Suso si riprende il Milan: "Posso fare ancora di più. Mihajlovic? C'er...
Close menu
Chiudi
Logo gdm
Logo gdm
logo
Ciao! Disabilita l'adblock per poter navigare correttamente e seguire tutte le novità di Gianluca Di Marzio
logo
Chiudi

Data: 21/10/2016 -

Suso si riprende il Milan: "Posso fare ancora di più. Mihajlovic? C'era un clima di terrore a Milanello"

profile picture
profile picture

Da oggetto misterioso a titolare inamovibile. Quanto è cambiata la vita calcistica di Suso nel giro di un anno. L'approdo al Genoa, lo scorso gennaio, l'ha rivitalizzato e restituito al Milan tirato a lucido e adesso Montella sta pensando al resto.

"Sto giocando bene, è vero, sto prendendo fiducia, ma posso fare meglio" - si legge nelle pagine de La Gazzetta dello Sport - "Anche il Milan? Indubbiamente. E' ancora presto, abbiamo giocato poche partite, ma abbiamo le potenzialità per crescere ulteriormente. La cosa importante è che adesso ci sia un gruppo solido, cosa che in passato non c'era. Con il tecnico precedente c'era un clima di terrore a Milanello, Montella ha riportato serenità e tranquillità. Io credo che tutti i giocatori per dimostrare il loro valore abbiano bisogno di giocare. Io ho avuto una sola chance, contro l'Empoli, a inizio del campionato. Mihajlovic mi schierò trequartista, dunque non nel mio ruolo, e mi tolse dopo neanche un'ora. Da allora non giocai più. Pensoche non si possano valutare così le potenzialità di un giocatore".

Al Genoa, con Gasperini, Suso è rinato: "Lui è bravissimo, un perfezionista. Vuole sempre la squadra ben organizzata e per un giocatore nuovo, una volta capite alcune cose, diventa tutto più facile. Per me è stato importante per ritrovare continuità. Mi sarebbe piaciuto rimanere. C'era l'ambiente giusto, un allenatore e una società che mi stimavano. Però non si possono confrontare due realtà così, il Milan è una cosa, il Genoa un'altra. Io volevo giocare nel Milan, questo era il mio obiettivo e tornato dal prestito ne ho parlato con la società. Di certo se Montella mi avesse detto che non gli piacevo, avrei fatto un'altra scelta. Oltre a Gasperini e Montella devo dire grazie a Brendan Rodgers che mi fece debuttare a 18 anni nel Liverpool".

Obiettivi? "Dobbiamo ragionare gara dopo gara. Adesso siamo secondi e tutti ci fanno i complimenti, ma se dovessimo perdere due gare di fila, tutto tornerebbe in discussione. Non dobbiamo pensare né alla Champions né all'Europa League, ma di sicuro, per quanto visto finora, questo Milan può stare nelle prime posizioni. Giovani? E' un progetto importante che guarda al futuro. Ci sono molti ragazzi forti, con grandi prospettive, ma va dato merito alla società di aver abbassato le pressioni sulla squadra e a Montella di aver creduto in noi. Perché un conto è avere dieci giovani in rosa, un conto è farli giocare con continuità".

Milan-Juventus, il match verità: "La Juventus è fortissima e contro di lei si può perdere. Dei bianconeri temo l'organizzazione. Tatticamente sono bravissimi, non lasciano molto spazi. Sarà difficile creare occasioni da gol. Noi però non dovremo avere paura di giocare questa gara in uno stadio che sarà pieno. Ci sarà maggiore pressione rispetto alle partite precedenti, ma dobbiamo essere capaci di giocare nella stessa maniera di sempre. Non dobbiamo sentirci inferiori".

Donnarumma è l'erede di Buffon? "Gigio è forte, professionale, un bravo ragazzo dentro e fuori dal campo. Ha tutte le possibilità per diventare il numero uno nel suo ruolo. Però adesso viene il difficile. Ha quasi 18 anni e su di lui aumenteranno le pressioni. Ora che comincia a crescere verrà preso sempre più sul serio e verrà trattato da giocatore, non più da ragazzino. Chi toglierei alla Juventus? Mi piace molto Dybala, ha grandi qualità, è un attaccante temibile che può raggiungere i livelli dei top player mondiali, anche se non deve sentirsi arrivato, perché nel calcio le cose cambiano velocemente. Io poi stimo molto Dani Alves. Nonostante abbia vinto tutto in carriera, rimane un esempio in campo per compagni e avversari, dà sempre il 100%".

Chiusura d'intervista con un cenno alla Nazionale spagnola: "E’ chiaro che l’approdo in nazionale sia un mio obiettivo. Ho giocato in tutte le selezioni giovanili e voglio arrivare anche in quella maggiore. Ogni calciatore vuole rappresentare il suo paese e adesso che gioco con continuità in un club importante come il Milan, posso sperarci. Anzi, credo che se continuerò a crescere e a fare bene, il ct mi darà un’opportunità".



Newsletter

Collegati alla nostra newsletter per ricevere sempre tutte le ultime novità!