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Donne Nel Pallone - Il prezzo da pagare in Europa se ti chiami Fiorentina

| | Rubriche | Autore: Giulia e Giada Di Camillo

Quattro gare al termine del campionato di serie A. Una sola certezza: la prossima Uefa Women’s Champions League vedrà sicuramente partecipare la Fiorentina. Per la prima volta nella storia. E così se in città, a Firenze, si è in fermento per un ritorno maschile nella tanto prestigiosa competizione, intanto le donne, mentre cercano di conquistare scudetto e Coppa Italia, si preparano a onorare la società di Della Valle anche in campo europeo. Evitando figuracce.

La prossima stagione vedrà quindi l’esordio della Fiorentina in Champions e, considerato anche il fatto che si è di fronte a una società esistente da soli due anni, il ranking del club sarebbe pari a circa 0 punti. E questo, innanzitutto, significherebbe l’inserimento del team tra le peggiori 16 della competizione, con il primo turno che dovrebbe prevedere, senza grandi dubbi, un match contro formazioni attualmente inarrivabili come Lione, Psg, Wolfsburg, Manchester City, Barcellona o anche Bayern Monaco.

Un coefficiente di difficoltà, di conseguenza, abbastanza elevato. Anche se, non avendo uno storico internazionale firmato Fiorentina, non è possibile avere un quadro realmente attendibile della situazione. Qualcosa però può insegnarlo la storia, anche quella più recente, con il Brescia che nonostante un ranking di 28 punti e risultati storici come il raggiungimento dei quarti di finale del torneo, evidenziando un netto spessore della propria formazione, contro colossi come ad esempio il Lione o il Wolfsburg è sempre uscita sconfitta. Segno, soprattutto, di una carenza da affibbiare all’intero sistema del calcio femminile italiano, ancora troppo indietro rispetto ad altre realtà.

Per essere all’altezza del caso europeo, una sola strada si prospetta per la Fiorentina: investire, alzando l’asticella e passando dall’attuale budget speso di circa 700.000 euro a una cifra che si aggira attorno a 1.700.000 euro. E i calcoli da fare sono molto semplici, tenendo conto anche del grave infortunio di Alice Parisi alla tibia, con la giocatrice che sarà recuperata, secondo le previsioni, a gennaio prossimo. Una pedina sicuramente importante per il centrocampo viola, che insieme a Tatiana Bonetti è stata più volte affiancata a club spagnoli e inglesi come il Barcellona o il Chelsea. Una donna che è mancanza adesso e lo sarà anche per l’avvio della prossima stagione, a prescindere. E va trovata una degna sostituta.

Il numero ideale di top player da ingaggiare sarebbe di almeno cinque, magari da prelevare proprio alle concorrenti europee al fine di abbassarne anche solo lievemente i valori, a oggi davvero incredibili. Si parte da un minimo di 100.000 euro netti a stagione a un massimo di 400.000, se si dovesse mai provare a mettere le mani su gioielli come certe note giocatrici americane. Tra i grandi esempi, la classe ’90 Sidney Leroux, il cui cartellino vale circa 300.000 euro. Da tenere sotto controllo anche Hope Solo, atleta già nel mirino di Della Valle, che dovrebbe avere un ingaggio pari a 100.000 euro. Il tutto, concretizzando le necessità in certezze e quindi in valori aggiunti, per arrivare a una spesa di almeno 1 milione in più rispetto alla stagione in corso. E, tenendo in considerazione che il tetto massimo dei contratti di serie A femminile è pari a 25.000 euro netti a stagione, la società toscana dovrà anche ragionare sulle altre forme contrattuali da unire alla principale per arrivare a cifre che fino a ora in Italia, tra le donne, non si sono mai viste.

La spesa sarebbe così davvero molto impegnativa, anche al cospetto di una piazza che sicuramente sta apprezzando tanto il calcio femminile, ma che non manca nel far capire come si sogni la Champions soprattutto per la squadra maschile. E per le donne si prospetterebbe un investimento ingente che potrebbe anche non rispettare alcuni equilibri fino a oggi saldamente stabili in casa Fiorentina. Tra tutto lo spostamento di risorse da destinare agli uomini verso il settore femminile della società. O anche la voce in capitolo, che è giusto avere, delle attuali top player italiane della formazione allenata da Fattori e Cincotta, attualmente legate a contratti che non superano la soglia di 20.000 euro a stagione. Bassi se comparati a quelli delle big straniere.

Ed è chiaro che tempo da perdere non ce n’è. Perché il mercato è già in fermento, e ci si aspetta che una società come la Fiorentina Women's, forte del privilegio di essere di proprietà di Della Valle, sia già attiva per poter vivere la prossima stagione da protagonista anche in campo europeo, evitando, come anticipato, fallimenti, e trainando però non solo il proprio team ma anche un intero movimento, che ha assoluta necessità di certe spinte. Quindi mani nel portafoglio e via all’allestimento della prossima rosa, mentre Firenze attende speranzosa la conquista dello storico scudetto al femminile, magari da festeggiare giocando al Franchi, riempendolo anche, lasciando a casa le forse già pronte proteste di sponda maschile alla società. Ci si aspetta tutti una festa meravigliosa (non ce ne vogliano gli scaramantici), e il teatro giusto sanno tutti qual è. Basta alzare il sipario, a testa alta.

Giulia e Giada Di Camillo

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