Interviste e Storie

Il valore del tempo: la tarda consapevolezza di Kleindienst

Tim Kleindienst in azione con la sua Germania (IMAGO)

Il valore dell’attesa e l’importanza del tempo. Aspettarsi. Alla scoperta di Tim Kleindienst

Una vita scandita da attimi, come il ticchettio di un orologio. Attimi che paiono eterni, interminabili. E sembra non passino più. La consapevolezza di Tim Kleindienst (che ha segnato il gol del pareggio della Germania contro l’Italia nell’andata dei quarti di UEFA Nations League) è iniziata già da un po’, e non con il ritardo che si potrebbe pensare.

La strada che lo ha portato alla maglia della nazionale tedesca è stata difficile e lunga 29 anni. E non sono certo mancate le difficoltà durante il percorso: la rottura del legamento collaterale della caviglia, diversi problemi alla schiena e un menisco rotto.

Nel frattempo però il tempo passava. Imperterrito. E Kleindienst vedeva davanti a sé scapparsi le opportunità di un futuro che probabilmente non avrebbe mai pensato di raggiungere.

Adesso segna con la sua Germania, ed è assoluto protagonista in Bundesliga con il Borussia Mönchengladbach. “A volte basta aspettarsi”. Spesso si dice così. E probabilmente è proprio l’attesa a rendere bello il viaggio.

Germania, “il valore del tempo” con Kleindienst

A 29 anni compiuti, Kleindienst ha potuto vivere quello che sognava da una vita: la nazionale. Aspettata, sognata e voluta. Ma come detto prima, non senza problemi. E anche con un briciolo di malinconia, guardando gli anni che passavano veloci: “Quando vedo i ragazzi giovani e vedo giocare la Wusiala penso a volte di non essere un buon calciatore”, aveva dichiarato Kleindienst prima del debutto con la maglia della Germania lo scorso 11 ottobre contro la Bosnia.

Il primo gol? A 29 anni, proprio nel ritorno della gara di Nations League contro la Bosnia. Una doppietta, poi il gol contro l’Italia. Il terzo in totale: un colpo di testa vincente per battere Donnarumma. Così Tim ha raggiunto la consapevolezza e la maturità che tanto stava ricercando.

Wirtz e Musiala con la maglia della Germania (IMAGO)

“Bastava aspettarsi”

E come le più belle storie, “bastava aspettarsi”. Una vita per emergere, ma forse ne è valsa la pena. Diversi anni – da protagonista – nelle serie minori della Germania, con la maglia dell’Energie Cottbus, poi il passaggio al Friburgo, e nell’estate del 2019 l’arrivo nella squadra che gli ha permesso di realizzarsi davvero come Tim: l’Heidenheim.

Una vita di momenti, di attimi. Fatti per essere demoliti e superati. Dal sogno Conference raggiunto con i rossoblù la scorsa stagione in Bundes (da neopromossi) al passaggio in estate al Borussia Mönchengladbach. Con cui si sta rivelando vero protagonista con 15 gol in 25 partite. Non è mai troppo tardi per crescere e prendere coscienza di sé. Parola di Tim.

Andrea Gratissi

Nato nel 2002, vivo di calcio sin dai primi anni di vita. Ho giocato per diverso tempo tra i pali, ma poi ho capito che forse questo sport era meglio raccontarlo piuttosto che giocarlo. Il Fantacalcio una delle mie più grandi passioni, unita ad una forte ammirazione per i paesi del nord Europa. Tra le squadre del cuore? I vichinghi del Djurgården e i Faroensi del KÍ Klaksvik non sono di certo da meno. Sono anni che mia madre mi dà del folle. Probabilmente dovrei cominciare a darle ascolto...

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