Xabi Alonso (IMAGO)
La nuova era del Real Madrid dura solamente 231 giorni: Xabi Alonso saluta dopo la Supercoppa. Storia di un amore mai sbocciato
La “nuova era” del Real Madrid, come aveva annunciato da Florentino Perez alla presentazione dell’ex Bayer Leverkusen, si è chiusa nel deserto di Gedda, appena dopo 231 giorni. Per Xabi Alonso, il ritorno a casa si è trasformato in un incubo, il cui finale ricalca con precisione gli ultimi giorni da giocatore dei Blancos. Allora fu una sconfitta contro l’Atletico a chiudere la sua avventura prima del trasferimento al Bayern Monaco, questa volta è un ko contro il Barcellona, ancora una volta in Supercoppa. Ma in questa occasione, nel mezzo, non ci sono trofei da ricordare e da mettere in valigia.
Xabi Alonso continua a vivere la maledizione ‘spagnola’ sulla panchina del Real Madrid. Il classe ’81 è il sesto allenatore autoctono consecutivo a lasciare i Blancos senza vincere: un’anomalia da quelle parti. Prima di lui infatti si sono susseguiti Julen Lopetegui, Rafa Benitez, Juande Ramos, Juan Ramon Lopez Caro, Mariano Garcìa Remon e José Antonio Camacho. L’ultimo spagnolo a vincere un trofeo come allenatore dei Blancos è stato Vicente Del Bosque, vincitore della Liga nel 2002/03. Una vita fa.
Se l’avventura di Xabi Alonso da giocatore del Real Madrid era durata per ben cinque anni, con 236 presenze e cinque trofei, la seconda vita madridista dell’ex mediano dura decisamente di meno. Solo 34 partite, con 24 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte, ma soprattutto un amore mai sbocciato del tutto né con le tante stelle della squadra né con il popolo delle Merengues.
Dal litigio con Vinicius al momento della sostituzione nel Clasico di ottobre al “caso” Rodrygo, impiegato solo otto volte da titolare tra Liga e Champions League, passando per i fischi del Bernabeu in occasione delle sconfitte contro Celta Vigo e Manchester City. Tutti motivi che hanno trasformato quella che doveva essere la nuova era del Real Madrid a una breve parentesi di pochi mesi. Il mondo si è ribaltato nel giro di 231 giorni.
“C’eravamo tanto amati“, per citare il famoso film di Ettore Scola. In realtà, l’idillio tra Xabi Alonso e il Real Madrid – almeno nelle vesti di allenatore – è durato davvero poco. Tredici vittorie nelle prime quattordici partite, con l’unica eccezione del ko contro il PSG nella semifinale del Mondiale per Club. Poi qualcosa ha iniziato a rompersi a partire dalla pesante sconfitta nel derby contro l’Atletico Madrid. Le prime avvisaglie delle difficoltà deflagrate a inizio novembre.
Dalla sconfitta di Anfield ai pareggi contro Rayo Vallecano, Elche e Girona, fino alla vittoria del Celta Vigo al Bernabeu, con il sorpasso in vetta del Barcellona. Proprio il 3-2 di Gedda contro i blaugrana porta all’addio, con il grande amico Arbeloa che prenderà il suo posto.
Ancora una volta Xabi Alonso e il Real Madrid si salutano con una sconfitta in Supercoppa. Nel 2014, la squadra di Ancelotti perse la finale di ritorno contro l’Atletico, con un gol di Mario Mandzukic. Pochi giorni dopo per Xabi Alonso si concretizzò il trasferimento al Bayern Monaco, con cui raccolse 117 presenze e cinque trofei.
Questa volta l’addio si consuma in Medio Oriente, nella lontana Gedda. Questa volta è un destro di Raphinha a far calare i titoli di coda sull’avventura di Xabi Alonso da allenatore del Real. La nuova era è durata solo 231 giorni.
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