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Banega, Cañizares e la cattiva postura nel sonno di Douglas: gli infortuni più curiosi nel mondo del calcio

| Storie | Autore: Simone Nobilini

Quale peggior condanna, per un calciatore, se non dover aver a che fare con guai fisici che gli impediscano di scendere sul terreno di gioco? Strappi muscolari, contrasti un po' troppo energici, pestoni... Classica "roba da campo", nella pura e semplice normalità del più bel gioco del mondo che, oltre a dar tanto, talvolta toglie. Quando però è il destino a giocare un brutto scherzo, beh, lì si può davvero far poco. E i casi, in questo senso, sono molteplici...

Prendete il caso di Douglas, terzino destro classe '90 dello Sporting Gijon, costretto a dover chiedere l'intervento dello staff sanitario del club asturiano per un dolore al gluteo. Riscaldamento non eseguito in maniera corretta? Niente affatto: al rientro dalla trasferta di Vigo, Douglas ha riposato in pullman mantenendo una cattiva postura. E il risveglio è stato a dir poco traumatico: allenamento saltato e problema ancora tutto da valutare, con un rischio beffa che avrebbe davvero dell'incredibile.

Il limite tra il curioso ed il contemporaneamente divertente e drammatico, tuttavia, non può essere legato solamente al guaio occorso proprio a Douglas. Pensate a Santiago Canizares, storico, ex portiere del Valencia e della Nazionale spagnola costretto a saltare il mondiale di Corea-Giappone con la "Roja" per... essersi reciso il tendine dell'alluce con una boccetta di dopobarba, caduta direttamente sul suo piede e capace di coglierne di sorpresa riflessi non così pronti. Sempre dalle parti del "Mestalla", sfortunato protagonista di un'incredibile disavventura fu anche Ever Banega, attuale centrocampista dell'Inter: fermo ad una pompa di benzina per far rifornimento, l'argentino è stato investito dalla propria vettura dopo essersi dimenticato di azionare il freno a mano. Risultato? Tibia, perone e caviglia rotti e ben 6 mesi di stop.

C'è anche chi, spinto dall'eccessiva voglia di far festa, ha concluso la propria serata in ospedale in condizioni tutt'altro che rassicuranti: è il caso di Zlatko Tripic, attaccante del Greuther Fürth, caduto malamente da un soppalco all'interno di una discoteca di Norimberga. Lesioni sparse, trauma cranico e alla colonna vertebrale e lunghissimi tempi di recupero prima di rientrare in campo, dopo aver rischiato (non poco) di compromettere le proprie abilità motorie. Analogamente a Douglas, invece, gente come Rio Ferdinand, David James e Nelson Dida si è ritrovata costretta a subire infortuni...da fermo: l'ex difensore del Manchester United, dopo aver tenuto troppo a lungo la propria gamba distesa su un tavolino, ha subito una lesione ai tendini del ginocchio alzandosi; l'allungamento per recuperare un telecomando, invece, è costata a James uno strappo alla schiena, mentre Dida è rimasto vittima di uno dei più classici "colpi della strega" seduto in panchina, a Parma, capace di costringerlo ad uscire dal "Tardini"...in barella.

E non è finita qui: anche uscire di casa a volte può rappresentare una "minaccia", dimostra il caso relativo a Javier "Chicharito" Hernandez. Scivolato dalle scale, l'attaccante messicano del Bayer Leverkusen ha riportato una frattura ad un dito della mano destra, rimesso in sesto solo grazie ad un intervento chirurgico. Guai anche a dimenticare la dolorosa esultanza post gol segnato alla PlayStation da Alessandro Nesta, costata all'ex difensore di Lazio e Milan una infiammazione ai tendini del polso anche a causa...delle prolungate partite alla consolle; oppure l'eccessiva voglia d'abbronzatura di Philippe Mexes, con una lampada di troppo capace di causargli un'infiammazione all'occhio e di costringerlo ad una settimana di riposo.

Sebastien Frey e Gonzalo Higuain, invece, hanno pagato caro tuffi mal calcolati: l'ex portiere, piombando di testa in una piscina mezza vuota, ha riportato un forte trauma cranico da un paio di settimane di stop, mentre "El Pipita", nelle sue prime settimane napoletane, aveva dovuto fare i conti con tanto spavento e qualche taglio sul volto dopo aver urtato uno scoglio. Da un portiere all'altro, improvvisato e con risultati piuttosto negativi: Emerson, come Canizares, è stato costretto a non partecipare ai mondiali del 2002 per essersi infortunato alla spalla nel goffo tentativo di una parata in una partitella, e Muntari, giocando in spiaggia con gli amici su un crociato già malconcio, è riuscito nell'impresa di causarne la rottura. Last but not the least, Marco Asensio. L'uomo delle finali del Real Madrid, non convocabile in Champions League per colpa di un...pelo. Incarnito, dopo una sessione di depilazione.

Dopo una lista del genere, capace di trascendere i limiti del tragicomico, la domanda sorge spontanea: ci attenderanno altri, goffi infortuni curiosi in futuro? Per il bene di ogni atleta, ovviamente, ci auguriamo di no. Ma quando destino, casualità, fatalità o follia vanno anche oltre all'immaginazione, resta davvero ben poco da fare. Se non constatare e, ahimè, calcolare i danni...

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