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Yeboah, missione Minnesota: “In campo con Messi e J. Rodriguez, ma oggi sogno la Premier League”

Kelvin Yeboah, attaccante del Minnesota Utd
Kelvin Yeboah, attaccante del Minnesota Utd

L’attaccante italiano a Gianlucadimarzio.com: “Se prima giocavo poco vuol dire che qualcosa non andava, mi sono assunto le mie responsabilità. La Nazionale? Non ne voglio parlare. Sono italo-ghanese, sono ancora in tempo per scegliere”

Molti sbandierano umiltà e maturità come medaglie al valore, ma per Kelvin Yeboah queste non sono semplici parole: sono i binari su cui ha ricostruito la sua carriera: “Due anni fa ho scelto il Minnesota perché volevo dimostrare chi sono. Qui posso farlo” dice l’attaccante ai microfoni di Gianlucadimarzio.com: “Volevo prendermi le colpe, quando giochi e non giochi è difficile, non tutti si prendono le proprie responsabilità. Alcuni l’assegnano all’allenatore, altri a fattori esterni. Io no. Se prima giocavo e non giocavo, vuol dire che qualcosa non andava”.

La maturità del 25enne – che compierà 26 anni a maggio – la si percepisce anche a distanza di chilometri. È collegato dagli States, lì sono le 15. Occhiali da vista, un sorriso stampato in faccia e quella voglia innata di voler ‘prendersi tutto’. Ma sempre in maniera ponderata.

“Sogno la Premier League, è il mio obiettivo più grande. Credo che quel tipo di calcio sia anche il più adatto a me, spero di potermi permettere un biglietto, un giorno, per poter giocare in quel campionato”. E non si sbottona sulla nazionale: “Non ne voglio parlare parecchio. A me interessano i numeri. E poi – aggiunge – sono italo-ghanese e posso ancora scegliere, quando sarà il momento più opportuno vedrò cosa fare”.

E dunque, se i numeri non mentono, lasciamo parlare loro: Yeboah chiude il 2025 con 13 gol e ha inaugurato il 2026 con una rete, quella del 2-2 realizzata contro l’Austin. “Sono maturato tanto in questi ultimi mesi, mi sto adattando al gioco della MLS”. E aggiunge: “A livello fisico è simile alla Premier League, mentre in Serie A ci si concentra soprattutto sulla tattica. Qui da noi, se non corri, finisci fuori giri (ride, ndr)”.

Dalla PlayStation a Coachella: “Oggi batto le punizioni con James Rodriguez”

Una nazione per crescere. Un campionato per poter apprendere, imparare e rilanciarci. Anche se fa strano a dirlo. Sì perché, dopotutto, parliamo di un ragazzo nato nel 2000 che può ancora dire tanto alla sua carriera:Potevo essere qui già nel 2023, ma non si è fatto nulla. Nell’anno successivo si è ripresentata questa opportunità. Sono molto credente e, in qualche modo, ho capito che il Minnesota fosse un po’ scritto nel mio futuro”. Un club in crescita che, proprio nei giorni scorsi, ha dato il benvenuto a James Rodriguez, ex trequartista del Real Madrid: “Lo usavo alla Playstation per battere le punizioni – dice ridendo – . Ora è qui con me a calciarle, in vita reale, a Coachella a batterle con me. È un ragazzo fantastico. Il primo giorno non si è allenato con noi, ha battuto solo calci piazzati. Su 20 punizioni ne ha segnate 18. Ha ancora un piede magico”. E l’umiltà del campione non si è fatta attendere. “Ha vinto tanto. È stato il capitano della Colombia… ma quando è arrivato è stato timido nei nostri confronti. Mi ha stupito il suo comportamento, è un bravo ragazzo e una brava persona; davvero una persona di cuore”.

