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Data: 24/09/2016 -

Il Pisa in una sola foto, simbolo. Gattuso: "Avevo le lacrime, mi sono nascosto. Sono nato nel periodo sbagliato"

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Dicono che le partite di calcio durino solo 90 minuti. Dicono, ma a volte - per fortuna - durano molto di più. Soprattutto in un pomeriggio in cui a Pisa anche i confini del campo sono meno metti del solito. Succede ad esempio che i tifosi si diano appuntamento fuori dallo stadio: l'Arena Garibaldi, dove il Pisa torna a giocare dopo la finale playoff col Foggia e la festa promozione per la B, ha le porte chiuse. Colpa di dinamiche ancora poco chiare, ma che comunque - in un senso o nell'altro - con il calcio hanno poco a che fare. E allora oltre 3000 pisani si ritrovano all'ombra della Curva, un sabato in cui la Torre perde la sua importanza centrale perché Pisa è tutta lì. Intorno alla sua squadra. È l'occasione per l'ennesima contestazione alla società sì, ma quando la partita inizia il fischio dell'arbitro trasforma le polemiche in tifo. Tifo che si sente anche da dentro, le porte più che chiuse sembrano socchiuse dal rumore che entra da fuori. Varela-Verna, V per vittoria. C'è anche il tempo per un po' di apprensione finale al 2-1 dell'Ascoli, ma alla fine il Pisa può far festa davvero. Per un'altra impresa che vale il secondo posto, più che mai prezioso in un momento così difficile. Festa in campo, con la squadra che si accerchia intorno a Gattuso. La solita grinta, la solita carica. La solita polo che non resiste alla gioia e si spezza. Festa anche fuori, dove i tifosi non sembrano voler andare via. E poi festa comune, perché in uno di stadio che di barriere oggi ne aveva più del solito alla fine il Pisa sa abbatterle tutte. Mannini e i giocatori si avvicinano alla Curva, oggi così tristemente deserta. Scalano i gradoni, imboccano il tunnel dove di solito entrano i tifosi. E si affacciano alla balaustra per far festa con quei 3000 cuori che sono rimasti lì per loro. Una scena più unica che rara, una scena bellissima. Anche per uno come Gattuso che "qualcosa nel calcio ho vissuto". Che "mi sono emozionato tanto, perché dopo tutto quello che ho fatto in carriera mai avrei pensato nel 2016 di vedere una cosa di questo fascino". Che ha gli occhi tristi e il cuore grande: "ho seguito i miei ragazzi, ma non mi sono fatto vedere. Mi sono nascosto, perché avevo le lacrime ed ero quasi commosso. Ho lasciato che fossero loro a prendersi quegli applausi... È una scena di altri tempi, io sono un romantico e forse sono nato nel periodo sbagliato", dice Ringhio in sala stampa. Con undici punti in classifica, la difesa migliore ed un tifo che dà la forza di continuare. Che "permette di vivere un sogno". In attesa che al 90' si possa far festa di nuovo tutti insieme. Dentro l'Arena.
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