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Tutto il cuore di Paroni: uomo, calciatore e simbolo della famiglia Entella

| Storie | Autore: Alberto Trovamala

Giocatori capaci di vestire una stessa maglia per anni nel calcio moderno: rari. Individuare nuove bandiere: rarissimo. Sì, ma non impossibile. Per fortuna qualcuno esiste ancora… come a Chiavari. Provate a nominare Andrea Paroni nella cittadina ligure. A qualunque appassionato di Entella si illumineranno gli occhi. Proprio come alla famiglia Gozzi nel raccontare il proprio portierone. Ragazzo umile e a modo, Andrea. Mai una parola fuori luogo. Di quelli che “ce ne fossero!”. Quasi un cittadino onorario di Chiavari per il bene che si è fatto volere in questi 10 (!) anni di Entella. Paroni è riuscito ad entrare nel cuore dei chiavaresi nonostante ligure ci sia diventato e non nato. Sangue friulano al 100%, il suo. In maglia biancoceleste però ci è cresciuto. E ne ha viste di tutti i colori. Addirittura, proprio come Brignoli, segnò di testa all'ultimo minuto. Era la semifinale playoff nel 2012 contro il Casale ai tempi della C2. Ancora oggi, di tanto in tanto, gli capita di riguardarsi le immagini di quel giorno su Youtube. “Sono emozioni uniche, capisco cosa abbia provato Brignoli”. Interista di fede ed arrivato all’Entella dopo le giovanili all’Udinese, non ha più abbandonato la maglia dei ‘Diavoli Neri’. Dalla D alla B. Mancherebbe solo quella prima lettere dell’alfabeto... poi, potrebbe aspirare addirittura alla carica di sindaco! Scherzi a parte, di lui colpisce l’umanità prima ancora prima che l’abilità in campo. Sì, perchè può sembrare una banalità ma incontrare una persona ‘umana’ al giorno d’oggi non è così semplice. Anzi. Invece Andrea lo è, eccome se lo è. Pensate che proprio a lui è stato intitolato il primo fan club della storia dell’Entella: il fan club "Mondo Piccolo - Andrea Paroni", ovviamente con finalità benefiche. “Quando mi hanno messo al corrente del fatto che volessero dedicarmi un fan club sono rimasto molto stupito. Insomma, sono cose che ho sempre visto fare nei confronti di grandi giocatori e pensare che potesse nascerne uno per me… non nascondo che mi ha emozionato”. Ma c’è molto di più. Paroni ha deciso di mettere mano al portafoglio pagando ogni anno di tasca propria l’abbonamento a Sky per i ragazzi del Centro Benedetto Acquarone di Chiavari – sede dei convittuali del settore giovanile biancoceleste – così che possano svagarsi tutti insieme di fronte alla tv guardando una partita, un film, una serie tv e così via. Lì i giovani biancocelesti vivono a stretto contatto con ragazzi con disabilità, affinchè possano instaurare un rapporto forte e sincero coi meno fortunati. Procurando loro magari una gioia o semplicemente un sorriso, come Paroni insegna. “Ci si sente fortunati a poter giocare a calcio e a farlo come lavoro ma c’è tutta una vita al di là del rettangolo verde e credo che sia molto, molto più importante”. L’egoismo non esiste nel suo vocabolario. Se esistesse, forse Andrea starebbe vestendo un’altra maglia in seguito alla decisione di affiancargli ormai da qualche anno un portiere titolare. 2 sole presenze nelle ultime due stagioni e mezzo. Avrebbe potuto scendere di categoria come portiere top, invece ha deciso di continuare a Chiavari, una seconda casa ormai per lui. “Certo, non giocare non è facile, perché mentre al di fuori cercavo di dimostrare tranquillità, dentro invece avevo una ‘rabbia calcistica’ enorme, una gran voglia di voler tornare a difendere la porta; negli anni, però, ho imparato a guardare i miei compagni e proprio quelli che trovavano meno spazio si sono sempre rivelati determinanti”. La sua importanza nell’Entella viene prima delle presenza in campo. Ha un ruolo fondamentale sia per l’ambiente sia per lo spogliatoio. Per esempio, è lui l’incaricato allo ‘studio’ dei portieri avversari al fine di preparare al meglio possibile capitan Troiano in occasione dei rigori a favore. In poche parole: imprescindibile. Più di una bandiera, un simbolo. Insomma, di quelli che “ce ne fossero!”... per il bene del calcio.

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