La MLS non è più solo la passerella finale per leggende come Andrea Pirlo, Frank Lampard o Steven Gerrard. Oggi è un trampolino. E la testimonianza ci arriva dallo stesso Yeboah. “Ci sono tanti giovani interessanti. Gli USA sono comunque vicini al Sud America e proprio da qui sono arrivati diversi ragazzi interessanti. Penso a Evander o Denkey del Cincinnati, per esempio”. E ancora: “Nel Minnesota posso citare i miei compagni di squadra Hlongwane e Joaquin Pereyra. Ma anche Bouanga che nel LAFC sta facendo una stagione fantastica insieme a Son”. Le attenzioni delle big europee sono puntante (anche) sul campionato statunitense: “Il Seattle, nei mesi scorsi, ha ceduto Obed Vargas all’Atletico Madrid. Penso anche a Tani Oluwaseyi che l’anno scorso giocava con noi e ora è al Villarreal. Il campionato sta crescendo parecchio”.

Kelvin Yeboah, attaccante del Minnesota Utd
Kelvin Yeboah, attaccante del Minnesota Utd

In campo contro Messi nonostante la distorsione: “Ho stretto i denti pur di giocare”

Crescita dovuta anche all’arrivo di Messi? Questo è possibile, ma sono discorsi extra campo. E quindi restiamo con gli scarpini ai piedi. E torniamo al 10 maggio del 2025 quando Yeboah, per 33’, ha affrontato l’argentino da avversario. Come mai l’italiano era in panchina? Ce lo spiega direttamente lui: “La settimana precedente avevo rimediato una distorsione alla caviglia nel match contro il Vancouver. Ma quella sfida, contro l’Inter Miami, non potevo non giocarla. Non ero al 100% ma avevo detto alla società che ero pronto. Ho stretto i denti e fortunatamente sono subentrato. Sul momento, quando l’ho avuto al mio fianco, mi sono detto: ‘caspita, sto giocando una partita contro Lionel Messi’. Ma è stato un pensiero passeggero” dice Yeboah.

“Dopo un po’, almeno per me, anche lui è diventato ‘un avversario’ e basta. Perché d’altronde, in campo, siamo 22 ragazzi che stanno giocando e vogliono divertirsi”. Ma non nega che: “Il primo tempo ho guardato solo lui” dice ridendo, “volevo vedere cosa combinava. Lui, così come Sergio Busquets o Jordi Alba che erano in campo”.

Stadi moderni e show in MLS, ma l’Italia vince in cucina: “La pizza a 7 euro fuori da scuola era top”

Yeboah ha preso consapevolezza dei suoi mezzi, imparando dagli errori e dalle incertezze. E la testa, adesso, è tutta sul suo Minnesota e la MLS. “Qui vivono il calcio in modo diverso. Qui la spettacolarizzazione, l’intrattenimento, sono cose quasi prioritarie. Sono tanto avanti sotto questo punto di vista”. E aggiunge: Cara Italia, scusami, ma devo ammetterlo: le infrastrutture negli USA sono molto più avanti rispetto a noi. In Italia ci sono stadi dal fascino unico, storici. Ma non sono moderni come quelli in MLS. Penso che alcune attività che si svolgono qui, se adattate al calcio europeo, potrebbero tornare utili. L’episodio più assurdo vissuto in uno stadio? Contro il Seattle, nei playoff, il campo non mi è piaciuto perché era un manto sintetico. Era strano. Ma la tifoseria… ‘wow’. Era passionale, fantastica. Anche il LAFC ha uno stadio bellissimo”.

Viaggi, viaggi e ancora viaggi. “Non si tratta di fare un volo Roma-Londra che magari dura due ore o poco più. Qui magari i voli durano quattro ore o anche più. E il fuso orario non aiuta. Dal calcio alla vita di tutti i giorni. “I playoff? Sono un format interessante. Il cibo? Quante differenze”. Dice Yeboah: “Io e mio fratello quando siamo arrivati, dopo 9 ore di viaggio, cercavamo un posto per andare a mangiare perché in hotel era tutto chiuso. Siamo arrivati in questo ristorante… e non è andata bene (ride, ndr). Da lì ho capito che quando si parla di cibo, devi prestare molta attenzione. In Italia, con mio cugino, c’era la pizzeria accanto alla scuola. Con 7 euro prendevi della pizza che era buonissima. Qui invece no”. Tra il sogno della Premier League, le punizioni di James Rodriguez e la ricerca di una buona pizza, Kelvin Yeboah continua la sua scalata negli States con il suo Minnesota. Sempre con il sorriso e l’umiltà di chi sa che ogni traguardo, prima, passa dalle proprie responsabilità.