco che devo piegarmi a queste cose. Come sarebbe chiudere la carriera in uno stadio senza pubblico? Se non ci sono i tifosi non è calcio, non ci sono emozioni. Ma è sempre meglio di niente, bisogna adattarsi”, conclude Chiellini.

Redazione

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