Interviste e Storie

Tottenham, ecco Tudor: una certezza a stagione in corso, ma non chiamatelo traghettatore

Igor Tudor, Juventus (Imago)

Il Tottenham ha scelto Igor Tudor per il post Frank: l’allenatore croato ha ottimi numeri quando chiamato a stagione in corso

Cosa vuol dire fare un passo indietro? I passi si fanno solo in avanti. In questo momento difficile l’allenatore deve stare zitto e lavorare”: si era conclusa così, a ottobre, l’esperienza di Igor Tudor alla Juventus. Con tante critiche, forse per certi versi anche ingiuste, ma soprattutto con delle dichiarazioni di un uomo consapevole di non aver ottenuto il massimo. La sconfitta contro la Lazio, arrivata consecutivamente a quelle contro Como e Real Madrid, si era trasformata in un game over per il croato, il quale in questi mesi ha convissuto con il rimpianto di non esser stato in grado di risollevare le sorti del club della propria vita.

Eppure, tutto era iniziato come in un film: lo spostamento in macchina da Spalato a Torino, la super accoglienza dei tifosi entusiasti di poter contare su un loro beniamino in un periodo tanto complicato, l’insperata qualificazione in Champions League e l’ottimo avvio di campionato nella stagione successiva. Poi, però, il blackout.

Dopo il formidabile successo per 4-3 nel derby d’Italia contro l’Inter qualcosa si è rotto, e i bianconeri non sono più riusciti a vincere. Prima sono arrivati cinque pareggi consecutivi – tra cui i due deludenti contro Verona e Villarreal -, poi le tre sconfitte sopracitate che hanno fatto risuonare il de profundis nell’avventura piemontese di Tudor. La caduta di Roma contro la Lazio ha portato la società a optare per il definitivo cambio in panchina, spegnendo le speranze dell’allenatore di poter far rientrare la situazione.

Ora però, dopo appena 110 giorni, il 47enne di Spalato ha un’importante occasione per rifarsi; un’opportunità utile per ridare lustro alla propria carriera e dimostrare di poter meritare ancora palcoscenici importanti. La chiamata del Tottenham, forse inaspettata anche per lui in questo momento della stagione, non può che essere un punto di svolta cruciale per il Tudor allenatore: una di quelle chance da sfruttare, cosa che negli anni il croato è sempre stato capace di fare.

Non chiamatelo traghettatore

Nelle ultime stagioni, quando è stato chiamato in causa a stagione in corso per risollevare le sorti di una squadra, Tudor non ha mai deluso. È valso al Verona, quando è riuscito a portare i gialloblù addirittura al 9° posto in classifica, ma anche alla Lazio, riuscendo a ottenere una qualificazione in Europa League che sembrava compromessa. E lo stesso, ovviamente, si può dire della più recente esperienza in bianconero: rimpiazzato Thiago Motta a marzo, il croato è riuscito a ribaltare una squadra con il morale sottoterra – reduce dalle due pesantissime sconfitte contro Atalanta e Fiorentina – riaccendendo i propri giocatori partita dopo partita.

Risultato? Una qualificazione in Champions League arrivata sì con il brivido, battendo con non poche difficoltà il Venezia all’ultimo turno di campionato, ma anche grazie ai 18 punti ottenuti nelle 9 partite durante le quali si è seduto in panchina. Un rendimento che ha confermato la sua grande abilità nel subentrare in situazioni di difficoltà riuscendo sempre a raddrizzare la barca.

Insomma, di lui si potrebbe dire che è un ottimo traghettatore, ma fate attenzione a chiamarlo in questo modo. Il motivo? Lo ha spiegato lui stesso durante una conferenza stampa lo scorso anno: “Traghettatore è una brutta parola, mi dà una sensazione non bella. Quando qualcuno arriva è un allenatore, è sempre solo e vive di partita in partita. Senza programmazione: il futuro si costruisce oggi”. I media inglesi sono avvisati.

Fattore K

Proprio l’Inghilterra, come detto, sarà l’ennesima tappa della – seppur breve – carriera da giramondo di Igor Tudor. La missione, questa volta, è forse ancor più complessa delle precedenti: oltre a ridare fiducia a un gruppo che appare ai minimi storici dal punto di vista emotivo, l’allenatore croato deve fare i conti con una classifica parecchio preoccupante. Gli Spurs si trovano infatti clamorosamente al 16° posto in Premier League, a soli 5 punti di vantaggio sulla zona retrocessione: le ambizioni europee del club del nord di Londra possono aspettare, perché mai come quest’anno in questa fase c’è bisogno di guardarsi le spalle. La speranza dei tifosi del Tottenham è che il 47enne possa dare sin da subito una scossa alla squadra.

I mezzi per evitare il fallimento sportivo ci sono: la rosa è più che attrezzata per poter risalire la classifica e Tudor sa come far rendere al meglio i propri giocatori. E poi, ha dalla sua il “fattore K”: “K” come Kolo Muani, che il croato ritrova dopo i mesi insieme a Torino. Con Igor allenatore Randal ha fatto vedere grandi cose tra Serie A e Mondiale per Club, e chissà che adesso non possa anche lui riaccendere la propria stella, al momento sempre meno splendente in una stagione fin qui ben al di sotto delle aspettative. I due sono stati uniti dalla Juventus e ora si ritrovano in Inghilterra, nella speranza che possano ancora essere reciprocamente uno la spalla dell’altro. Il “sergente” Tudor sta per atterrare a Londra ed è pronto per riprendersi quanto perso negli ultimi mesi: l’operazione salvezza è già partita.   

Alessandro Mammana

Classe 2004, credo che la prima parola uscita dalla mia bocca sia stata "palla". Da sempre innamorato dello sport, il calcio è stato il mio compagno di vita, sin dal giorno zero. Ci ho giocato per una quindicina di anni prima che il mio corpo dicesse stop, ma potevo mai starne lontano? Assolutamente no, ed ecco che tutte le telecronache virtuali fatte giocando a Fifa o Pes hanno trasformato quello che prima era solo un sogno in un obiettivo

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